
Distruggere
Latino, latinissimo... destruere, tematica degli opposti con 'costruere'. Conservata dal resto ancora oggi, nella opposizione tra 'pars costruens' e 'pars destruens'. Il verbo, materialmente, sembra terribile. In realtà: se l'intento è nobile, l'azione è necessaria perché (vuol dire che) altrimenti non si potrebbe fare. Perfino il crollo di un'abitazione, in tanti casi, non è una brutta notizia ma proprio un messaggio della natura o del passato che è meglio ricevere dandovi conseguenze.
Nel senso morale, il verbo è ancora più terribile perché implica uno stato irreversibile della materia a cui si può ovviare solo con un 'ricominciare'. Se attribuito a se stessi, è l'amara confessione di una sconfitta o di un fallimento o di una sciagura. Quando viene dato ad altri, è la constatazione di aver trovato uno stato oggettivo di estrema difficoltà che richiede aiuto. La sua estensione è stata in epoca moderna puntuale, accurata in ogni settore in cui abbia trovato applicazione. Attenti, anche qui diamo una rassegna completamente nuova (tipo di azione esercitata e conseguenze in capo all'oggetto).
1) Annullare la materia, trasformandola
Loro distruggono i rifiuti con l'inceneritore. In parte li riciclano
2) Annullare la materia, facendoti tornare al passato
Possono anche distruggerti un'intera giornata di lavoro, se non hai pronto un backup
3) Annullare la materia per sempre o con esiti ignoti
I Russi hanno distrutto Grozny, e ora vediamo solo macerie
I bombardamenti hanno distrutto tutto il quartiere
4) Rendere inoperante la materia
Hanno distrutto la scuola, con questi scioperi
5) Demolire, per causa di natura
Le fiamme hanno distrutto l'edificio
6) Demolire, per intervento umano
Gli operai fecero esplodere le mine e distrussero il vecchio edificio
7) Sopraffare, vincere nettamente su un avversario
Li abbiamo distrutti. Se avessimo giocato ancora avremmo fatto anche il sesto gol
8) Rovinare, per imperizia o errore improvviso
Ha distrutto tre anni di convivenza, con quella scenata
9) Rovinare, in senso morale
Quel giornale gli ha distrutto la reputazione, con quel servizio
10) Mandare in rovina, con il proprio intervento
Silenzio-assenso. Distruggere il paese (L'Unità, 10 marzo 2005)
11) Cancellare di colpo, senza volerlo
Glielo hai distrutto. Non dovevi dirgli quella cosa. Per lui, Franco era un amico fraterno
12) Consumare per il dolore
La perdita della moglie, in quell'incidente, lo ha distrutto. Vedessi in che condizioni è...
13) Formattare
Così distruggi tutti i dati. Non digitare mai quel comando col DOS, se non sei sicuro
14) Dover cancellare, per poter ricostruire
Se non gli avesse prima distrutto l'idea di Dio, non avrebbe potuto inaugurare il nuovo mondo
15) Annientare, con la propria azione
Con la sua azione ha distrutto tutte le illusioni
16) Provocare una tristezza infinita
Dopo aver visto quel documentario, non era più lui. Le immagini lo hanno distrutto
Il verbo ha un senso di devastazione maggiore al passato prossimo (e, strano a dirsi, con l'ausiliare). Forse perché si constata qualcosa che è avvenuto, anziché assistervi al presente. Ma un uomo di oggi pronuncia la parola con più autocontrollo, rispetto a uno del passato. Oggi si arriva a riferire su un giornale (prendendo magari un caffè o giocando a qualcosa) della distruzione di una città coi bombardamenti come se niente fosse. La distruzione in senso morale provoca invece allontanamento, rispettosa constatazione del dolore o del danno altrui (vedi soprattutto campi 11 e 12).
Nel dominio ha una prevalenza ferrea, tanto più se osserviamo la quantità di concorrenti. Se anche trova contrasti o ha lotta da fare, vince quasi sempre lui perché i parlanti sentono che è il più efficace in quel senso. Nell'edilizia, l'abbattere e il demolire - che pure sarebbero più precisi - spesso cedono. In senso morale, il 'rovinare', l'annientare' e il 'finire' sono troppo deboli. Siamo qui anche per riconoscere a questo verbo un'immensa potenza.
Quando ti alzi e ti senti distrutto fatti forza e va incontro al tuo giorno da 'Un giorno credi' di Edoardo Bennato
DOMINIO: 93%
Pagina del 10 marzo 2005