
Questo articolo, di Giuseppe Lanza, ha una struttura più vicina alla nostra epoca. La sintassi è composta, l'ordine è quasi quello attuale, e le parole scelte sono più adatte al contesto. E' un pezzo di naturale provenienza artistica: l'autore si balocca quasi a ricamare quel procedere che piace molto ai critici d'arte scenica. Contiene anch'esso termini poi decaduti e dimostra ormai la sua età.
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Il successo non ha arriso sino in fondo ad Ardelia o la margherita di Jean Anouilh. Anouilh apparve la prima volta, in Italia, insieme con Sartre, sotto l'insegna dell'esistenzialismo. Insegna maliosa che abbagliò molta gente. Noi fummo gli unici cronisti a negare ad Anouilh la natura di poeta. Quando si convinceranno i suoi ammiratori ch'egli è un autore 'boulevardier', in parole povere un mestierante? E che soltanto considerandolo un mestierante si possono godere certi suoi estri e ghiribizzi? Ma in Ardelia c'è ben poco, in coscienza, da godere. Un altro commediografo che abbiamo giudicato acerbamente, anche per reagire alla qualifica di intimista che gli si attribuisce nonostante da vent'anni mandi sui palcoscenici personaggi che ci assordano, è Denys Amiel. Più volte lo abbiamo definito epigono di Bataille e di Bernstein. In un clima assai più schietto ci ha trasportato quella che ci sembra la novità straniera artisticamente più valida e saporosa: Gente magnifica di William Saroyan, messa in scena in modo esemplare da Enzo Ferrieri, con Antonio Gandusio ed Enrica Corti, prima attrice di Radio Milano, che con le ammirevoli prove date quest'anno, tra cui l'alfieriana Mirra al microfono, s'è affermata tra le interpreti più forti e sensibili del nostro teatro. In questa commedia Saroyan raggiunge un'armonia davvero incantante. Siamo in un gentile mondo fiabesco che alla realtà non chiede un minimo appiglio, nemmeno quello di un intreccio. In ogni momento pare che il candore di Saroyan stia per scivolare in una vaneggiante caricatura; ma in ogni momento ci avvediamo, ed è sorpresa dilettosa, che l'equilibrio dei personaggi è miracolosamente mantenuto, ch'essi ci toccano nell'intimo anche quando ci fanno ridere, e ci convincono anche quando ci appaiono un poco mentecatti. Gli è che Saroyan è un uomo buono e fervido d'amore. Nemmeno quest'anno le nostre platee sono state private di un dramma di Jean Cocteau, santone di quell'avanguardismo oramai dimentico della poesia e che non riesce più a celare la dentiera e la parrucca. LE NOVITA' ITALIANE. La prima novità italiana di un certo rilievo è stata una commedia di Eduardo de Filippo, Le voci di dentro, che abbiamo ascoltata dopo avere assistito al successo del Campo del Signore, di suo fratello Peppino. Lo scatto iniziale delle Voci di dentro è, come quasi sempre in Eduardo, di una vigoria eccezionale che prende bellamente sottogamba la verosimiglianza. (...) In Albertina di Valentino Bompiani, rappresentata con fortuna dalla compagnia Torrieri-Carraro, si riflette qualcosa dello sconvolgimento causato dalla guerra nell'intimo di chi vi partecipò in armi e di chi ne ebbe in qualche modo la vita scompigliata. Materia ricca e dolente, ma non portata in ogni punto al dovuto grado di incandescenza. La pietà partecipe con cui Bompiani ha indagato l'animo dei suoi personaggi, se da un lato gli ha fatto cogliere finezze vibratili inconsuete, da un altro lato ha insidiato il rigore della sua indagine. Di intenzioni più modeste è Con loro di Guglielmo Zorzi: commedia tradizionale, quasi casalinga, fatta con grande abilità e finezza di tocco da un commediografo esperto nel modellare figurine caratteristiche, e che sa come al momento opportuno si può strappare al pubblico la risata e la lacrimuccia. Un successo parimenti caldo è toccato a Paparino di Dino Falconi, interpretato da Nino Besozzi: farsa di strepitosa comicità, che ha compensato l'autore della tiepidezza con cui poche sere prima il pubblico aveva accolto un'altra sua commedia più impegnativa, Vivere così, data da Luigi Cimara e Margherita Bagni. |
IL SUCCESSO CHE ARRIDE fa parte dell'epoca. Oggi non lo diciamo più. L'INSEGNA è dell'epoca. MALIOSO era ciò che incantava, che esercitava malia. Oggi impossibile da trovare.
BOULEVARDIER è anch'esso d'epoca. Qui in senso lievemente spregiativo. IN COSCIENZA oggi lo diciamo soltanto in casi gravi, e le ultime generazioni sono orientate a non dirlo.
Per quanto possa sembrare strano anche la parola COMMEDIOGRAFO non ci viene facilmente in bocca. Tendiamo a trasformare con 'autore di commedie' o 'autore di teatro' e con altri sostituti. Leggermente più resistente la parola 'drammaturgo'. ACERBAMENTE non si dice più. Acerbo oggi è ciò che è immaturo, ma anche qui ci vengono prima altri termini.
SCHIETTO non ci viene. Forse è parola troppo schietta. TRASPORTARE in questa accezione purtroppo sta decadendo. Sarebbe necessario e molto bello un recupero. SAPOROSO. Chi lo dice più?
Le PROVE in teatro non si DANNO, oggi. Si dà prova ma in un altro senso. INCANTANTE è bruttino, perché da semplice participio non riesce ad assurgere alle glorie degli aggettivi. Inoltre non suona. CI AVVEDIAMO. Chi lo dice più? SORPRESA DILETTOSA non è un bel connubio. L'aggettivo poi - già raro all'epoca - è scomparso. MENTECATTO (letteralmente, preso nella mente) è un bellissimo aggettivo - poi divenuto sostantivo - in via di estinzione. GLI E' CHE è una costruzione vetusta. Peccato: perdiamo molto a non adoperarla più. PLATEE PRIVATE DI è una costruzione licenziosa molto bella. E' bello trovare già il termine SANTONE, che qui doveva essere 'spinto'. ORAMAI DIMENTICO. Effetto di una carrozza a cavalli.
CHE ABBIAMO ASCOLTATA. Concordanza del relativo anche nel genere. Oggi non si usa più (noi diciamo 'per fortuna', perché non ci piace). ASSISTERE AL SUCCESSO DI è bruttino. PRENDERE BELLAMENTE SOTTOGAMBA. Effetto di una carrozza a cavalli.
SI RIFLETTE QUALCOSA DI è un espressione all'epoca molto potente e suggestiva. Oggi non lo diciamo più. IN ARMI. D'epoca. AVERNE LA VITA SCOMPIGLIATA. D'epoca. E' un peccato che oggi si usi sempre meno DOLENTE.
PARTECIPE. Chi lo dice più? - VIBRATILI. Beh, non è un bel posto per sposarlo. INSIDIATO IL RIGORE DELLA SUA INDAGINE è pesante, ridonda un pochino.
Il periodo che inizia con DI INTENZIONI PIU' MODESTE è forse l'unico che regge al 100% ancora oggi.
PARIMENTI. Desaparecido. DATA in questo modo oggi non lo useremmo più.
Pagina del 18 settembre 2002 |