
Ponte
Parola difficilissima da analizzare, come dice del resto la sua indecifrabile etimologia (casi in cui chi scrive manuali dovrebbe dire con sincerità: "Non lo sappiamo"). Un ponte con la civiltà è divenuto tante cose, dall'originaria struttura di collegamento. Era naturale che fosse così. Se si trova una parola che mette in comunicazione o che collega ogni volta che occorrerà il concetto si prenderà questa o per lettera o per metafora. Il ponte, come il 'bridge' inglese, ha abitato tutta la nostra civiltà senza strafare. E' stato applicato più in senso tecnico che morale. E' vero che diciamo senza difficoltà 'un ponte per la vita' o 'un ponte per l'Iraq', ma sembra che la parola stenti un pochino se trasferita al di fuori della tecnologia e dell'ingegneria. Il suono è troppo secco per fare poesia e troppo prosaico per destare sentimenti. Se si deve commuovere si dice 'mettere in collegamento o in contatto'. Nel senso tecnico, in cui ha un dominio ferreo, abbiamo soprattutto:
Via di collegamento tra pezzi di terraferma divisi da acque
Impalcatura provvisoria per lavori di muratura
Parte dello scafo di una nave
Protesi dentaria
In senso lato, la parola perde invece molti punti nel dominio. Da sempre fa frequenti sposalizi con alcuni verbi (fare, gettare, costruire, innalzare). Sono tutti verbi costruttivi. Da questo deduciamo che non era nata per nulla (la presero perché occorreva) e che preferisce la materialità all'immaterialità. Non è un caso che nel frasario il negativo 'tagliare i ponti' prevalga ancora sul 'farli'. Si direbbe dunque che il termine accetti poco l'escursione in metafora perché non trova punti di raccordo precisi. Se noi gettiamo un ponte sopra un fiume si capisce che colleghiamo due punti di terraferma al di sopra. Se gettiamo un ponte verso l'Iraq la parola diventa transitoria, astratta, indefinita (anche perché ponti verso l'Iraq ne abbiamo già tanti, direbbe la parola stessa). L'autore ha usato la parola nel descrivere il percorso che ci porta verso una controparte nella quale troviamo complemento (e il logo Memoriale contiene proprio un ponte nel suo disegno), ma anche lì avrebbe desiderato un altro suono (più che un'altra parola).
Tutte queste cose si notano nel dominio, dove spesso si dicono altre parole come 'legame', 'collegamento', 'tramite', 'contatto'. Parole più definite, che accettano molto bene lo 'stabilire'. La parola dunque soffre di una strana condizione (potremmo, ma non osiamo più di tanto), e non è nemmeno colpa sua.
Quando studiavo da ingegnere e non avevo un ponte da progettare, da 'Salvami' (Renato Zero)
DOMINIO GENERALE: 72%
Pagina del 4 marzo 2005