
Masterizzare
Ecco una questione complicata. Perfino i più attenti osservatori faticherebbero a scrivere una pagina a tesi sulla masterizzazione dal punto di vista linguistico. A un certo punto ci trovammo servito l'oggetto e poi molti servirono il verbo mandandolo in giro.
Masterizzare. Io confesso di non aver mai usato questo verbo. E non lo faccio nemmeno oggi, perché non mi viene alla bocca. Qualche volta mi è venuta la 'masterizzazione'. Il 'masterizzare' mai. Per esprimere il concetto ho sempre usato 'registrare', 'copiare' o perifrasi come 'scrivere sul Cd-Rom'. Prima, ad esempio 12 anni fa, per questo concetto dicevamo tutti 'copiare' o 'duplicare' o 'trasferire dati'. Non possedendo supporti riscrivibili di grandi dimensioni non esisteva il concetto - almeno dal punto di vista digitale - e passare dati o suoni o immagini da una fonte all'altra era appunto un'operazione comune di travaso o backup che tutti usavamo nominare con i verbi più ordinari dello spostare materiale da un punto all'altro. Il dominio era preso dalla 'copia', che però aveva al tempo stesso un che di spregiativo che tutti conosciamo. Qualcuno (ma pochi) diceva 'duplicare', 'fare il backup', 'fare il doppione'. Qualcuno (in ufficio) diceva ancora 'archiviare (su dischetto)'. Ma eravamo ancora animali da floppy disk, quell'enorme involucro nero di allora che abitava uffici e schedari. Nel settore audio, i tecnici usavano il 'campionare' per indicare il passaggio di un suono dall'analogico al formato digitale (proprio così... poi la campionatura diventò anche un'altra cosa). Quando cominciò precisamente ad affermarsi il masterizzare è impossibile dirlo. Ma una cosa è sicura: si diffuse prima il masterizzatore, cioè l'oggetto. Questo è evidente per il fatto che da metà 1998 - e per tutto il 1999 - girava il nome dell'oggetto ma ancora rarissimo fu l'uso del suo verbo. 'Masterizzare' esisteva sì, ma lo usava qualche tecnico e qualche redattore di riviste mensili. Al pubblico era sconosciuto.
Per capire un po' meglio, partiamo dalle radici e dalla fonte. Perché vien detto 'masterizzare'? Questa è una domanda che molti - credo - si sono fatti, senza riuscire a dare una risposta chiara. Perché? Principalmente perché nessun glossario lo diceva mai. Sia le riviste sia gli editori curavano talvolta piccoli dizionari con le parole dell'informatica e tutti imparammo MPEG, compressione, codec, Mp3, download ecc. Ma mai ponevano tra le altre il verbo 'masterizzare' (ci avevate mai pensato?).
La radice è chiara, ma poco conosciuta. Il 'master', nel settore video, era la prima registrazione di un programma alla fine delle diverse fasi. Il programma veniva registrato su un nastro magnetico, dal quale ricavavano le copie. Ecco dunque la chiara, seppur flebile, derivazione. Qualcuno da lì utilizzò il 'master' anche nel senso di fonte sonora originale da cui regolare la sincronizzazione di altri canali, ad esempio in un mixer (il master di una incisione, ad esempio). Nel nostro settore, 'master' è un dispositivo da cui dipendono altri (che si dicono 'slave'). Ma nessuno mai usava 'master' per 'copia' poiché era semmai il concetto opposto (fonte originale da cui ricavare le copie). Qualcuno, a questo punto, dirà: "Non è quello la masterizzazione?". No, perché un master non era una copia ma proprio la fonte originale. Diciamo quindi che se il concetto è derivato dal fenomeno appena detto (cosa sulla quale non v'è certezza, ma se qualcuno ha dati sicuri mi scriva) la natura ha fatto affermare quasi un'inversione: noi oggi diciamo 'masterizzare un Cd-Rom'. Cosa intendiamo dire? (Ri)scrivervi, semplicemente. Intendiamo dire scrivere nel senso di 'incidere', 'registrare'. E' anche in uso dire tuttora 'Farsi un Cd'.
Un masterizzatore di Cd all'inizio fu anch'esso una cosa preziosa e straordinaria. C'era fatica a considerarlo parte integrante, come oggi. Era solo una delle periferiche. A fine 1998, quando ancora erano pochi ad averlo, costava almeno 650.000 lire ma arrivava anche a un milione e mezzo (nel 1995-96 la spesa complessiva per una stazione di masterizzazione era di cinque milioni di lire). Arrivò sul mercato quando gli stessi Dvd erano ancora all'inizio e non molti Pc avevano un player per leggerli. La novità consisteva nel fatto di avere un raggio laser che polarizzava una parte dello strato (chiamato appunto 'scrivibile'). Nel 1998 i Cd-Rom chiamati Cd-R venivano letti da un normale player, e in più esistevano i Cd-Rw (rewritable) per cui gli appassionati dovevano sborsare la bellezza di 25.000 lire. Epoca in cui - pensate - i tecnici affermavano che non fosse consigliabile far funzionare il masterizzatore da semplice lettore. Come dire che 'masterizzatore' quasi si contrapponeva a 'lettore' e c'era perfino chi parlava di masterizzatore 'puro' e 'riscrivibile'. Epoca della nota polemica tra interfaccia E-IDE e SCSI. Epoca in cui l'utente perdeva anche molto tempo, perché spesso l'operazione di travaso dei dati non andava a buon fine. Epoca in cui la nota 'correzione degli errori' era un fattore da prendere sempre in considerazione. Problema dei primi tempi: a quale velocità sarebbe consigliare fare la masterizzazione? Notate qui che ho cominciato a usare il sostantivo, anch'esso sicuramente posteriore all'uso dell'apparecchio.
Ebbene, a me nemmeno nel 2001 e poi negli anni seguenti è mai venuto da usare questo verbo. Per quanto possa sembrare strano, non mi venne mai da dire 'masterizzare'. In lingua inglese, poi, riviste e utenti dicevano 'ripping' (concetto identico, ma forse linguisticamente più elegante). Quando finalmente anche il verbo 'masterizzare', dopo il suo oggetto, prese piede restai abbastanza ammirato e stupito. Pensai che senza l'apparecchio (masterizzatore) i giovani utenti non avrebbero mai detto 'masterizzare'. La prova è proprio il fatto che prima del 1998, quando esistevano i Cd-R e anche se poco reperibili e costosi i Cd-Rw, nessuno lo usava. Quando il verbo ebbe un certo successo, diciamo nel 2000-2001, conclusi che aveva trionfato semplicemente la comodità (di potere usare quello). Ma se ci pensate un attimo, le software houses inseriscono sempre sui menu la scritta 'Write Cd' o 'Scrivi Cd' ma mai (o forse raramente, non so) il verbo 'masterizzare'.
FAQ - Che differenza c'è tra 'scrittura' e 'masterizzazione' di un Cd-Rom?
Entrambi indicano il medesimo concetto ed essendo divenute sinonimi in pratica non si distinguono. Dal punto di vista logico, sarebbe preferibile il primo termine perché ha un opposto automatico come 'cancellazione dati' che il secondo non ha (non esiste 'smasterizzare' o 'demasterizzare'). Anche qui, confermo insomma che il 'masterizzare' benché sia ormai di uso standard lascia qualche perplessità a un esame logico.
FAQ - Potremmo dire anche 'incisione' di un Cd-Rom?
Beh, il termine fa pensare più a uno studio di registrazione con basi musicali. Chi ha semplicemente dati da trasferire non troverebbe facile far vincere in dominio (qui uso il gergo di Grammatiche, quello tipico mio) la semplice incisione. Infine, diciamo pure che quest'altro sostantivo non ha mai insidiato gli altri due. Nemmeno 'registrazione' di un Cd-Rom ha avuto successo: troppo facile vederlo confinante con i comuni nastri delle nostre cassette audio. All'inizio, comunque, dicevano anche questo. Nel 1995, ricordo di aver visto qualche pezzo che riportava il concetto come 'Cd-Recorder' o un 'Cd registrabile'. Con il programma Nero tutti ci abituammo poi a vedere l'espressione generica 'Creare un Cd dati', ma a quel punto scivolare da subito nel comodo 'masterizzare' fu una tentazione che ebbe successo.
FAQ - Perché 'duplicare' un Cd-Rom viene anch'esso poco facilmente?
Il verbo 'duplicare' ha sempre avuto scarsa presenza. Appare un tantino burocratico, ma bisogna riconoscere che è quello forse più universale nel dominio. Credo però che la gente non lo userà mai.
FAQ - Quanto all'oggetto, avremmo potuto avere un sostituto perfino per il masterizzatore?
Avremmo dovuto (verbo 'avere', vedete) stare come per il Dvd con una cosa tipo Cd-Recorder. Sarebbe tornato dunque il 'registrare'. Ma, come abbiamo visto, questi apparecchi - che si contrapponevano ai lettori - arrivarono sul mercato già con il termine attuale e in questo caso (diversamente da segreterie telefoniche e fotocopiatrici, vedi mia pagina 'lezioni') non c'è stata nemmeno lotta.
Perché sia poco logico usare il verbo 'masterizzare' appare chiaro dalla fonte. Se il master, nella videoregistrazione, era la fonte originale da cui avere le copie il verbo 'masterizzare' avrebbe dovuto essere per logica il contrario di quello che intendiamo ora: restare alla fonte originale, in quanto il verbo avrebbe dovuto significare soltanto 'fare un master'. Io avrei 'masterizzato' il primo nastro di un programma, e poi fatto le altre copie. Invece la natura fece intendere 'fare come il master' e in questo modo certo apparve normale anche utilizzarlo per un semplice 'copiare dalla fonte originale'. Se stiamo poi al concetto puro e semplice, direi che va molto meglio dire 'Masterizzare dati (su un Cd)' che 'Masterizzare un Cd', e lo stesso 'Scrivere Cd' è meno bello che 'Scrivere su Cd'. Ma l'uso si è affermato anche senza preposizione intermedia e non sarò certo io - che non riesco a usarlo - ad avere la forza di fermarlo.
Pagina del 15 giugno 2006, ultime modifiche il 16 giugno