Giorni e notti di un linguista

Come vive, o meglio come dovrebbe... vivere un linguista? Nella giornata del 25 maggio 2005 lo scopriamo, facendo - come ai bei tempi - un seminario. Cercando ancora di dire quello che non si legge da altre parti.

La lingua è qualcosa di talmente poco fissabile sulla carta che scrivere libri o dizionari è diventato molto precario. Quei dizionari risulteranno superati nel giro di pochi mesi. Non solo. I motivi saranno esattamente opposti a quelli che in genere si pensano. I curatori sono temerari e non ci azzeccano che raramente. Inseriscono un gran numero di parole definendole 'nuove', ma la verità è che le hanno usate pochi e non si sono nemmeno affermate. In lingua italiana non è come in inglese. L'italiano non è una lingua veicolare e internazionale. Soltanto il 25-30% delle parole di gergo usate dai giovani sono degne di entrata. Le altre sono volatili quanto un giornale di carta, che voi acquistate e poi gettate nei bidoni (magari dopo aver ritagliato qualcosa). Questo è un concetto sul quale vorrei tornare, per chiarire che presa di per sé e senza comunicare una lingua (che è un insieme di parole) serve poco. I cervelli più giovani e vogliosi le studiano sognando anche lì avanzamenti di carriera, posizioni all'Onu o all'Unione Europea come traduttori, comunicazioni di prestigio, conferenze, pubblicità ecc.ecc. Sono rari quelli che si mettono seriamente a studiarle e nei famosi tre mesi (promessi) di alcuni corsi arrivano a parlarle. Manca la pazienza, l'attaccamento a un percorso, diremmo perfino l'affetto. Uno scrittore raro come Manganelli collezionava dizionari di tutto il mondo, perché lo sentiva come un'esigenza dello spirito. Mai, credo, gli sarebbe venuta l'idea di sostenere un concorso per entrare in un'organizzazione internazionale.

Mentre scrivo, siamo intorno alle 2 ora italiana del 25 maggio. Nelle lingue, siamo in un terreno necessariamente assoggettato al grado massimo di creatività. Non esiste linguista che non rielabori di continuo i dati in un suo desktop immaginario, che in pratica dovrebbe portare davanti a sé per tutta la giornata. Esce a bere un caffè, alle sette del mattino...

CONTINUA - Erano le 00.17 GMT del 25 maggio 2005

...e nota che vengono a lui e ad altri alcune parole, che in genere sono tra quelle più presenti nell'etere negli ultimi giorni. Potrebbe non dirle? Difficile, se tutti le dicono.

Mentre prendo il caffè il barista (o anche l'edicolante, mentre prendo il quotidiano) mi chieda cosa penso del gol non dato il giorno prima alla squadra locale. Per rispondergli sono costretto a usare un termine tecnico, che tutti usano in quel momento. O se mi domandasse di un virus propagatosi in rete, dovrei utilizzare anche qui termini precisi come molti altri fanno in quel momento. Il primo sguardo del primo mattino, che siano le sei e mezza o le otto, va alle prime pagine. Non perché meritino. Ma abbiamo spiegato che per quanto disprezzo voi possiate nutrire per la stampa quotidiana, a questa non si può non indirizzare il nostro occhio. Non foss'altro che per il fatto che 'maneggia' lingua anch'essa (benché coi limiti e cogli errori a cascata che abbiamo visto).

La prima pagina di oggi dell'ex-bersaglio reca scarse sorprese. Vi si dice della presunta recessione economica dell'Italia. Qui - come in altre parti - si dice che essa è una bocciatura (e qui chissà quanti rideranno tra 200 anni, pensate di andare in rosso un giorno con la banca e ci sia uno che vi 'bocci'). Anche all'interno, il giornale fa 'bocciare' (?) i leader politici da parte delle mogli su divorzio e gay, ma basta guardare l'autrice di quell'articolo e immediatamente capiamo. La cosa che più sconvolge è l'uso di pag.23. Così come nel caso degli 'arabi' minuscolo di pag.16 (ma qui potrebbero dirmi che l'uso generale è questo, da almeno 35-40 anni). Un tempo si sarebbe detto, elevando la propria voce in segno di rimprovero: "La lingua! La lingua!". Dovremmo tornare al nostro cortile, perché qui sto facendo un seminario e chi mi legge ascolta nozioni sulla lingua. Non posso non notare che nelle prime 16 pagine si parla soprattutto di nomine, a conferma che la vita politica oggi è ridotta all'accaparramento di poltrone.

P.S. FAQ del 27 maggio 2005 - Necessario scrivere Web maiuscolo? - Sì, altrimenti sarebbe un oggetto qualunque. Sarebbe come 'ragnatela'. Qui abbiamo un mezzo di comunicazione con un suo nome proprio. Così come non scriveremmo bbc o rai2 non scriviamo nemmeno web, perché è brutto. Del resto, Internet si scrive rigorosamente maiuscolo.

Tralascio i fatti di pag.22, ma noto che questi vengono puntualmente ripresi. Dietro le quinte, ci godono un magistrato (di cui si parla), chi fa quelle cause, e perfino l'autore di un libro che ne riceve indiretta pubblicità. Nel 2005 - pensate - c'è ancora chi va in tribunale perché trova offensivo un libro che egli trova semplicemente in libreria (e che potrebbe limitarsi a non leggere). Siccome il giornale ha bisogno di riempire spazio e di fare un articolo, si pesca anche nelle dichiarazioni del ministro a una radio. Ma questo sarebbe niente: un altro quotidiano (che ha una fissazione per l'Islam e per tutto quello che riguarda questo antico culto decaduto) vi dedica addirittura sei pagine. Qui è il GIP di Bergamo ad alimentare questo quotidiano. Tutto il testo della sentenza!!!

Ben altra storia con l'Herald Tribune di oggi, che è scritto in una lingua che non fu la nostra. Non essendo lingua madre ma 'lingua estranea' ecco che il linguista vi è irresistibilmente attratto, proprio come quando ci si volta per strada all'indirizzo del corpo di una donna nordica oppure araba pensando che sia veramente diverso da quello delle nostre connazionali. E qui il linguista comincia ad avere dei giustificati entusiasmi, innalzandosi di botto la famosa 'curva dell'interesse'.

For China, new malls jaw-dropping in size

CONTINUA - Erano le 07.20 GMT del 25 maggio 2005

Qui veniamo condotti nella reggia - altrove poco apprezzata, eh - di un sistema che mediante trattino e abile composizione esprime molti concetti. Noi non potremmo farlo. Loro possono. Il 'jaw-dropping' è equivalente di tanti law-abiding, life-changing, head-hunting. Loro possono. In questo modo, certo, chiunque comporrebbe un dizionario di milioni... di parole, non di 100.000. Non so, potremmo dire: "Una procedura teste-cercando" o "Un evento vita-cambiando", anzi... siccome loro antepongono "Una teste-cercando procedura" o un "Vita-cambiando evento". Lingue come il francese e il russo urlerebbero al sacrilegio. L'inglese lo fa. Del resto, leggiamo a pag.19 "EBay drop-off stores balking at regulation". Del resto, alla seguente apprendiamo che "With high oil prices, world is rediscovering sugar-based fuel". Wow... il corpo della donna araba comincia a mostrare curve che non conosciamo. E non sono curve russe (perché in quel caso, significando la parola 'prostituta' verremmo accusati anche noi di oscenità in luogo pubblico o di interessi particolari), bensì di curve linguistiche discretamente interessanti. Il 'sugar-based' è roba che da sempre il linguista conserva nella propria mente, ricordandosi dei lontani giorni in cui dovette scrivere un foglio su di sé e informò che la sua azienda era in quel momento 'Milan-based'. Pensate... poterlo fare in italiano. Trovo poi il 'Where the really rich put their money". Poi siamo al "The wealthy increasingly look for alternative investment". Qui il verbo al plurale ci informa ancora dell'azione di tanti soggetti (i ricchi), non di uno solo come diremmo noi. Perché? Come se volessimo discutere il neo che una persona porta su una guancia. Insomma, queste due frasi ci informano di una realtà ben precisa: la lingua inglese usa preferibilmente il 'rich' con verbi al plurale, perché considera questa gente come gruppo. Sottigliezze, che si conoscono solo frequentandola.

CONTINUA - Erano le 08.30 GMT del 25 maggio 2005

Dal fondo (della ipotetica sala) mi chiedono se è bello che gli aggettivi qualificativi non abbiano un numero. No, detto francamente. Io preferirei poter dire: "The beautifuls women", ma loro mai accettarono. Perché? In origine, probabilmente, parve strano e poco produttivo alterare il suono anche per l'attributo. Mi avrebbero detto: "Noi cambiamo già 'woman' in 'women', e siamo costretti a farlo perché sono più d'una. Ma il concetto di bellezza rimane quello e se diciamo 'tre donne bella' va bene". Anche qui, le altre lingue gridano al sacrilegio perché ordinariamente contemplano il concetto di

stringa

Questo lo appresi da Alberto Carpitella, che insegnava russo. Concetto di cui nessun manuale di lingua parla, e che vi interessa molto da vicino se lingue volete studiare. La stringa è quel particolare laccio in virtù del quale se tu parli di scarpe devi dire necessariamente che sono rosse e non rossa. Così ragionano tutte le lingue romanze. L'inglese fece sempre orecchie da mercante. Non solo qui... ma anche altrove si rifiutò di accettare stringhe, non le parvero mai importanti. Alla lingua inglese importa di più la logica e quindi inutile stare a discutere.

Talvolta però sono cervellotici proprio i giornalisti. In Aboriginal culture in the remote Outback non ci piace la maiuscola. Forse Julie Earle-Levine voleva intendere che si parlasse della parte interna dell'Australia, il caratteristico outback australiano... ma lo sapevamo già. Questo termine infatti si riferisce sempre a quel continente, e quindi più giusto sarebbe stato lasciarlo minuscolo. Del resto, lo adoperiamo anche come aggettivo facendogli accompagnare un sostantivo. Noi stessi non scriviamo mica 'andare a vivere nelle Campagne'.

Laddove il linguista ha sempre, invece, giustificate erezioni è per il passivo dell'azione riferita a un soggetto che non la subisce nella realtà. Pensate che bello poter dire da noi: "Zarqawi è riferito ferito", come titola in prima pagina l'Herald. Non si può. Da noi scrivere anche cose innocue come "Quel luogo è detto essere importante" provocherebbe perplessità in chi legge.

CONTINUA - Erano le 08.57 GMT del 25 maggio 2005

Bello... meraviglioso sarebbe usare anche noi il genitivo per il possesso, con la 's' apostrofata. Sempre a pagina 28, trovo la Italy's civil aviation authority che è come la Mary's bag (0) ma anche ipotizzando non avremmo il territorio fonico adatto. Come diremmo? Forse la 'Marias borsa'? Dicendo la borsa di Maria, noi diamo a Cesare (=Maria) quel che è di Cesare, ma bisogna anche dire che da loro non si usò mai scrivere "The bag of Mary" (1). Apprendere il genitivo possessivo è anche per gli stranieri proprio un fatto di orecchio. Regole ci sono, ma manca una tabellina precisa. E così lo si usa da sempre anche da loro (=fin da piccoli) dopo averlo sentito da altri. Uno dei casi in cui suona meglio è il Bobby Brown's entourage di pag.10, proprio perché in questo modo fa un'unità, un gruppo. Ma pensate che loro dicono (qualche riga sotto) perfino Brazil's pop star Gilberto Gil, cosa che a noi farebbe venire un pensiero del tipo: "Ma perché... ci sono anche Gilberto Gil di Argentina?". Insomma, scherzi della lingua. Laddove smette di ragionare (perché una volta dato l'impulso iniziale dipende da noi) ci troviamo anche a metà strada di tante cose. Capita che ciascuna nazione - che parla dentro quel sistema - ragiona in un altro modo e così una discussione non può avere conseguenze. Una pagina come questa resta comunque interessante proprio per loro (più che per noi) perché per rendersi conto delle cose è molto meglio sentire quello che pensano gli altri, cioé quelli che stanno fuori dalle cose stesse. Queste non cambieranno... ma intanto si ha cognizione dei propri limiti, cioé dell'universo fonico nel quale la storia ha fatto vivere.

CONTINUA - Erano le 09.30 GMT del 25 maggio 2005

La forme impersonnelle, en français. Allez encore à la page 28, pour découvrir que When it comes to great destinations exprime une action, un mouvement qui sera plus appréciable que le simple Lorsque il s'agit des grandes destinations. Ce sont plus souvent les verbes qui font naitre une admiration qui ne cesse pas d'étourdir les lecteurs qui parlent les deux. Pour "The Chinese Communist Party survived a brutal civil war" (page 8) nous dirions que Le parti survecut à la guerre et penserions toujours que survivre quelque chose est mieux que survivre à quelque chose, parce que ce n'est pas un complément. Ici aussi, on prête attention au génitif puisqu'on a la conscience que China's silence (page 8) porte une grande propriété, qui ne lâche jamais la proie comme il arriverait par example dans Le silence de la Chine. Parfois les substantifs rebelles a une traduction littérale demandent à être transposés en verbes, en français. Et tout changerait. Hussein's return to the headlines (page 9) pourrait être converti par Son défrayer encore une fois la chronique, n'est-ce pas? Les Français ne voudraient jamais un retour du dictateur même si tout ça reste confiné à une présence furtive en caleçon.

CONTINUA - Erano le 10.50 GMT del 25 maggio 2005

Bon... le linguiste, qui ne laisse jamais reposer sa tête, va ensuite sur le papier italien et y découvre des choses qui l'étourdiront davantage. On apprend que Il giudice incrimina il libro della Fallaci (page 22, Corriere della Sera) et on n'a jamais su d'un juge qui inculpe un livre, qui - contrairement à son auteur - ne peut disposer d'un avocat pour se défendre. Mais les journalistes italiens insistent, même à partir de la première page, et disent que Un libro finisce in tribunale et alors ce pourrait être que dans la patrie du droit la cognée de Tangentopoli et du pool Mains Propres soit encore an action arrivant jusqu'aux objects. Blague à part, vous voyez que le linguiste devrait se poser toujours en perspective transversale suivant un ordre d'images qui viennent à l'esprit dans chaque langue d'une façon differente et alors il faudra savoir raisonner un bonne fois en n'importe quelle langue. Dans le rapprochement de deux langues les valeurs sémantiques peuvent se cacher sous des espèces qui raffinent l'esprit lorsqu'on les étudie dans un plan horizontal. La réalité qui s'offre au linguiste montre un mécanisme qui changera chaque fois qu'on voyage de l'une à l'autre.

CONTINUA - Erano le 11.15 GMT del 25 maggio 2005

This is true of English as well... Even the English-speaking readers will find it all very interesting, when the articles are seen on a horizontal perspective making us reason logically on their contents. How would French people turn it into French, when it was originally written in English? How would Americans conceive a sentence 'made in Italy'? This is what linguists should work on, today. How can you be considered as a linguist if you can't give lectures in a foreign language? Here's a page that puts forward a new model of generative grammar, based on an international perspective. You'll master several grammars within three or four months, being able to think in several languages at a time. Take it as a model or not, call it whatever you like, it's a good method that should be encouraged. Of course, it brings us back to an oral language. A large bonfire will be made of a lot of language books adopted in the 20th century that shooked words like in a cocktail table. Think of the number of words and theories vainly coined by linguists all through the last century.

CONTINUA - Erano le 11.55 GMT del 25 maggio 2005

See how the spiral goes on that way, like on a double-lane motorway (I took a very difficult excerpt, from page n.3).

Buzz over Chirac rival focuses on his marriage

Le voci sul rivale di Chirac speculano sul suo matrimonio

It was very difficult to render this sentence in other languages. The Italian language, for example, can't render 'buzz' because we should directly say 'gossip' or 'rumors', which sound excessive to simple headlines. So, I found the sentence in Italian that can better express the original meaning in a language not welcoming just the same words to represent what we'd like it to be. We could not translate the verb 'focus', as no equivalent is here to render the meaning. If we said 'si concentrano' (=concentrate) it'd sound like an action made by troops. If we said 'si basano' (=are based) it'd sound like an argument based on a specific matter or a schoolwork whereas it's about trivial rumors. So we're forced, whether you like it or not, to translate it as 'speculation'. So the sentence that you read about here above is like saying in English "Rumors on Chirac's rival speculate on his marriage". And we'll definitely say this is what wins on this domain.

CONTINUA - Erano le 12.30 GMT del 25 maggio 2005

Entonces no es legitimo hablar de una traducción? Claro que no, no podemos tener un concepto preciso de un sistema que tiene necesidad de ser traslado cada vez. Si tu dices 'chismeria' y yo no puedo decir lo mismo en mi lengua es claro que tenemos que construir un nuevo concepto de traducción. Sin embargo esto fue siempre evidente a los profesionales que traducian, pero nunca fue presentada una teoria. Yo te doy un texto y tu tienes que dar la mejor rendición posible hablando un otro sistema de sonidos que no acepta las misma reglas y tampoco las palabras que llegan de la fuente primaria. Como renderías la fuente que llega? Helo aquí todo. Una doble carrera se presenta siempre desde el principio y tenemos cada vez que recobrar la senda buena sabiendo lo que solo puede pasar de una parte a otra. Si la palabra inglès 'buzz' no puede rendirse en italiano en ese contexto hay ciertamente otras palabras (esto es lo que yo entiendo con el dominio).

La escritura fue un instrumento utilitario hasta que nosotros teniamos un concepto muy alto de literatura. Se decía escritor y también autor uno que sabia escribir cuando estaban en pocos a saber escribir. Hoy no parece que la escritura valorize una cosa más grande que nuestra lengua hablada. Esta se caracteriza por el aspecto fónico.

CONTINUA - Erano le 13.30 GMT del 25 maggio 2005

Il linguista che fa, in tutto questo bailamme quotidiano? Sta attento ai singoli modi di espressione perché leggendo i giornali esteri si rende conto che noi non diremmo in quel modo. Ecco il punto, già accennato in home page (vedi ultimo link del paragrafo VIII°). La mente dunque s'impossessa lentamente dei vari campi fonici, e questo certamente è un lavoro progressivo che si svolge lungo la durata non di mesi ma di anni. Dopo anni, avendo letto fonti in quattro lingue, si padroneggiano molte situazioni (non dico tutte, a questo non ci arriva nessuno) e si riesce più o meno a parlare a più soggetti che parlano in un diverso sistema. Il linguista che ha un vero interesse per le lingue è immerso in questi pensieri. Così, viene colpito da un connubio.

Per esempio, la pagina 7 riporta di un errant pilot che non andrebbe bene in altri ruoli. Difatti, quell'aggettivo non lo troviamo spesso nemmeno in inglese. Si può usare solo per gente che ha perso una rotta o viaggia in modo irregolare. E' difficile dire 'errant journalist'.

Viene colpito da una di quelle composizioni (frequentissimo in inglese).

Per esempio, a pagina 9 si parla di una stomach-turning recitation, a proposito di Saddam.

Insomma, questi particolari ci colpiscono né più né meno che se noi vedessimo passare delle donne vestite in un modo speciale. Se uno comincia a dire: "I think that president Bush is doing well" noi vediamo una persona in maglietta e pantaloni e non ci facciamo caso. Se uno dice: "China's growing consumerism means that finally American businesses may be a step or two closer to achieving that vision" ci voltiamo, perché quell'abbigliamento ci colpisce. Ecco quello che succede, in pratica. E allora tutto si spiega. Se non avete predisposizione per queste cose, andrete al lavoro e la sera uscirete per andare al cinema. Per un linguista non è così. Una giornata non passa invano. E io conservo ancora perfino quadernetti del 1986 in cui annotavo verbo per verbo qualcosa come 1200 azioni in lingua inglese.

CONTINUA - Erano le 14.05 GMT del 25 maggio 2005

Imagine trying to explain to a Martian what a language is. Would you say that's just a system of words that were sounds? No, it wouldn't be enough. Even a novel is a system of words, seemingly combined in the same way. So what's the difference between a language (=an entire dictionary) and a whole novel written in that language? We'd say simply: the way they were made. A dictionary is a list of random words, even though they may cover thoroughly the whole universe of known events. A novel is a list of words combined in a significant sequence. The key to the first concept is the alphabetical order (before we hadn't got any). The key to the second concept is a story or an account that the author wants to give us (before we didn't know it). An etymological dictionary provides an account of what the world was like when this sound wasn't there. On that day (but we don't know which) the sound we're emitting today sprang up all of a sudden. It happened in 340, in 1148 or in 1875. In the past, anyway. Linguists are people studying this matter and producing new material on what happens today. Those embracing the study of languages feed sort of diary keeping a personal notebook of experiences. You won't be particularly amazed by my answer to those people asking me about my English. I actually remember acquiring that particular word on that occasion, because - for example - a well-known singer had to pronounce it. And I said to me: "Hey, this means skill or ability". My mind recorded that moment, like a memo. But I've also learned that nothing in languages is ever quite what it seems. So later I learned that a third meaning was there to complete that domain. A domain... a domain... Mr.Monni insists on this idea as if we were looking for a panacea. Well, it is a matter very... very important. Without a domain, every sound would have wandered as a nomad and many people would have taken the word even in a wrong way. Remember the page on the three elements? Concept, sound, image. The same purpose runs through languages: the communication of thoughts via sounds. While I speak a foreign language I'm acting as an actor playing a role. So the thought I'm conveying is like a page that I learned to repeat when required. Should they ask me where I did learn my English, I'd always have my wits about it. Tomorrow I'll say for example that it was a gift kindly given to me by 200 people from 1974 to 1987. If you ask me instead a more interesting question I'll be able to give a serious answer. Let's put it: "When did you learn that word?". This is more interesting. I'll say for example that it was an article written by that writer to make that word known to me.

CONTINUA - Erano le 17.50 GMT del 25 maggio 2005

Of course, the English of foreigners isn't the same as the one spoken by native speakers. Some might as well think it's even better. Actually, sometimes it happens. I heard people from Scandinavia speak English very well, perhaps better than people living in Texas or in Ohio. This is of great interest to those studying languages, because they learned there are various levels and the best hymn to that language may not be the one celebrated in the motherland. They do possess the only, official and authorized Grammar, but it may happen that the countless varieties of English give rise to better emissions. Here we are again, back to the point. I devoted most of the time to the vocal emission, because it's the future. Your vocal cords will never betray your nature, while talking to other people. Sia che parliate italiano sia che parliate francese o spagnolo, gli altri vi conosceranno per quelle corde vocali, per quella vocalità. Prendete la voce di Kevin Costner e portatela al Polo Sud o in una baita del Tibet senza dire niente a nessuno. Quella voce resterà Kevin Costner e sarà inconfondibile. Salvo che - abbiamo detto - qualcuno riesca a riprodurne precisamente il medesimo suono. E quel suono alla fine coincide con il suo inglese, così come il suono di Pavarotti coincide con la sua lingua italiana quando parla. Alla fine, cioé diciamo tra 200 o 300 anni, i posteri avranno semplicemente 'suoni di natura' perché conosceranno talmente la gamma delle nostre vocalità da poterle comprendere al volo. In questo stesso momento, io riesco per esempio a vedere nella voce delle persone gli aspetti che si formano tra i pianeti. Riconosco dunque una relazione di Saturno con i pianeti rapidi (nell'uomo ma ancora di più in una donna), riconosco i suoni del pianeta Mercurio, ecc.ecc. Insomma, saremo come pezzi di universo, frammenti cosmici liberamente 'emittenti' nell'etere. E quella emissione sarà per noi come una carta di identità. In questo senso, un vero linguista farà nei prossimi decenni un lavoro che porterà la linguistica sempre più verso l'etere e sempre meno nelle vecchie e polverose aule universitarie.

CONTINUA - Erano le 18.15 GMT del 25 maggio 2005

He olvidado una cosa, que puede parecer un error en esta pagina. La gramatica española quiere que cada pregunta, en la lengua escrita, sea hecha con dos signos interrogativos, uno al principio y otro al final. Se escribe por ejemplo ¿ Porqué?
No me gusta un punto interrogante al revés, porque es como presentarse en hábito religioso. Habria una falta de sorpresa. Si vosotros hacéis una pregunta no hay nunca un advertimiento como: "Atención, estoy para hacer una pregunta... desde este momento". Hacemos una pregunta con un tono adecuado. Y nada más.