
Chi seduce
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Nel sesso l'attrazione viene esercitata raramente per mezzo della lingua (qui non andate a facili battute, che anzi sarebbero inopportune dato che attrarsi viene prima). Questo ha una spiegazione molto sottile, che proviene proprio dalla antropologia. L'atto sessuale fu ben precedente il formarsi di un patrimonio da utilizzare per gli organi di fonazione. Quando noi parliamo però abbiamo talvolta un potere di seduzione che va fino alle corde più profonde e quindi coinvolge anche parti intime. E' dunque la voce, non la lingua di una persona, a causare potenti spire in chi ascolta. La voce, in quanto emissione, ha un potente richiamo. Essa ci attira proprio come una sirenetta che vive nell'aria. Quando la sentiamo, con le nostre orecchie, siamo attirati nel senso che ci piace, che vorremmo stare con la persona che la possiede. Il sesso, in questi casi, obbedisce. Essendo un richiamo profondo, è in grado di riunire sangue per suscitare erezioni che prima ancora di essere quello che sono elevano il nostro cervello facendo muovere neuroni o suscitando immagini. Nella nostra memoria abbiamo ad esempio attrici come la Buccella, che parlava con una specie di piccolo miagolio interiore che avrebbe dovuto attirare il maschio (ma la cosa funzionò per breve tempo), e poi un discreto appeal di emissione ha anche la nota Selène (mi pare che sia scritto così). Il numero delle pornostar che parla con emissione che attira però non è alto. In genere, anzi, il loro è un soffio molto prosaico, quasi gutturale. Il perché non ho bisogno di spiegarvelo. Nella sfera sessuale, l'attrazione che seduce è data da potenti vibrazioni che giungono al nostro corpo e ne sollecitano organi endocrini così come materia cerebrale. In questi casi, se noi abbiamo una giovane età e tutto funziona a dovere abbiamo delle piccole fuoruscite di qualcosa, sia che siamo donne sia che siamo uomini. Quando accade - l'astrologia non tradisce - vuol dire che siamo su una linea d'onda comune, che condividiamo qualcosa. Siccome ai ragazzi accade anche alla semplice visione di immagini (giornali, film) diciamo che prima dei 25-30 anni noi conosciamo una specie di giungla ormonale che trasmette proprio messaggi di seduzione. Spesso involontari, perché questi messaggi non possiedono una volontà cerebrale che li guida. Se una persona parla, rivolta a un'altra, è già il suo soffio a comunicare all'altra benessere (quando vi è sintonia). E ve ne accorgete proprio dal fatto che il suo parlare vi fa stare bene. Quando smette, succede anzi che quella voce vi resta impressa a lungo. Anche quando non volete, vi arriveranno ricordi inconsci che la faranno ricordare nel bel mezzo di una giornata. La seduzione non possiede dunque caratteristiche di comunicazione consapevole. Certo, se noi vogliamo sedurre possiamo farlo 'di proposito'. Ma la seduzione più bella è proprio quella che non si è pensato prima (di fare). Voi parlate... e mentre lo fate... vi accorgete con la vostra pelle che uno (magari tra quattro) è sintonizzato su di voi, perché vi guarda... anzi vi fissa. Il suo fissarsi significa 'interesse'. Il vostro parlare lo ha interessato. Sono possibili naturalmente anche i casi opposti. Negli uffici è frequente il caso di chi fugga da una stanza appena vi entri un collega con la sua chiacchiera. Quando veniamo sedotti, non possiamo mai essere cerebrali. Falliscono proprio coloro che ci pensano. Magari si chiederanno perché, oppure metteranno in opera meccanismi di repressione o di impedimento dell'altrui esercizio. Se davvero vi fosse feeling, sarà difficile - in giovane età - che questi meccanismi riescano a inibire un incontro. Al massimo lo rallentano. Se le persone sono sane e mature ne avranno semmai un maggior piacere. Qui non esiste una distinzione - come quella fatta qui a destra - tra persone con conoscenza e ignoranti. Gli organi del corpo agiscono, semplicemente. Esiste, tuttavia, una SAPIENZA del proprio corpo, nei vari movimenti. E in questa sapienza sta appunto l'abilità nel sedurre. La possiedono di più le donne, per meccanismi inconsci che quel sesso possiede in maggiore quantità che nel maschio. Esistono in commercio molti manuali che descrivono quest'arte, consistente nel sapersi porre in un certo modo, dirigere nell'aria, appoggiarsi a un sostegno, camminare, domandare, rispondere, guardare, non guardare, allargare le braccia, perfino tossire con una mano leggermente appoggiata sulla bocca. Questi movimenti mirano a quello - quando mirano - non perché la donna li piloti, ma perché è essa stessa una persona sensuale. In quel caso, il corpo esprime quello che possiede e lo fa con moti automatici e ripetuti milioni di volte. A questi moti sono sensibili alcuni uomini (o viceversa, donne). E questi sono appunto nostri partner, in una linea d'onda eterica. Anche l'accento seduce? Sì, anche quello. Abbiamo qui però una maggiore resa degli accenti del Nord, che si rivelano più suadenti ed eleganti (specie nelle donne). Specialmente l'Emilia-Romagna e la Lombardia possiedono un richiamo erotico, in molte delle parlate locali. La lingua utilizzata? Molto molto meno. La lingua che utilizziamo può ovviamente conquistare dal punto di vista intellettuale, ma nessuno sente di voler andare a letto con voi perché avete usato due congiuntivi in più. Il sesso viene eccitato da onde, e proprio per questo occorre non una scelta ma un'emissione che si percepisce nell'aria. Quali sono attualmente modelli a disposizione di tutti? Ecco, diciamo che le attrici giovani poggiano più sul corpo che sull'emissione. Non furono educate, del resto, ad attirare con la voce (anche se magari cercano ugualmente). Un caso che abbiamo visto di recente è la signora Mastella, che effettivamente riesce a modulare in modo suadente. Ma è appunto un caso raro. Tra le donne datesi alla politica si hanno anzi casi opposti in cui non si attira per nulla e si respinge. |
La seduzione è il lato profondo dell'attrazione. Se è vero che si attira con l'inganno, è altrettanto vero che si può sedurre con arti sopraffine o con la propria abilità. Il concetto, essendo nato per il sesso, significava 'indurre a sé o a una relazione sessuale con lusinghe di vario genere' e proprio per questo fu sempre rifiutato dalla parte non laica della società. Si tratta di cose che vengono spesso accostate al diavolo, per tradizione. Noi siamo qui per ricondurre anche questo ai giusti binari, e lo facciamo proprio rivalutandolo in opposizione al concetto di 'matrimonio combinato' (attenzione, non per interesse... che sarebbe un altro concetto). Matrimonio combinato è quello che si usava fare un tempo dalle parti sottosviluppate della società, frequenti anche nella media borghesia. Si faceva incontrare due giovani. Perché? Per tanti motivi: o erano in tarda età (e si ragionava pensando che uomini/donne senza prole servivano poco alla società), o erano timidi, o ci si vergognava. E così si procuravano partner, proprio come con le mediazioni per un affare. Per decenni, l'Occidente europeo è stato pieno di matrimoni organizzati artificialmente in quel modo, e in fondo lo si fa ancora oggi quando si ricorre ad agenzie matrimoniali che mostrano album pieni di foto di ragazze dell'est europeo. All'opposto, sta l'abilità o la sapienza del corpo di chi muovendosi o parlando in un certo modo sappia conquistare gli altri e seduca un singolo o una platea. Oggi lo diciamo comunemente, anche fuori dal sesso. La lingua seduce? La lingua è una grande seduttrice, sia in senso oggettivo (quando essa stessa agisce) sia in senso soggettivo (quando siamo noi a utilizzarla in modo sapiente o subdolo, ingannando gli altri). Qui anche le categorie sottosviluppate socialmente possono avere una propria rivincita e magari vedremo i Don Abbondio sfruttare gli ignoranti con le citazioni del 'latinorum'. Qui tutti hanno piccole compensazioni perché con le loro doti si rifanno a loro volta su chi culturalmente sta più sotto di loro. Un discorso con alcuni termini difficili poteva servire a qualcuno per fare superficialmente una certa impressione su altri. Perché uso l'imperfetto? Perché anche qui siamo davanti a un universo che non tornerà più. Quando arrivate a dominare una materia articolata come quella linguistica, se siete persone senza orpelli, vi accorgerete che essa è soltanto 'strumento' e non può mai essere punto di arrivo. Se noi pensiamo che la lingua sia per noi mezzo di comunicazione dobbiamo anche limitarci, in questo. Basta assegnarle scopi ulteriori e già entriamo nella sfera dell'inganno. Nel sesso, diremmo, è lecito attirare e il corpo se ne accorge. Con la lingua no, perché è soltanto un universo fonico che nacque per sostituirsi ai gesti. Vediamo più da vicino questi seduttori, oggettivi e soggettivi. Quelli oggettivi sono milioni, oggi. Tutti siamo stati sedotti dal poter dire 'un film di qualità' oppure in passato 'il tran tran' o il 'via vai'. I seduttori oggettivi sono tutte quelle accezioni semantiche che io stesso ho definito nelle pagine delle parole come 'grandi potenze del mondo contemporaneo'. Ogni volta che vedete un senso della parola definito in quel modo, significa che noi siamo stati sedotti in tempi recenti da quell'uso. Le grandi potenze esercitano un'immensa suggestione, e quando vengono utilizzate nel discorso proviamo - senza accorgerci - un certo piacere interiore. In realtà le subiamo, poiché la nostra scelta avviene in centesimi di secondo e pesca dall'universo semantico qualcosa di recente che ci attira. A volte sbagliamo perfino, pur di citare quella cosa tanto di moda. L'oggettività di una lingua che seduce sta nel fatto di poter esprimere quella cosa con una parola o una frase che colpiscono nel segno molto più di altre. Naturalmente, chi ci sente o ci legge si accorge di una nostra 'pesca' molto originale. Torniamo a bomba, un discorso che mi affascina molto. Se gli Americani leggono da un loro connazionale 'cut-and-dried album' non ci fanno caso. Se lo leggono da me, hanno sempre un pensiero in più. Però non sono io che seduco chi legge. E' la lingua inglese a sedurre tutti noi con quella espressione. Ecco dove molti equivocano. Se io voglio essere efficace non posso che usare quella espressione perché dire 'routine album' non è la stessa cosa. Anche qui dovete essere meno provinciali. Le lingue sono soltanto un insieme di suoni a disposizione. Alcuni sono più efficaci, in quel dominio. Se poi chi non ha cultura non li usa, sono affari suoi. Ogni volta agli ignoranti dovremmo spiegare questa faccenda, sulla quale mi fermai lo scorso gennaio: un vero autore scrive cose che non possono che essere quelle. Quando voi andate a leggere Hemingway mica dite: "Guarda che espressione ha usato!". Voi leggete l'opera in modo sequenziale, senza distrarvi dalla storia. Così avreste dovuto fare qui. L'unica differenza è che sul Web possiamo intervenire in seconda, in quarta e perfino in ventesima battuta. Proprio questo avrebbe dovuto interessarvi. Una persona intelligente, oggi, dovrebbe dire: "Guarda, nel paragrafo di Bush ha sostituito il who-the-mastermind-was con il who-masterminded'. Ecco quello che il Web ci ha dato in più. E io ve l'ho indicato, con il mio modello di creazione e di scrittura. Ma perché non possono che essere quelle? Ecco un concetto che non tutti gli esseri umani arrivano a capire. Questo universo di suoni non è un parco da cui io prendo a caso e poi applico. Allora sì che sarebbe un meccanismo senza significati. Non esisterebbe nemmeno letteratura. Non esisterebbe una scienza sacra che si chiama 'simbologia'. When I say that Susan Sontag became a commentator with deep-rooted ideas on society... she was well-read above the average, very perceptive, earned a name worldwide this indicative of a lot of things. The problem is, that you cannot understand. Every word is related to one thousand, according to what is being said in the context we're working on. When every word is taken and applied to one thing or person we're making a combination that is like a marriage. And it works like that, because everything is subjected to laws (almost alchemical) of interpretation. This is the authoring. 'Authoring' means=He's an author because he's got a personal way of combining (four) words (out of one thousand possible) and it all works in an effective way. Finding out that way is like finding my being. What we call 'personal way' is nothing but 'the core of our spiritual essence'. We write what we are like, inside. In some of my past interviews in Italian, I attributed to myself what I can perceive from my writing. I can do it for myself as well. My style can be analyzed like the one of anybody else. Sometimes I spend my time reading my pages (after they were completed) and notice words and sentences returning on the paper with frequency. This is... what? It's my style, and something that applies magically to the matter I dealt with. Every word belongs to that matter, when the writer is an author. I'm aware that your knowing in advance that I haven't got English as a mother tongue may not fit in with your reading. It's something profoundly related to psychology. We haven't got used to reading contents written by foreigners in our mother tongue. Being the other side of the question (mother tongue, foreign language), it's a question very interesting to analyze. Our being what we write should produce the same effect of our meetings. When I meet with American people I feel something related to the language they're using, as well as they'll be likely to feel towards mine. When I write, a lack of simultaneity makes it all harder: words cannot be as fluent as in the oral language. The other is most impressed when our striking combinations are expressed in his language, because he knows that I come from a different background. Take this example: I'm not spending the standard evening of all, in my country. While I'm writing, our national Rai 3 is broadcasting a TV-program on the death of Gianni Versace, the fashion designer killed in Miami in 1997. Almost everybody, in my area, is watching it. According to what is thought by ordinary people, I'd be a bit crazy. He's writing on the Internet, without earnings, without a visible audience on the other side... what is he doing that for? It all seems to say to your 'passive' audience: the authors are not ordinary people. Exactly. The authors are not ordinary people, because they usually do what people would never think of. I'm writing on purpose, just to show another way of thinking and a different way of treating our languages. Tornando al punto, una lingua seduce perché contiene essa stessa suoni e combinazioni di suoni che fanno il caso (ecco una cosa più naturale in inglese) di ciascuna frase. Se noi siamo abili, la emettiamo al suo livello più alto proprio sapendola combinare al suo interno. E così facciamo tanti matrimoni all'interno della frase. Chi non ha interesse per questa materia non ci arriva, perché ha una relazione troppo superficiale e parla solo per dire quanto è figo questo e quanto è merda quell'altro. La lingua ci distingue, ancora e sempre. I seduttori soggettivi? I seduttori soggettivi siamo noi, quando la usiamo. In quei momenti è chiaro che - in condizioni di parità, cioé quando l'altro può capire - interessiamo l'entourage perché questo rimane colpito. Potrei citare tanti casi, anche nella lingua orale. Però, attenzione a questo inciso. In condizioni di parità. Lo dissi tante volte. Significa che è importante il livello di chi legge. Per questo io mi immedesimo sempre nella vostra mente. So in partenza che una persona con un certo livello di conoscenza legge con interesse queste pagine, mentre una persona che non ha interesse per le lingue difficilmente si sofferma. Se poi quest'ultima lo facesse davvero sarebbe inutile perché non capirebbe. Quando noi seduciamo, lo facciamo per lo più involontariamente. Si parla, in verità, a una velocità tale che nessuno avrebbe il tempo di pensare: "Ora dico una cosa per colpirlo". Siccome emettiamo parole alla velocità del fulmine, il fatto di colpire dipende solo dal nostro benessere di quel momento. Se siamo felici, se stiamo bene, anche la lingua uscirà fuori al massimo livello. Ecco una questione molto interessante. Alcune delle mie giornate più belle sono anche legate ad exploits linguistici. Il pensiero fondamentale è: stavo talmente bene che feci collegamenti meravigliosi. Chi seduce, dunque, non è che voglia qualcosa in particolare. E' che il suo stato di grazia gli permise ottime relazioni con l'oralità. Se questa pagina vi è piaciuta, vuol dire che stavo bene. Pagina del 15 luglio 2005, ripubblicata il 13 giugno 2006 in forma ridotta |