
I cento
suoni fondamentali
In tutte le
lingue del mondo esiste un centinaio di parole da sapere
Uno dei pochissimi casi in cui l'autore di Grammatiche ritiene accettabile una top list. Supponete di partire all'estero e di dover sapere e ricordare cento parole della lingua parlata nel luogo dove vi recate. Secondo voi, nel 2005 quali sono le 100 parole fondamentali di ogni dizionario? E' compreso qualsiasi suono: aggettivi, numeri, preposizioni, pronomi ecc.ecc.
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1 |
Io (I) |
La persona che parla, quando si riferisce a se stessa. Io, autore di Grammatiche, dopo essere partito dal fondo ho così concluso questa top list alle ore 7.30 GMT dell'11 settembre 2005. |
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Tu (you) |
La persona a cui parlate o vi rivolgete. |
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3 |
Uno |
L'unità in senso di quantità. Ma anche un singolo individuo, un singolo oggetto. Un concetto fondamentale nella storia dell'umanità. |
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4 |
Ciao |
Formula di saluto nell'incontrare o lasciare una persona o nell'entrare in un ambiente. |
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Parlare |
Verbo della oralità, dell'emettere suoni. Quello di cui ha parlato questo sito. Quello senza il quale non saremmo dotati di lingua per poter comunicare a voce. In tutte le lingue del mondo, dovrebbe sempre essere il primo. |
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6 |
Due (two) |
Due unità, a cui si è dato un numero. |
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Egli (he), lui |
La terza persona che il parlante indica, quando è uomo |
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Lei (she) |
La terza persona che il parlante indica, quando è donna. |
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9 |
Arrivederci |
Formula di saluto nell'andar via da un luogo o da una persona. Fondamentale. |
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Capire |
Verbo che parla di tutto l'universo orale, perché senza questa capacità sia parlare sia ascoltare risulterebbe vano. In tutte le lingue del mondo, tra le primissime cose che imparate per comunicare agli altri se potete parlare o no. |
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11 |
Tre (three) |
Numero successivo di due. Si ricorda come il primo sforzo vero di memoria, dopo l'unità e la doppia unità. |
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Noi (we) |
Più persone a cui si riferisce chi parla, e in cui egli comprende anche se stesso. |
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Voi (you) |
Più persone a cui si riferisce chi parla. |
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Me |
Il pronome riguardante tutto ciò che il parlante riferisce a sé in prima persona. |
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Te |
Il pronome riguardante tutto ciò che voi riferite alla seconda persona, quella a cui parlate. |
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Loro (they) |
La terza persona plurale indica più persone tra cui non sono né quello che parla né quello che ascolta davanti. |
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Grazie |
La tradizionale formula di cortesia o riconoscenza introduce proprio alle lingue, nel suo breve suono. S'impara automaticamente e altrettanto secca si ripete. |
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Volere |
Il verbo che esprime la forza del desiderio o l'intenzione dell'essere è la prima potenza verbale della fonia, dopo i due della oralità. Basta conoscerlo per esprimere l'idea di avere qualcosa in mente e di essere pronti o determinati ad attuarla. La sua importanza è tale da assimilarlo a un ausiliare come il verbo 'essere'. E in più ha la trasferibilità ad altri (volere che l'altro...). |
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Quattro (four) |
Numero interpretato con suoni molto differenti nelle varie lingue. Ma in genere ci s'arriva subito e si ricorda. |
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A |
Preposizione-cardine, molto dignificata dalla lingua inglese (concepita come 'to'). Esprime direzione, parentela, relazione, indirizzo. La lingua la contiene in misura grandissima e oggi incommensurabile. |
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Andare |
Verbo del moto, genericamente inteso. Tra le primissime cose che s'insegnano nelle lingue. Poi, una certa presenza di irregolarità al suo interno complica le cose per chi impara. |
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Essere |
Il verbo dell'alternativa amletica attraversa tutta la storia dell'umanità, per indicare la condizione in qualsiasi istante del tempo. Talmente bello e filosofico da ispirare letteratura e filosofia. Non sempre s'impara facilmente, nella coniugazione. |
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Avere |
Verbo della proprietà, indefettibile quand'anche poco simpatico nelle affermazioni. In epoca moderna, opposto all'essere come valenza egoistica e antisociale. |
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Dieci (ten) |
Il numero che completa la prima decina. |
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Mille |
Il numero che pone un ulteriore riferimento dopo il cento si ricorda sempre più di quest'ultimo. La sua valenza profetica è diventata perfino 'millenarismo'. |
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Buongiorno |
Saluto del mattino, indefettibile (anche se non sempre viene da darlo). |
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Cinque (five) |
Numero mediano, dei primi dieci. |
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Sette (seven) |
Numero molto presente e molto ricorrente. Ma bisogna anche arrivarci. |
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Sei (six) |
Numero mediano della lista, su cui spesso chi fa fatica si ferma. |
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Otto (eight) |
Numero poco facile da ricordare, che è compreso nei primi dieci obbligatori. |
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Dove |
La congiunzione, affermativa o interrogativa, del luogo (where inglese) serve a trasferire su un punto preciso. Tra le prime cose che s'imparano. |
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In |
La preposizione locativa svolge una funzione indispensabile e diciamo che si respira quasi. Imparata subito, e poi solo riemessa con automatismo quasi senza notarla. |
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Cento |
Numero da ricordare, perché segna un tradizionale riferimento nel calcolo di qualsiasi serie o quantità. |
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Perché |
La congiunzione che spiega è come un treno che collega, che porta da un punto a un altro. Fa da tramite necessario. |
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No |
Il monosillabo che nega entra per facile memoria fin dall'inizio e poi viene emesso come un suono automatico. |
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Sì |
Il monosillabo che conferma entra per facile memoria fin dall'inizio e poi viene emesso come un suono automatico. |
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Nove (nine) |
Il numero più basso, dei primi dieci, è quello che precede la decina. Sembra sia quello che statisticamente viene meno citato e che meno capita. Sconta anche la lontananza dai primi, ai quali chi fa fatica si ferma sempre. |
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Buonasera |
Il saluto che si dà dopo il tramonto del sole va imparato, come un obbligo, in qualsiasi lingua. Per consuetudine, ruba spazio anche al pomeriggio e molti lo anticipano al dopo-pranzo. |
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Da |
La preposizione per la provenienza, la causa efficiente, la qualificazione (from inglese) è sempre più fondamentale oggi. Il suo uso è esteso, capillare, insostituibile. |
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Di |
La preposizione per il caso genitivo (of inglese) è una necessità, per indicare appartenenza, specificazione, relazione. Le varie lingue però si regolano in tanti modi e non sempre prescrivono questa. |
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Quanto |
Il pronome per la quantità, affermativo o interrogativo, non conosce pause e domina la top list da secoli. Oggi evita spesso una frase più lunga con il verbo 'pagare' e da solo riesce a far fare la domanda intera. Economizzatore. |
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Gli (a lui) |
Il pronome 'him' vale a dire quel che si riferisce alla terza persona singolare, quando è maschile. |
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Le (a lei) |
Il pronome 'her' vale a dire quel che si riferisce alla terza persona singolare, quando è donna. Non tutte lo hanno. Quando c'è, s'impara a memoria e poi s'unisce con automatismo al verbo. |
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Non |
La particella negativa è essenziale per negare l'azione che si cita (il soggetto non ha fatto una certa cosa o non la può fare). Non esiste in tutte, ma dove esiste è fondamentale e insostituibile. Suono talmente breve che per evidenziarlo sarebbe necessario elevargli il tono (o fare come i Francesi, con un 'pas' di complemento). |
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Potere |
Il verbo della capacità o della attitudine a fare è un caposaldo in tutte le lingue. Lo userete con ritmo più che quotidiano, poiché entrerà di continuo e prenderà spesso perfino l'introduzione di una frase. Di ausilio a tutti, è tra le più grandi potenze della fonìa universale. |
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Come |
Congiunzione, affermativa o interrogativa, che è tra i primi suoni di ogni lingua perché forgia il modo e in sé lo contiene. Tra i suoni ancestrali dell'umanità. |
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Su |
La preposizione che guarda dall'alto una superficie o dice riguardo a cosa si parlerà è tra quelle utili e necessarie, benché non proprio insostituibile. |
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Dire |
Il verbo dell'oralità pervade tutte le lingue e non si può nemmeno evitare, durante una singola giornata. Tra le prime cose che vengono spiegate è proprio il 'say' di ciascuna. |
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Dovere |
Il verbo dell'obbligo o della costrizione o dell'imperativo morale, che ha decine di alternative in tutte le lingue, domina la top list da secoli e non ha mai crisi nonostante la scarsa attitudine di oggi al dovere. Sua qualità è il poter dire tante cose, perfino anticipare semplicemente quello che si sta per fare. |
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Giorno |
Lo spazio tra un levar del sole e l'altro viene appreso, in genere, non immediatamente. Entra, comunque, perché si deve calcolare in quantità un tot di spazi per il passato o per il futuro. |
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Venire |
Verbo di moto in direzione dell'emittente. In epoca contemporanea anche tante altre cose (riuscir bene, avere orgasmo, ecc.). Nel secolo XX° ha dilagato, e in inglese con le preposizioni ha occupato molti domini altrui. Oggi è d'obbligo, ogni giorno. |
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Amare, piacere |
Verbo registrato in questa doppia forma, perché molte lingue lo intendono in quel modo con un unico suono (=ciò che ami è anche quello che ti piace). E' una variazione di gusto e di piacere in un frasario che altrimenti sarebbe solo un elenco di vita spicciola, ma bisogna saperlo usare. |
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Fare |
Verbo irrinunciabile, diventato perfino ausiliare. La sua vastità lo rende non misurabile e ne fa un monumento in ogni lingua del pianeta. |
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Buono |
Compare più unito ad altre cose, ma deve sempre essere pronto come una specie di thermos estivo con la bevanda fresca. |
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Denaro |
In tutte le lingue, d'obbligo. Anche se per molti è una parola che non si vorrebbe menzionare. |
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Quello |
Dimostrativo irrinunciabile, si apprende nel sentir parlare qualcuno o a leggere appena poche righe di una lingua. |
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Questo |
Dimostrativo irrinunciabile, si apprende immediatamente a sentir parlare qualcuno o a leggere appena poche righe di una lingua. |
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Dare |
Tra i verbi più immediati, si impara per averlo sentito in occasioni anche da poco. |
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Cosa, che |
Pronome fondamentale, perché sostituisce in domanda o in relativa ciò di cui parlate. |
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Chi |
Pronome fondamentale, perché sostituisce in domanda o in relativa colui o coloro di cui parlate. |
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Grande |
Aggettivo che viene appreso, per essere ripetuto ogni volta che il discorso amplifica qualcosa (nel bene e nel male). Se è per esaltare un uomo, vien detto come un gergo. Il concetto resta generico, ma piace (in tutte le lingue) ed è tra i primi aggettivi da sempre. |
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Telefono |
Una grande potenza del mondo contemporaneo, salita con un crescendo devastante negli anni '90. |
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Tempo |
Leggermente in calo, perché trovano più facile e comodo citare direttamente la parte di ciclo. Come sostantivo è un concetto molto alto e complesso. Viene comunque imparato sempre, perché è spesso in mezzo a frasi e prende qualsiasi contesto. |
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Anno |
Molto importante. Tra le prime e irrinunciabili cose, perché è necessario per tanti motivi e non si può rimpiazzare con altro. |
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Molto |
Avverbio che è tra le prime cose che arrivano all'orecchio, e viene ripetuta altrettanto facilmente (non dovendo subire controlli o eccessivo rigore). Si dice facilmente quando lo si desidera, con intenzione di rafforzare. |
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Uomo |
Parola che serve a definire uno dei sessi. Se implica un giudizio, diventa anche altro. Senza lezioni, non si impara subito perché il frasario essenziale non la contempla. |
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Donna |
Parola che serve a definire l'altro sesso. Se sollecita pruriti o desideri, diventa anche altro. Il frasario essenziale non la contempla, perché ci rivolgiamo a signore e signorine. |
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Tv, televisione |
L'apparecchio più diffuso del nostro tempo viene imparato immediatamente, perché le parole che lo definiscono si trovano dappertutto e i nostri stessi occhi se lo trovano davanti in continuazione. |
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Ora, adesso |
L'avverbio che definisce il presente, il momento che fugge, è una delle cose essenziali per poter avere un minimo di colloquio. |
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Qui |
'Here' è uno degli avverbi che viene assunto quasi senza volerlo, dal principio. E' un locativo molto efficace perché vale a situare in modo completo l'oggetto del discorso. Si pronuncia spesso, perché sostituisce degnamente altro e ha il potere di evitare una frase troppo lunga. |
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Con |
La preposizione che indica 'compagnia' o 'associazione' è utile, anche se in calo negli ultimi anni. Irrinunciabile, se la vita è abbastanza ordinaria e godereccia. Le lingue del Mediterraneo la pronunciano anche a sproposito (vedi caso dello 'sposare'). |
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Quando |
Necessario per situare temporalmente. Recentemente in calo. |
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Ora |
Il sostantivo che indica la parte di tempo della giornata è tra le prime cose, sia nel segnalare l'orario del momento sia nel quantificare la durata (spesso anche in un percorso o in una velocità). |
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Scusi |
Sta calando, in un'epoca in cui tutti vedono diritti per se stessi e mai doveri. Ma l'antica formula di cortesia è tra le cose obbligatorie, in ogni lingua. |
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Tutto |
L'interezza di una cosa o il numero complessivo di tante unità serve, serve sempre. Se non lo sapete vi bloccate oppure direte 'intero' al suo posto, che però è un concetto diverso. In inglese 'whole' si alterna a 'all' a seconda dell'idea e dell'oggetto. |
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Prendere |
Azione universale e innata nel genere umano. Tra le prime ad essere immagazzinata, perché l'istinto guida a farlo per quasi tutte le cose e del resto i 'take' delle varie lingue risolvono tanti problemi, perfino in sostituzione. |
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Bello |
L'aggettivo è ancora potente nella sua sintesi, anche se la genericità fa dire poco al suono nel singolo contesto a cui si applica. Per esseri umani comincia a suonare eccessivo, ma resta comunque tra i più facili e immediati. Irrinunciabile, se viene vissuto qualcosa di significativo. |
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Giornale |
La parola generica che indica l'oggetto di stampa è ancora centrale, perché - da qualsiasi parte andiamo o stiamo - ne siamo circondati. E' anche una delle più facili e immediate, ma negli ultimi anni ha perso molta della sua attrattiva. |
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Via |
Il luogo dove si abita o dove è situato un immobile o un locale è fondamentale, perché è tra le prime cose che si imparano andando da qualcuno o visitando qualcosa. |
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Tutti |
Il 'tout le monde' serve sempre per attribuire qualcosa all'intera comunità. 'Everybody', che piace più di 'all', è una potenza del mondo contemporaneo seppure in calo negli ultimi anni. |
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Negozio |
Dovendo fare acquisti, non potete ignorare la parola che designa esercizi commerciali delle città. Una parola generica e antica, che copre ancora tutta la gamma. |
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Carta |
La materia su cui scrivere o disegnare ha avuto una grande accelerazione con il mezzo di pagamento (credito) e con molte tessere magnetiche. Ecco una parola con una grande spinta. |
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Per |
A parte il 'tra', unica a non comparire nei primi 100, questa è la preposizione più bassa. E' in decadenza: il secolo XX° delle grandi comunicazioni e la lingua inglese l'hanno spesso sostituita. Deve molto della sua sopravvivenza attuale all'italiano e allo spagnolo. |
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Uscire |
L'andare fuori da. Non solo si impegna un ambiente diverso, non solo si appare, non solo si arriva in edicola, ma si va anche in giro a divertirsi e il 'go/come out' inglese sono sempre efficaci. Infine, una cosa riesce. Anche se dovesse non venire, meglio conoscerlo. |
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Biglietto |
Documento di viaggio. Il 'ticket' è una presenza universale, negli ultimi 100 anni. Molto consigliabile sapere come chiamarlo, perché il semplice gesto - pur facendolo capire a sufficienza - non è molto elegante. |
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Molti |
Many, una delle parole che si impara molto presto. Non comporta problemi, viene bene dirla, la si accosta a quello che la richiede. |
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Bus |
Mezzo di trasporto che domina la superficie terrestre, per trasporti collettivi. Impossibile sfuggire a questa parola, perché anche laddove manchi qualsiasi modo di arrivare ci sarà questo mezzo disponibile. In leggera ascesa, negli ultimi anni. |
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Partire |
Verbo che, dicendo dell'atto di muoversi da un luogo, è onnipresente. Non solo con mezzi di trasporto, ma anche per il semplice moto degli arti inferiori. In uso poi per 'avviamento' di mezzi meccanici o a motore e per qualsiasi meccanismo che si metta in moto. |
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Documento |
Sostantivo immancabile, per ciascuno di noi. Figura da qualche parte del nostro corpo (tasche, portafogli, borse ecc.), e ce lo chiedono spesso. Ma è anche qualsiasi incartamento, dossier, referto e qualsiasi pagina del mondo digitale. In leggera ascesa, perfino. |
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Radio |
Sostantivo quasi immancabile. Figura sia da solo sia incorporato come 'tuner' con altri oggetti (recorder, Pc, cellulare, walkman). E' entrato anche su Internet come mezzo autonomo di trasmissione. |
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Stazione |
Si reperisce anche a vista, ma conoscere la parola è fondamentale. Nelle città non c'è sito più importante di questo. |
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Settimana |
Il sostantivo che definisce un ciclo di sette giorni è tra le costanti della storia umana, perché quei sette giorni sono un 'unicum' fin dall'antichità. La parola non è proprio indispensabile, ma se appena ci mettiamo a leggere la ritroviamo da tutte le parti e la impariamo senza volere. |
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Acqua |
Il sostantivo sarebbe indispensabile, ma il suo uso non è oggi molto esteso. Ma un gran numero di applicazioni quotidiane sulla Terra non può farne a meno, e la sua menzione - nel consumo - è generale e universale. |
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Cinema |
Il sostantivo riempie la vita di molte persone, perché le 'immagini in movimento che raccontano' sono lo svago più 'alla portata di tutti', e questa parola serve a dare quel concetto |
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Aprire |
Il verbo, applicato ad esercizi commerciali/luoghi di ristoro/locali, è di uso quotidiano. Ma serve anche l'inaugurazione per mano di bottiglie, recipienti, scatole, contenitori. Infine, come verbo dell'aggettivo 'open' in tanti casi. |
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Dopo, poi |
Avverbio che rappresenta il concetto di quello che succede a un'altra cosa in ordine di tempo. L'after è indispensabile e il suono inglese 'late' nel comparativo 'later' è attualmente in fase di grande diffusione planetaria (radio, appuntamenti, promemoria ecc.). |
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Auto, macchina |
Questo concetto viene ancora riempito da vari suoni (voiture, car, automobile ecc.). E' necessario, perché è il principale mezzo di trasporto sulla superficie terrestre e capita a tutti di utilizzare il concetto quasi ogni giorno. |
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Cd (rom) |
Acronimo universale, di facile commestibilità, per indicare l'oggetto che contiene musica e (da molti anni ormai) la trasporta in giro. Simbolo universale, in quanto oggetto metallico rotondo che contiene dati, informazioni o tracce musicali. |
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Mese |
Parola utile, ma spesso resa 'in più' per il fatto di citare direttamente il nome del mese. La si nomina insieme con numeri. |
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100 |
Treno |
Mezzo di trasporto fondamentale. Tuttavia si può anche non conoscere la parola: ci si reca in un luogo molto facile da reperire e lo si prende. Ma se si entra in agenzia viaggi, se si parla di trasporto urbano anche non ferroviario, se si raccontano storie... resta ancora necessaria. |
NOTA - Non ho considerato la parola 'Internet', perché la parola - pronunciandosi dappertutto allo stesso modo - è più assimilabile a un nome proprio. Il 'più' non ha trovato posto tra le prime 100, solo perché molte lingue formano il comparativo con semplice variazione della parola stessa. Analoghe considerazioni hanno suggerito una 'non inclusione' del si impersonale, che pure avrebbe una presenza in questa lista, e degli articoli (in molte lingue assenti).
Questa graduatoria, in futuro, potrà cambiare di continuo. Essa mostra comunque le 'potenze' del nostro universo fonico.
Pagina del 10 e 11 settembre 2005