Prendetelo, in flagrante!

Tra le osservazioni più ricorrenti, da parte mia, quella di considerare come base dell'approccio l'hic et nunc. Mai come nelle lingue questo è fondamentale. Ecco il nucleo centrale del mio insegnamento, nell'uno come nell'altro sito. Vivendo noi spazio-tempo attimo per attimo, è fon-da-men-ta-le il momento presente perché è quello che viviamo.

Nel presente voi cogliete soprattutto l'espressione linguistica, che è appunto emissione nell'aria di suoni che partono dalle nostre cavità. E ogni volta che questi suoni vengono immessi per l'aria, si mettono in circolo parole che ugualmente rappresentano quel momento (ecco dove abbiamo superato, lasciandoci indietro, anche l'ultima frontiera chomskyana). Affermando questo, noi poniamo una base molto più solida al nostro trasmetter lingua poiché diventiamo più consapevoli. Ecco il centro del messaggio

An approach aiming at perceiving the very act of emitting words with our mouth

Fermo! Dovremmo dire così. Altolà! Visto cosa hai detto? Ogni volta che sentiamo qualcuno commettere un errore o sottostare a false potenze del momento, se fossimo molto evoluti (cosa che non è, purtroppo) dovremmo prenderlo in flagrante. 'False potenze del momento' sono frasi o espressioni o semplici parole singole che circolano molto. Sono 'false' quando la loro presenza è soltanto momentanea, e al semplice ragionamento si concluderà che si sarebbero potute dir sempre (e non soltanto ora). Qui, ad esempio, ho catturato in un fermo immagine una cosa che non mi piace.

Il tributo rap a Gaber: scriveva versi da brivido

Così riporta un titolo di oggi, 24 luglio 2005, del Corriere della Sera. Ecco una falsa potenza del momento. Qualcosa da brivido. Corre, corre molto nelle bocche di tanti (soprattutto di giovane età, naturalmente) e noi qui l'abbiamo fermata nella sua fase ascensionale. Questo significa che tra 20 giorni, salvo imprevisti, la sentirete ancora più spesso. Non è una cosa bella. Spieghiamo perché.

CONTINUA - Erano le 10.07 GMT del 24 luglio 2005

Dire che qualcosa è da brivido è solo accettare (ripetendolo) un intercalare giovanile. Notiamo i seguenti caratteri:

1) L'ambito semantico viene riempito a discrezione. Essendo una cosa comunque soggettiva, dare questo attributo non spiega all'interlocutore su cosa dovrebbe fermarsi la sua attenzione. Anche un Inter-Milan può essere da brivido. Anche un film di Kubrick può essere da brivido. Può esserlo anche un piatto di spaghetti all'amatriciana. Siccome la cosa non è dimostrabile in qualche modo e neppure condivisibile, si resta a un semplice effetto scenico del genere di quelli che reclamizzano proprio il film. Una pellicola da brivido! Vi terrà incatenati alla poltrona.Cosa mai vera, naturalmente, salvo soggetti psicolabili.

2) L'ambito semantico è indefinibile. Ciascuno di noi sente un brivido in determinate circostanze che colpiscono il suo essere, penetrando nelle ossa fino a fargli sentire qualcosa. In questo caso diciamo: mi ha dato un brivido. Così, se una persona smascherasse davanti a nostra moglie un nostro rapporto extra-coniugale che avevamo mantenuto segreto, sarebbe normale sentire un brivido. Ma riguarda il nostro essere, cioè quello che avviene nel nostro corpo. Fuori da questo, non ha molto senso generalizzare questo attributo offrendolo all'interlocutore in una serie generalizzata di casi che invece riguardano pochi. Nel caso ricordato, osserviamo che troverete pochissime persone che hanno sentito un brivido nel leggere o sentire i versi di Gaber (pur magari apprezzandoli).

3) L'ambito semantico sostituisce l'elogio, e qui risiede il principale capo di falsità. Le giovani generazioni, così come usavano parole tipo 'figo' o 'bestiale', si impadroniscono per un certo tempo di un'espressione per dire quanto è bella o carina o piacevole una certa cosa. In questo caso, il 'da brivido' sta a significare =

bello + generante emozioni forti

Da questo noterete quanto sia poco delimitabile. Tutto allora è da brivido: basterebbe dirlo.

CONTINUA - Erano le 10.29 GMT del 24 luglio 2005

La citazione è tratta dal titolo di un articolo scritto da un giornalista che appare brillante proprio perché sottosta di frequente a potenze del momento, che egli asseconda nel modo più normale e disponibile perché parla a microfoni radiofonici. Sono microfoni in cui si sente di tutto, poiché il suo programma ospita senza selezione chi si trova in quel momento ad essere al centro della ribalta musicale o pop (come si usa dire). Questa, dello scarso rigore, infatti era la (unica) critica che noi gli facemmo.

Questa persona è presente nel mio sito. E' stata comunque importante nella mia vita, essendo la prima a cui feci un'intervista ufficiale con tanto di registratore nella lontana primavera 1976.

La presenza di qualcosa da brivido serve in pratica per far presente all'interlocutore che l'oggetto - secondo chi parla - dà emozioni di un certo spessore ed è anche apprezzabile di per sé per come è fatto o per quello che dà. Ma è un attributo tipicamente giovanile, perché in fondo l'adrenalina e le sensazioni forti si provano di più con cellule di giovane età.

Orbene, quando queste espressioni impazzano esse girano proprio come trottole. In quanto tali, sostituiranno altre rubando dominio. Molti ad esempio diranno che è da brivido il film attualmente in circolazione sulla terra dei morti viventi. In questo caso, l'elemento più che ovvio di paura diventa addirittura meno forte del fatto che sia apprezzabile. Ma il problema sta nel fatto che definirlo in questo modo ruba spazio ad altri aggettivi. Se voi dovete dire che un film è molto bello sa un poco di sensazionalismo definirlo 'da brivido'. Dite che è bello, ben fatto. Se voi dovete dire che una partita finita 5 a 4 è stata giocata al cardiopalmo e ha dato molte emozioni agli spettatori è inutile che la definiate 'da brivido'. Direte che è stata una partita spettacolare, aperta, con molti rovesciamenti di gioco. Se mettete il brivido, il risultato che coglierete è ancora una volta un autostop inutile. Fra tre mesi, passata la sbornia, non la direte più. E allora erano da brivido le cose dell'estate 2005 e non altre (magari più spaventevoli) dell'autunno?

Un'esperienza della propria vita è sempre prassi, per questi siti. Io vi dirò così che stavo 'pedinando' da un po' di tempo questa espressione. Mi mise in sospetto nel giugno scorso l'uso da parte di un idraulico. Poi ebbi la conferma definitiva una settimana fa, quando il cameriere di un ristorante mi consigliò un'anguria che a suo dire era 'da brivido'. Essendo questi poco istruito, intuii che la cosa stava galoppando. Quando questi suoni vengono presi anche da persone ignoranti vi accorgete che la loro circolazione del momento è molto grande, poiché esse non fanno che ripetere qualcosa che hanno orecchiato di recente. Quello è l'indizio più significativo che qualcosa sta succedendo.

Fare qualcosa 'contro' non è possibile. Quando un termine o un'espressione circolano, noi ne prendiamo atto. In questa civiltà non si conosce ancora l'istituto del fermare l'emittente dicendo: "Fermo! Perché hai detto quello?". Quando lo si fa è in un ambito familiare o di amicizia nel quale è permesso scherzare. Se davvero tutti conoscessimo l'istituto del fermo immagine la nostra lingua sarebbe molto più pulita e perfetta. Nelle attuali condizioni, il massimo che si può fare è scrivere una pagina Web come questa.

Erano le 10.57 GMT del 24 luglio 2005