Se formalizzate

Il verbo formalizzare al transitivo è tra quelli più vuoti di significato. All'intransitivo, o per meglio dire al riflessivo, l'abbiamo conosciuto per un certo periodo in frasi come questa

Spero non ti formalizzi se...

Non devi formalizzarti con gli amici

Qui il verbo significava 'scandalizzarsi, irrigidirsi per una inosservanza di forma o di cerimonia'. Oggi non esiste quasi più in quest'accezione, perché nessuno lo usa in questo modo. E quando diciamo 'nessuno' qui abbiamo in mente che parliamo di una società in cui si guarda soprattutto alle giovani generazioni, quelle che per sovrapposizione e successione formeranno la società di oggi, di domani e di dopodomani.

Il verbo si usa invece al transitivo per 'rendere formale qualcosa, rendere ufficiale, esplicitarlo'. Si usa molto nei media. La gente non lo usa quasi mai. Nei giornali radio si dice ad esempio che il premier formalizza la crisi in Parlamento, che il partito tale formalizzerà il suo dissenso nella riunione di domani, che il premier ha formalizzato la manovra correttiva. Tutte creazioni indebite. Questa accezione recente di 'formalizzare', che va di pari passo - come quantità - con il varare (varare una norma, varare un decreto, varare la legge finanziaria), manifesta una certa carenza di espressione. Dovete sempre diffidare delle cose che si possono applicare a qualsiasi situazione (abbiamo visto il 'bocciare' nello stesso senso). Se potessimo usarlo con questa facilità, il 'formalizzare' entrerebbe in qualsiasi discorso. Potremmo dire che il paziente formalizzò l'appuntamento col dentista, che il fidanzato formalizzò in chiesa con il matrimonio il suo legame, che il giovane aspirante alla cattedra formalizzò le sue aspirazioni vincendo il concorso all'università. Ma sono usi impropri, errati. E il campo semantico resta vuoto, perché allo 'sposarsi' non si aggiunge una cosa in più se voi dite 'formalizzare il legame in Comune'.

Dare forma è un'altra cosa, poiché la forma in questi casi è solo la modalità richiesta. Se la legge prescrive che l'atto diventi formale solo quando il soggetto compie una certa azione allora è chiaro che il verbo è necessario. Chiunque, ad esempio, formalizza la vendita di un immobile davanti a un notaio dichiarando una certa cosa e sottoscrivendola. Ma qualcosa che noi semplicemente realizziamo non diventa formale nel momento in cui la facciamo. Ci sono altri modi di esprimersi. Quindi sono errori. Usare quel verbo nel senso di 'fare ufficialmente, rendere esplicito, completare' è errore in lingua italiana.

FAQ. Ma non è un semplice equivalente del 'rendere formale qualcosa'? Se si dice che il premier rende formale la crisi qual è il problema?

Si rende formale, al massimo, qualcosa che è informale. Una crisi politica non può essere né formale né informale. O c'è (=succede) o non c'è. Quando c'è se ne subiscono le conseguenze. Ma in questo caso la lingua italiana ha decine di altre possibilità. Si può dire: "Il premier affronterà la crisi in Parlamento" oppure che la discuterà, la sottoporrà al giudizio di, la porterà in Parlamento. Ma non si rende formale una crisi, non è un italiano corretto questo. Non credo che il verbo 'formalizzare' abbia molte speranze di affermarsi, perché è più che altro un ripiego. Questi sembrano piuttosto casi di disperazione in cui gli speaker radiofonici, non trovando altro verbo, usano questo. Ripiego, scappatoia, tutto qui.

FAQ. Diamo allora dei casi appropriati per l'uso di questo verbo.

Premettendo che non è comunque una bella parola e al limite sarebbe più bello del 'formalizzare' perfino dire 'rendere formale', potremo trovare il terreno adatto tutte le volte in cui si compia un atto che rende definitiva e inequivocabile per tutti l'operazione formale che si sta svolgendo. Frasi possibili sono

Il signor Rossi, preso da casa il documento che il notaio aveva richiesto, tornò nello studio per formalizzare la cessione della società

Il presidente dell'Inter, dopo un accordo di massima con il mediatore sull'acquisto del portiere Bordon, ha formalizzato ieri l'operazione al Gallia di Milano

E tanti altri casi in cui mediante un atto si rende formale quel che fino a quel momento era informale

Se varate

Molti problemi anche con il varare. Caso simile al precedente, poiché viene usato in grande quantità dai giornalisti e completamente ignorato dalla società. E questo è un errore più grave del precedente.

Se il Parlamento approva la legge finanziaria, al giornale radio dicono che l'ha varata. Il problema è che lo dicono anche in precedenza, quando il provvedimento non è stato nemmeno votato. Ecco un altro errore. Se il premier fa una conferenza stampa per presentare le linee-guida di questa legge, non si può dire che 'il governo ha varato la Finanziaria', perché è come se dicessimo che la compagnia navale ha varato una nave di cui ha solo presentato le caratteristiche in una conferenza per la stampa. Il varo è un'altra cosa. Sappiamo tutti che vi è un'apposita cerimonia, con gesti anche formali e nastri di inaugurazione, e che questa è collegata al fatto preciso di veder la nave scendere in acqua.

Diremo allora che 'varare' implica in generale una messa in opera definitiva, un entrare in vigore, in circolazione. Non è 'preparare' (senso in cui viene usato, erroneamente) ma soltanto approvare in via definitiva. Non è varata in precedenza, quando il governo l'ha stesa e la presenta alle Camere. La massa di errori veniva dal fatto che qualcuno usava il 'varare' proprio come 'facere'. Ecco come la lingua si rovina. Dillo oggi al GR2 dillo domani sui giornali, col tempo ci si abitua a usare quel verbo in situazioni non sue, dandogli dunque un 'dominio' altrui. Attenti, lo sviamento del dominio è la premessa più frequente per fare pasticci.
Abbiamo visto quelli commessi con lo 'spalmare'. I debiti si dilazionano, si rinviano, si rateizzano, si ripartiscono, si diluiscono, si distribuiscono nel tempo, ma non si possono spalmare. Ma poi, c'è veramente bisogno di queste formule del 'riunisci-in-uno'? Siamo così dipendenti da non riuscire a dire 'decreto di rateazione', 'decreto ratea-debiti' o 'decreto di scaglionamento'?

FAQ. Diamo allora dei casi appropriati, in estensione, per l'uso di questo verbo.

Premettendo che non è nemmeno questo un bel verbo, si potrà dire al massimo per occasioni di approvazione definitiva con entrata in vigore.

Il Ministro della Pubblica Istruzione ha varato una riforma per le scuole superiori, con una serie di circolari per la modifica degli organi di istituto
(vuol dire che le circolari sono partite, il procedimento è in atto)

Il pimo ministro ha varato un codice di autodisciplina per i ministri, nel caso dell'adozione di atti che comportino anche un loro interesse privato
(vuol dire che questo codice è già stato presentato e fatto conoscere ai ministri stessi)

Pagina dell'11 marzo 2005