
La televisione sugli schermi della telefonia
Tv-fonia o Tv-follia? Evento freschissimo, nuovo di zecca. La primavera 2006 è stata invasa (parlo per l'Italia) dal lancio pubblicitario della telefonia mobile con televisione, incorporata nel sistema UMTS (da noi, fornita dal produttore della Tre). L'occasione dei mondiali di calcio è parsa veramente ghiotta, a chi - disponendo già di prodotti di telefonia mobile - ha pensato di fare arrivare anche sugli schermi del nostro cellulare le immagini digitali utilizzando il protocollo IP. Naturalmente, il pensiero si ripete: non c'è chi possa godere di un programma televisivo o di una partita su schermi così piccoli. Si tratta più che altro di un esperimento per gli operatori di telefonia mobile e come sempre di una curiosità per gli utenti che vi aderiscono. La lingua? E' sempre lì che assiste e testimonia di tutte le nostre evouzioni.
L'immagine di chi chiama da un telefono a un altro non è certo una novità. La nostra pagina dell'Ascesa, che porta anche una foto di tanti esemplari dei primi anni '60, già ne parla e menziona un possibile matrimonio tra
VIDEO e FONO
nel videofono, peraltro mai affermatosi da alcuna parte (ma timidamente comparso, almeno come concetto in molte riviste). Negli ultimi anni qualcuno aveva messo in pista il 'videofonino', che per questo caso di trasmissione Tv su cellulare non sarebbe male. Nuovo è invece il matrimonio tra
TV e FONO
che sta alla base del 'tv-fonino' o 'tvfonino'. La variante è naturalmente un tentativo, suggerito dal fatto che il marketing di una novità prevede un migliore lancio in concomitanza con una parola completamente nuova. Sia l'operatore sia alcuni esercizi commerciali hanno dunque inserito questa parola in annunci che sono andati sia su stampa sia sui teleschermi nazionali. In altre parole, chi vende questo prodotto in occasione dei mondiali di calcio ha trovato più 'appetibile' mettere in pista la Tv e non il semplice video perché l'apparecchio che guardiamo (e le teletrasmissioni in generale) non sono video ma proprio Tv. La Tv, si è sempre detto. Dunque, scende in campo il tv-fonino sostituendo al 'tele' del già esistente telefono la Tv e combinando in questo modo un nuovo matrimonio tecnologico che il tempo consacrerà se di successo o meno (dopo il campionato di calcio, ovviamente). E' conveniente, linguisticamente?
I telefoni che in precedenza venivano utilizzati con trasmissione anche su video (pensiamo alla videoconferenza, agli inter-phono aziendali da una stanza all'altra) non furono mai denominati 'videofoni', benché avremmo potuto (si pensi al 'citofono' o al 'grammofono'). Diciamo dunque che quel matrimonio non si fece mai: le due parole non andarono molto d'accordo, per fonìa. La seconda (fono) accoglie ovviamente partner che nella coppia ricevono l'accento sull'ultima sillaba. Si sposò con micrò... fono, citò... fono, grammò... fono, megà... fono, telè... fono. Fa invece la bocca storta se le danno fonemi che sull'ultima non cadono bene. Se voi pronunciate videofono siete costretti anche qui a far cadere l'accento sull'ultima del partner, ma videò... fono non suona bene. Il 'video' in precedenza fece unioni con parole senza problemi come 'registratore' o con suoni corti che le consentivano di preservare l'accento sulla prima sillaba (videoshop). Ecco spiegato dunque come non sia mai nato in senso linguistico un feeling tra il video e la fonia. Al limite il video avrebbe imposto le sue condizioni, e un eventuale 'vìdeofon' sembra al massimo il nome di una ditta ungherese. Insomma, matrimonio quasi impossibile. La lingua ha una logica anche fonica, e quando questa non si realizza difficilmente si affermano parole in unione.
Con la televisione sul telefonino è stato normale e immediato combinare e lanciare il 'tv-fono' che è (con molta più verosimiglianza) il 'tv-fonino' del lancio attuale (rifuggite dall'orribile telefotino che ancora compare su qualche rivista). Bene, in un caso del genere per verificare se la parola avrà successo occorre attendere almeno cinque o sei mesi e riparlarne alla fine del 2006. Le cifre di vendita a partire dai primi di maggio dovranno osservare una contemporanea affermazione della parola scelta per chiamare il prodotto. Noi però avevamo posto il problema dal nostro punto di vista: 'tv-fonino' è parola confacente? Tutto sommato, diremmo di no. Ricapitoliamo.
Il telefono era 'fonia a distanza'
La televisione era 'visione a distanza'
Le due cose trovarono un connubio nelle immagini video trasmesse a circuito chiuso, tra due o più soggetti. Mai però misero in circolazione un equivalente altrettanto riuscito delle due parole appena menzionate. Se oggi noi diciamo 'tv-fono' intendiamo 'televisione e suono', cosa che già esisteva fin dal principio perché la televisione fu sempre provvista di suono (le ultime immagini prive furono quelle del cinema muto, che scomparvero nei primissimi anni '30). Se mi obiettassero che questo è un nuovo apparecchio, io direi di no perché sia il suono sia le immagini erano già presenti in precedenza su tutti gli apparecchi di telefonia mobile. L'unica novità è l'immagine di programmi televisivi, ma allora il vero connubio logico sarebbe
VIDEO - TELEFONO
oppure
TV - TELEFONO
Può essere che queste due possibili unioni non diano un neologismo adatto ('videotelefono' sembra ridondante, eccessivo e 'tvtelefono' è foneticamente come un pezzo di pollo sulla macedonia di frutta). Il tentativo attuale elimina il 'tele' e pone direttamente 'tv' con 'fono'. Va bene, se son rose fioriranno. Per quanto mi riguarda, devo dirvi che ho francamente una certa renitenza a pronunciare il suono combinato 'tv-fonino'. Se lo facessi, mi sentirei come quei cretini che bevono immediatamente tutte le cose suggestive proposte dalla puibblicità e subito le mettono in giro con gli amici. Se proprio devo farlo (esempio: in un negozio) lo dirò turandomi il naso.
Al fondo di questa piccola discussione, mi preme piuttosto segnalare l'obbrobrio presente su un quindicinale di informatica attualmente presente in edicola, che addirittura scrive 'tivùfonini'. Il giovane redattore si è dimenticato che gli accenti indicati graficamente fanno anche ricadere la parola stessa, in pronuncia. In questo modo, dilatando in maniera pedestre l'acronimo tv in tivù, dovremmo fare un'impossibile acrobazia e pronunciare ti-vù... fo-ni-no come se fosse una parola plurisillabica bisdrucciola, cioè con accento sulla quart'ultima sillaba (allo stesso modo di 'màn-da-me-lo). Vedete dove nascono i pasticci? Sono ragazzi, dice un noto detto di un programma serale della Tv che necessita - per rendere - anche di un gesto di accompagnamento a mani larghe.
Pagina del 9 giugno 2006, ultime modifiche il 3 luglio 2006