INDICE DI RELAZIONE

L'indice di relazione è la possibilità che quella parola ha di combinarsi con il resto del dizionario, cioè il numero che fornisce una indicazione dei rapporti intrattenuti dalla parola con tutte le altre. Se si tratta di un sostantivo, la parola va in una duplice direzione: dapprima cerca il verbo, e in un secondo tempo - eventualmente - l'aggettivo. Se si tratta di un aggettivo, la parola ha sicuramente già un altro campo semantico davanti, quello del sostantivo cui unirsi (questo vale anche nei casi in cui può stare da sola, es. : se una persona esclama la parola 'bello!', significa che sta dando valore a qualcosa che è già sotto la sua percezione, come un campo di fiori o un pezzo musicale). Se si tratta di un verbo, sono possibili varie combinazioni dipendenti dal contesto. Un verbo può stare da solo ('Piove!') oppure in compagnia ('Che ore sono?'). Se può stare 'anche' da solo, ha il 50% di possibilità di unirsi o meno in dipendenza del fatto che l'intero concetto sia implicito o no nel verbo. Se non può stare da solo ('Ho preso 30 e lode all'esame di anatomia') occorre una buona sistemazione, e dunque agisce un notevole campionario di concordanze o rifiuti che fa da sempre la storia delle lingue.

Questo indice è anch'esso variabile nel tempo, ma in maniera meno accentuata dell'altro (quello della probabilità). Una volta assestata la parola, cioè una volta incardinata nel dizionario di una lingua, la parola stabilisce immediatamente un certo rapporto con le altre. Si va dal rifiuto totale di accoppiamento al matrimonio fisso, a seconda dei casi.

In prospettiva, questo è il concetto più importante. Data la delicatezza dell'argomento, il lettore comprenderà i motivi per cui non mi dilungo per ora in materia.

Pagina del 23 agosto 2002