Sul dominio

Nella pagina 'tendenze' abbiamo esaminato il dominio in riferimento ai titoli di giornale. Perché? Perché è un modello molto indicativo per la comprensione del meccanismo. Un titolo deve contenere la sintesi più efficace e completa di qualcosa che è avvenuto o di cui comunque si deve riferire. Se voi lo sballate non comunicate più quello che dovete comunicare. E trovarlo è proprio operare nel regno del dominio linguistico, perché in quel momento noi scoviamo una frase e la scriviamo. Anche qui, ne avremmo a disposizione decine. Ma ne prendiamo una. Come agitare una mano dentro un bussolotto ed estrarre un numero. La differenza è che - se tutto è regolare - l'estrazione del numero risponde soltanto al caso, mentre il reperimento di una frase dipende in parte dalla nostra condizione (se siamo a disagio, ci esprimeremo a fatica: ieri 26 febbraio stavo male dalle 12 alle 15) e in parte dalle condizioni esterne (se siamo a disagio, dipende anche da cose del cielo: ieri 26 febbraio stavo un pochino meglio dalle 16 alle 18). Tutto questo, naturalmente, sulla base di una tecnica e di una lingua che imparammo all'inizio della nostra vita.

Il reperimento di una frase è operazione di tutti. Quando parliamo la emettiamo alla velocità del fulmine perché ci viene da dire quella. Il dominio è dunque importante anche nella nostra vita, specialmente quando dobbiamo raccontare un evento. Attenti a prescindere qui dal fatto che l'emissione sia sincera o no. Qui siamo in tutt'altra materia. Qui stiamo sempre dentro l'eterno, affascinante tema dello spazio-tempo e del divenire delle cose.

Esempi.

1) Incontriamo per strada una persona, un nostro vecchio amico che non vedevamo da venticinque anni. Tornati a casa, lo comunichiamo ai familiari. Come lo diremo? Ci possono venire tante frasi.

Indovina chi ho visto

Non ci crederai, ma ho visto Renato

Dev'essere un giorno speciale...

Se ti dico chi ho incontrato non ci credi

Ti ricordi Renato?

Ecco spiegato in poche parole il fenomeno. E ciascuna di queste frasi, a seconda della persona e delle circostanza, ha una certa probabilità di emissione da quel potenziale dominio.

2) Incontriamo per strada, nel nostro piccolo comune (francese o italiano) di 5.000 abitanti, l'attrice americana Sharon Stone. Tornati a casa, vogliamo comunicarlo a un amico che ci ha telefonato.

Lo sai chi ho visto un'ora fa?

L'hai vista anche tu?

C'è Sharon Stone, a...

Lo sai già?

Ecco un altro caso che spiega. Nel parlato non c'è tempo per analizzare. Le parole ci vengono fresche, naturali, spontanee. Non così accade nella redazione di un giornale, dove si ha tutto il tempo per meditarle (e quindi è assurdo che si facciano tutti quegli errori). Ma ci sono molte altre situazioni.

La procedura si ripete per tutti. Naturalmente, chi è dotato di telepatia indovina molte cose anche degli altri. Essendo tanti universi, noi siamo analizzabili anche scientificamente perché il nostro essere risponde a determinati stimoli. E il dominio è una sintesi molto eloquente di tutto questo, perché nel dominio noi catturiamo un singolo istante e lo facciamo nostro. Se abbiamo reazioni inconsulte o facciamo errori nell'espressione, ci pentiamo.

C'è un sub-dominio? C'è un territorio ancora interno a quello principale? No, però se osservassimo l'essere con altri metodi vedremmo tanti mondi ulteriori, come aloni che circondano la persona e la determinano a reagire in un certo modo. Di qui la grande differenza, a seconda del periodo considerato. Noi diciamo 'medesima domanda', ma in realtà quella domanda non è più la medesima. Resta medesimo il significato oggettivo della proposizione, ma essendo diversi noi la domanda dal punto di vista soggettivo è qualcosa di diverso per noi. Questo è uno dei fenomeni più sconvolgenti, e riguarda proprio le modalità del nostro essere nello spazio-tempo. Cambiamo. Questo è uno dei dati fondamentali.

L'uomo medio, non avendo un'esistenza di riflessioni, elabora reazioni istintive. Quando si legge, se proprio si viene trasportati a parlare, la lingua arriva con una serie di impulsi a commentare quel che si ha davanti. Quanto più il contenuto è sorprendente e fuori dall'ordinario, quanto più egli si trova a dovervi reagire. Nel caso di Internet, siccome un monitor a casa è comunque uno spazio freddo e non interattivo le reazioni sono abbastanza fredde.

FAQ. In che modo la lettura sollecita il dominio linguistico?
Lo sollecita in modo freddo, salvo che ci si commuova per qualche motivo. In quest'ultimo caso vengono anche lacrime del momento, che si asciugano però abbastanza in fretta. Un libro (o in genere un'opera scritta) è meno coinvolgente di una visione dal vivo coi propri sensi, perché il nostro organismo elabora solo in modo indiretto. Noi possiamo esser toccati da un pensiero, da una cosa che ci penetra, ma per esserlo occorre anche una collaborazione da parte nostra che implica un minimo di cedimento, di abbandono. Chi è troppo trattenuto o razionale non sarà mai coinvolto da una serie di scritti. Nel momento in cui dobbiamo commentare troviamo 'dominio nostro', perché dall'esterno l'oggetto non ci penetra. Il dominio si fa più ricco quando siamo vinti da una forza che ci sovrasta, che avvince, che coinvolge. Le frasi diventano allora più fluide, meno trattenute. Ma ciascuno esprime sempre se stesso.

FAQ. Perché non fu creato prima il concetto del dominio?
Perché non avevano capito cosa è lo spazio-tempo. Un uomo del 1920 non arrivava a pensare di vivere in una dimensione della realtà con caratteristiche sue. Ma è sintomatico anche nel dopo che nessun linguista abbia capito questo concetto. Parlare non è un'operazione svincolata dai nostri legami con le coordinate del luogo, dal nostro modo di essere in quel momento. Lo stesso Chomsky elaborò ragionamenti interessanti ma all'interno della lingua e con metodi logici (Tizio dice una cosa, Caio poi dice quest'altra) senza mai dare ad essa (e ai parlanti) dei contorni. Se avessimo continuato in quel modo non saremmo mai arrivati a capire qualcosa delle interrelazioni della materia nello spazio. Noi siamo diversi, con le persone, così come siamo diversi con le parole. Ogni volta che emettiamo questi suoni abbiamo singole relazioni con essi. Sono cose che non vedremo mai, ma che avvengono nella realtà a una velocità altissima.

FAQ. Perché non sarebbe pensabile una lingua senza dominio?
Perché tutto sarebbe governato dal caso, concetto che non esiste. Quando l'impiegato allo sportello mi si rivolge con maleducazione io so che anche solo dieci minuti dopo avrebbe potuto essere più conciliante. Se fossi capitato dieci minuti dopo... anche le parole sarebbero state diverse. Dunque, diciamo: il dominio è come un secchio in un cortile che alle 17.00 rimane asciutto e alle 17.10 si riempie d'acqua perché alle 17.05 è scoppiato improvvisamente un temporale. Se noi mettiamo la nostra testa dentro il secchio alle 16.58 non riusciamo a bagnarla. Se la mettiamo alle 17.08 ci riusciamo. A quel punto sarà la nostra testa (cervello) a fornire le reazioni a tutto il corpo. Nessuno ci aveva pensato, anche qui.

Pagina del 27 febbraio 2005