
Una visita nella Libia degli anni '20, che si chiama Tripolitania
Molto interessante questo estratto dalla guida del Touring Club Italiano del 1929 su colonie e possedimenti (isole Egee, Cirenaica, Tripolitania, Eritrea, Somalia). Colpiscono immediatamente alcuni particolari. Si legge di istituzioni e cose burocatiche ormai non più esistenti da molto tempo, si legge di attività condotte e descritte in maniera molto formale (distanza enorme tra autorità e cittadini), si legge di un'epoca in cui tutto era più illusorio poiché veniva attribuito a tutto un valore di per sé. Per la lingua, oltre a ciò che annotiamo sotto si osserva un uso smodato e abbondante di abbreviazioni delle parole, come se queste abbreviazioni fossero possibili sempre e a piacimento.
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TRIPOLITANIA E' la più vasta delle Colonie italiane e la più vicina alle coste della Patria, della quale felicemente fu detto costituire la 'quarta sponda'. Perciò è quella che ci interessa più particolarmente e sempre più deve interessare l'Italia, grazie ai ricordi del dominio romano, alle notevolissime vestigia monumentali (Léptis Magna, Sabratha), al fatto che vi sorge la maggiore e più popolosa delle nostre città coloniali, alla suggestione di paesaggi e di costumi non familiari a occhi italiani e soprattutto grazie alle possibilità agricole già avviate a sicura e prossima realizzazione mercè l'opera assidua, saggia e paziente dei nostri coloni. La stagione più adatta è la 2° metà d'autunno (16 ott. - 30 nov.), quando le piogge non hanno ancora del tutto imbevuto il terreno e la temperatura è mite. Anche i mesi di feb. e mar., pur non essendo privi di giornate calde e un poco ventose, sono abbastanza indicati. Lo stato del mare, spesso cattivo nel periodo invernale, non costituisce un ostacolo per chi non soffre in maniera particolare del mal di mare, grazie alla brevità della traversata e alle ottime condizioni del magnif. porto di Tripoli, che permette quasi senza eccezione l'accesso ai piroscafi con qualunque fortunale, e anche al fatto che le altre località costiere della Colonia sono più comodam. e più rapidam. accessibili per via di terra che per via di mare. I cittadini italiani che intendono recarsi nella Colonia devono essere muniti di lasciapassare per le Colonie della durata di un anno, che viene rilasciato nel Regno dai Prefetti o dai Questori, nelle Colonie dai Governatori, all'estero dalle autorità diplomatiche e consolari autorizzate al rilascio dei passaporti, su domanda in carta bollata da L. 2, accompagnata da una marca da bollo da L. 5, e da due fotografie. Sul lasciapassare, che contiene tutte le indicazioni relative alle generalità e ai connotati di colori ai quali è concesso, possono essere iscritti oltre al titolare i familiari conviventi. A Tripoli sono numerosi e buoni alberghi che soddisfano alle esigenze di qualunque clientela; a Zliten esiste un piccolo buon alb.; a Gasr Gariàn è una succursale del Gr. Hotel di Tripoli. Nelle altre località l'organizzaz. alberghiera è deficiente o nulla, ma quasi ovunque si trova mensa di presidio e si può avere alloggio presso le autorità militari, specialm. se il turista è munito di qualche commendatizia del Governatorato. Siccome quasi tutti gli alb. sono condotti da italiani, anche la cucina è italiana e si trovano ovunque commestibili, vini, acque minerali, frutta in iscatola, di produz. italiana. |
COLONIE maiuscolo è tipico dell'epoca. Lo stesso dicasi di PATRIA, parola decaduta nel suo valore che oggi predomina (nei casi rari in cui la si usa) in senso ironico o come mera citazione. DELLA QUALE FELICEMENTE FU DETTO ecc. Questa frase ha una costruzione dell'epoca, oggi impossibile a trovarsi. A noi piace, per vari motivi. SEMPRE PIU' DEVE INTERESSARE L'ITALIA è una frase sopra le righe, con un tono di 'spinta' e di 'consiglio'. NON FAMILIARI A OCCHI ITALIANI. Nessuno la scriverebbe più, oggi. MERCE'. Antico troncamento di mercede, utilizzato in forma di preposizione ('per', 'grazie a'). Scomparve dagli usi negli anni '50. COLONI fa sorridere, perché qui si intende la totalità dei cittadini residenti nelle colonie, mentre la parola è rimasta in seguito soltanto nell'accezione dell'attività agricola. La '2° metà d'autunno' con l'ordinale scritto in cifra fa sorridere. IMBEVERE IL TERRENO è un'espressione piuttosto fuori epoca, ma soprattutto appare peregrina in mezzo a consigli turistici.
LO STATO DEL MARE, SPESSO CATTIVO ecc. è una frase necessaria e rivolta a turisti che allora disponevano soltanto di viaggi per mare, perché non esistevano aerei ad uso passeggeri sul Mediterraneo.
FORTUNALE significa 'tempesta di mare con vento'. Parola quasi scomparsa. Suona poco.
LASCIAPASSARE era un permesso scritto che veniva rilasciato quando non esistevano impedimenti alla libera circolazione del singolo. Da notare ancora una volta come si parli dell'Italia come Regno.
TUTTE LE INDICAZIONI RELATIVE ALLE GENERALITA' E AI CONNOTATi è eccessivo e fa parte della burocrazia ridondante dell'epoca. Si poteva dire semplicemente 'con le generalità'.
A TRIPOLI SONO NUMEROSI E BUONI ALBERGHI. Qui notiamo come all'epoca si usi correttamente il locativo 'essere' in luogo di 'esserci'. Oggi diremmo tutti 'A Tripoli ci sono'. Mi auguro che si recuperi questo corretto uso senza la ripetizione di oggi. SODDISFARE oggi viene usato transitivamente. L'ORGANIZZAZIONE ALBERGHIERA DEFICIENTE fa sorridere, e oggi verrebbe 'cancellato' perché quasi offensivo. Eppure, sarebbe meglio che riprendessimo il verbo latino 'deficere' proprio nel significato originario 'mancare di' (non c'è nulla di lesivo o di irrispettoso se si è carenti di qualcosa). MENSA DI PRESIDIO è un termine dell'epoca per indicare spacci o locali in cui le autorità o gli addetti militari consumavano brevi pasti. COMMENDATIZIA fa ridere. Era semplicemente una 'lettera di raccomandazione'. ALBERGHI CONDOTTI DA è un'espressione che in seguito è scomparsa dagli usi della nostra lingua. Scarso l'uso odierno del termine 'COMMESTIBILE'. IN ISCATOLA è una liaison dell'epoca. Pagina del 18 settembre 2002 |