
Come distinguere due diverse funzioni
Alberto Formenti, studente liceale, mi chiede una cosa in apparenza banale e facile.
Vorrei porle un quesito che mi pongo da sempre: come fare a capire quando il pronome relativo 'che' funge da soggetto e quando da oggetto?
Il pronome relativo in genere sostituisce una parola e così facendo crea un ponte tra una proposizione e un'altra.
Ho visto Carlo, che entrava nel garage con l'auto
Capita quasi sempre che la frase introdotta dal 'che' sia subordinata dell'altra, ma 'denudate' del che e fuori dal contesto le due frasi sarebbero autonome. Notate:
Ho visto Carlo / Carlo entrava nel garage con l'auto
Ricostruendo il periodo, scopriamo così che il pronome relativo svolge una doppia funzione e risulta molto importante in tutto il sistema-lingua.
La prima pagina del Corriere della Sera di oggi, nella parte di informazione, lo contiene in quattro casi:
1) Dure critiche del Polo a Fausto Bertinotti che ha assistito alla parata con sul petto una spilla pacifista
Che soggetto. Premettiamo qui un particolare importante, lavorando come al solito sulla scarsa sensibilità della classe giornalistica. La frase 1) richiede la presenza di una virgola, tra 'Bertinotti' e 'che'. Altrimenti sembra riferirsi a una particolare versione di Bertinotti (il Bertinotti che... e non quello che...). Cose che i giornalisti non capiranno mai, e che qui annotiamo per puro amore di precisione sintattica.
2) Il Pentagono scagiona i militari statunitensi coinvolti nel massacro di Ishaqi, che costò la vita a 11 civili iracheni
Che soggetto.
3) Una maggioranza che si presenta alla Festa della Repubblica in parte solidale con le Forze armate, in parte contro i nostri soldati, lascia sconcertati
Che soggetto. Frase-disastro, ricolma di errori. Anzitutto, il 'festa' non andava scritto maiuscolo. Proprio per contrapposizione a 'Repubblica' andava scritto minuscolo. 'Forze Armate' andava invece interamente maiuscolo, poiché le due parole (forze e armate) formano come un'endiadi inscindibile che si presenta necessariamente con i medesimi caratteri (come 'Babbo Natale', 'Grande Slam', 'Grande Fratello' ecc.ecc.). La frase 3) presenta un'ambiguità che è spesso osservabile: un attributo (solidale) potrebbe riferirsi all'uno o all'altro soggetto. Noi (ma direi: soprattutto i madre lingua) capiamo immediatamente. Ad eliminare qualsiasi pericolo - anche ipotetico - di fraintendimento sarebbe stato più utile dire : "Una maggioranza che alla festa della Repubblica si presenta in parte solidale...".
4) Il Parlamento danese ha approvato a maggioranza un provvedimento che consente alle donne singole e alle lesbiche l'inseminazione artificiale
Che soggetto.
Tutti casi, questi, in cui abbiamo visto una funzione-soggetto del pronome 'che'. Come potremmo vedere, nel medesimo contesto, un 'che' oggetto? Per curiosità, vediamo una trasformazione delle prime due frasi che renderebbe quel pronome 'oggetto'
1) Fausto Bertinotti che, provvisto di spilla pacifista sul petto, il Polo ha duramente criticato...
2) La vita di 11 civili iracheni, che i militari statunitensi massacrarono a Ishaqi
OK? Da questi casi, abbastanza chiari, deduciamo che così come è sempre possibile trasformare una passiva in un'attiva e un'attiva in una passiva quando il verbo è transitivo si può anche trasformare la frase con un 'che' soggetto in una con un 'che' oggetto e viceversa. Naturalmente, non potrete farlo quando il verbo è intransitivo o riflessivo. Le frasi Giovanni, che si pettina in bagno... o Paola, che cammina... non contemplano la possibilità di quella trasformazione.
Dagli esempi di questa pagina, come potremmo formulare la regola che serve ad Alberto? Diremo, ad esempio, che il pronome 'che' funge da soggetto quando introduce a un'azione compiuta dal soggetto della frase (Giovanni, che si pettina in bagno...) mentre funge da complemento oggetto quando si riferisce all'oggetto dell'azione, cioé alla cosa sulla quale transita e si riversa l'agire del soggetto (La donna che vedi sullo sfondo del quadro). Affare semplice, che non ha bisogno di ulteriori approfondimenti. Vi sono eccezioni o casi dubbi? No. Diciamo solo che vi sono possibili ambiguità e queste - secondo la ben nota legge da me formulata - vanno sempre notate in anticipo da chi scrive.
Esempio: La donna che si guarda
è una frase ambigua, perché - scritta in questo modo - non chiarisce se intendiamo 'la donna che guarda se stessa' (che-soggetto) oppure 'la donna che tutti in genere guardano'. Inutile dire che il contesto lo dice: le frasi devono sempre essere univoche, nel loro significato. State dunque attenti, quando scrivete.
FAQ. Ma l'ambiguità non è data dal tipo di azione e di verbo?.
Sì, ma non solo. Se eliminiamo il 'che', abbiamo 'La donna si guarda'
che resta ugualmente ambiguo (pur essendo con maggiori probabilità un riflessivo). Ma il 'che' accresce la complessità e il dubbio. Vediamo ad esempio la seguente frase
La donna che si guarda è un indice significativo delle tendenze in atto
Questa frase si presta allo stesso modo ad essere interpretata come riflessivo (poiché ha un senso) e come azione impersonale di tutti (poiché ha un senso). Può essere infatti sia 'la donna più desiderata e vista con gli occhi' sia 'un esemplare di donna vanitosa molto diffuso'.
FAQ. Cosa dovremmo concludere?.
Direi nel senso di una conferma allo 'sgradimento' del si impersonale (idea già presente su Grammatiche, vedete che tutto quadra sempre in queste pagine?). La frase si rivela 'normale' con il riflessivo, ma piuttosto infelice con l'impersonale. Quest'ultimo potrà essere sostituito da un semplice aggettivo sostantivato e diventerà
La donna molto guardata in giro è un indice significativo delle tendenze in atto
In questo modo abbiamo risolto tutti i problemi del caso.
Pagina del 3 giugno 2006 - Ultime modifiche il 5 giugno 2006