
Storia
Ecco un caso in cui è utilissimo aggiornare, perché i libri sono rimasti indietro e questa parola - come tante altre - ha galoppato. La historia dell'antichità copre immediatamente tre distinti campi fondamentali: narrazione di fatti - opera storica - racconto. E' una parola grande quanto un intero dizionario, perché riassume in se stessa un intero universo, ma è soltanto 'storica' all'inizio. Poi è successo il finimondo. In epoca moderna, è andata a puttane. Con essa si indicano in pratica: 1) un fatto, nei minimi particolari; 2) tutti i fatti; 3) tutto ciò che circonda la narrazione dell'uno e di tutti gli altri. La lingua inglese fu talmente attratta che da 'history' lasciò 'story'. Come una specie di clonazione, come un replicante utilizzato per passare dal generale all'individuale. In italiano non c'è nemmeno questo, perché la parola è identica sia per l'oggettivo sia per il soggettivo. Perché da noi non si sia formata una distinta parola per separare una storia dall'insieme di tutte le storie non è chiaro. Quando diciamo 'storia' intendiamo qualcosa del tipo 'tutto quello che è successo finora' e la cosa curiosa è che al tempo stesso intendiamo 'una sola cosa di tutto quell'insieme'. Ma il problema è l'uso, che ne facciamo. Qui, appare chiaro da questo elenco che la prendiamo per dire qualsiasi cosa riguardi una narrazione. La prendiamo per qualsiasi cosa. Uno dei fatti più sconvolgenti di tutto il dizionario è che questa parola significhi due concetti diametralmente opposti (vedi campi 9 e 11).
La parola è talmente coinvolgente che è materiale e immateriale, sommaria e simbolica, rapida e lenta. E' tutto. Quando la utilizziamo abbiamo davanti a noi un universo talmente ampio che potremmo metterla in mezzo a qualsiasi frase. La parola ha finito per prendere perfino 'il fidanzamento tradizionale' perché diciamo spesso 'love-story' o semplicemente 'la mia storia con Piero'. 'Avere una storia', si dice negli ultimi anni. E si dice perfino 'non avere storie'. Allora:
1) Serie dei fatti che si ritiene degni di memoria
La storia degli Stati Uniti
2) Narrazione dei fatti che si ritiene degni di memoria
La storia di Gesù, secondo gli Evangelisti
3) Archivio immateriale dell'umanità, per importanza
Passare alla storia
4) Materia scolastica o d'insegnamento
Andare bene in storia
5) Narrazione di un fatto vero
La storia dell'affondamento del Titanic
6) Narrazione di un fatto non vero, favola
La storia di Cenerentola
7) Racconto di una vicenda personale della propria vita
Fammi la storia del tuo trasferimento a New York. Voglio sapere tutto, per filo e per segno
8) Questione, faccenda, cosa
E' una storia lunga. Non posso spiegarti Memoriale in mezz'ora
9) Cosa non vera, bugia
Tu mi stai raccontando storie. Io non ci credo
10) Morale oggettiva, deducibile dagli eventi
La storia insegna che chi vuole troppo potere poi annega
11) Oggettività che fa testo
Mi spiace per te, ma questa è storia!
12) Affare di cuore, relazione amorosa
Con Gianni ho avuto una storia tre anni fa, ma è finita subito
13) Capricci, esitazioni
E' inutile che fai tutte queste storie
In pratica, decide il verbo o il contesto in cui è posta. E a seconda delle nozze che si fanno la si intende in un certo modo. 'Raccontare una storia' può significare dire una cosa vera e dire una balla, a seconda del contesto.
La parola
affascina poco, eppure ce la ritroviamo in bocca ad ogni pie'
sospinto. Viene, soffia come l'aria. E' una parola che non costa
nulla dire e compare anche quando meno te l'aspetti perché
arraffa dominio ad altre e spesso le sostituisce. Con tutto
ciò, il suo stesso dominio è abbastanza fragile e non
è a prova di bomba. Essendo generici, molti campi prendono
ugualmente da altre parole. Insomma, siamo dentro un universo che
travalica ma viene anche valicato. Come qualcuno che si diverta a
rapinare ma che in casa sua venga rapinato a sua volta.
Grande frequenza in musica. Abbiamo preso un brano che ha a che fare con la nostra presenza sul Web.
Siamo anime in una storia incancellabile, da 'Gocce di memoria' (Giorgia)
DOMINIO: 73%
Pagina del 5 marzo 2005