L'indice di probabilità

Cosa è l'indice di probabilità?
E' il numero che indica la possibilità che una parola o una frase hanno di essere pronunciate dal parlante. Questa probabilità ovviamente ha una grande variabilità nel tempo. L'interesse della materia risiede soprattutto nel diverso indice in periodi diversi.

Da cosa dipende?
Dipende da fattori esogeni ed endogeni. Siccome la lingua è composta da un elemento soggettivo che si connette a uno oggettivo noi in pratica parliamo ciò che ci troviamo a parlare in un certo periodo. Questo aspetto lo analizzo con più dettagli nella pagina sull'errore. Al momento in cui si forma l'immagine del concetto (attenzione, si tratta di centesimi o millesimi di secondo) ciascun fonema naturalmente arriva oppure non arriva, cioè - salvo soggetti balbuzienti - lo emettiamo coi nostri organi vocali in maniera risolutiva. 'In maniera risolutiva' significa che ciascuna emissione, in quel momento, esclude automaticamente tutte le altre possibili. Sembra una cosa ovvia e banale. Invece è al contrario un fenomeno interessante e complicato (di cui non possiamo renderci conto razionalmente, perché tutto avviene in istanti non percepibili dalla nostra coscienza). Ciascuna parola in quelle infinitesime parti di secondo ha a che fare con due distinti campi:

a) Campo esterno, c.d. DOMINIO (=campo semantico che viene riempito da un certo numero di parole, già esistenti o no)

b) Campo interno, DIZIONARIO LINGUA DI APPARTENENZA (=insieme dei rapporti di combinabilità intrattenuti dalla parola con le restanti parole di una lingua).

Per essere pronunciata (una parola o una frase) deve 'vincere', per così dire. Cioè deve superare da una parte la concorrenza, e dall'altra deve riuscire a combinarsi in qualche maniera con il resto della frase. Quando noi pronunciamo una intera frase tutto questo naturalmente è gia avvenuto, senza che ce ne siamo accorti.

Facciamo un esempio pratico.

ESEMPIO N. 1 - Un signore entra in uno scompartimento di un treno e chiede ai due passeggeri che vi trova all'interno: 'E' libero questo posto?'.

La signora A ha immediatamente un moto spontaneo, derivante sia dalla corrente di simpatia instaurata dal nuovo venuto sia dalla certezza della risposta affermativa. Si forma nel suo cervello l'immagine della certezza, e dunque del 'sì', ma in maniera più forte della semplice particella. In quel momento dunque, la parola 'certo' cattura il dominio e non ha problemi di relazione col dizionario potendo stare da sola. La signora esclama immediatamente 'certo!'. Che indice di probabilità ha quella parola, di essere pronunciata? In questo caso un indice abbastanza alto: nel campo esterno prevale su 'certamente', 'sicuro', 'sì', 'come no', 'si accomodi', ecc., mentre nel campo interno non ha alcun problema perché può star da sola. In questo caso dunque possiamo assegnare alla parola 80%.

La signora B vorrebbe dire di sì, però ama la solitudine e non ha voglia di stare con nuovi compagni nello scompartimento. Nel suo cervello si forma, in maniera più lenta che nella signora A, la parola 'sì, che è un suono neutrale, cioè può essere emesso senza partecipazione o coinvolgimento nella situazione. In questo caso, la parola 'sì' ha un indice ancora più alto che nel caso precedente, perché nessun altra parola potrebbe esprimere la neutralità di tale assenso. Anche qui nessun problema di campo interno. Possiamo assegnarle il 95%.

ESEMPIO N. 2 - Una signora è all'interno di un mercato e sta per acquistare un chilo di arance, ma ha le banconote e gli spiccioli contati. Il fruttivendolo dice: 'Signora, fa un chilo e trecento, le va bene lo stesso?'. Qui il processo è leggermente più lento e fa i conti anche col campo interno.

All'esterno, varie parole e varie espressioni si contendono il dominio. Proviamo a vederne un piccolo campionario.

'No, ne volevo proprio un chilo' (PROBAB. 90%)

'No, non ho moneta' (PROBAB. 80%)

'No, ho i soldi contati' (PROBAB. 80%)

'No, non ci arrivo col denaro'. (PROBAB. 70%)

'No, non ce la faccio coi soldi'. (PROBAB. 65%)

'No, mi mancano i soldi' (PROBAB. 60%)

'No, deve farmi proprio un chilo'. (PROBAB. 50%)

'Beh, se me le dà per lo stesso prezzo...'. (PROBAB. 30-40%)

Tutte queste espressioni sono variamente intercambiabili o modificabili a seconda della giornata della signora (umore, voglia di parlare ecc.), del posto in cui si svolge la scena (in Friuli la frase n.4 acquista un indice più alto; in Sardegna la n.5, nel Lazio la n.8 ecc.ecc.), e di altri elementi irrazionali.

Se la signora volesse usare ad esempio la parola 'contante', questa parola - già debole nel campo esterno - troverebbe scarso appoggio nel campo interno, cioè nel dizionario della lingua italiana, perché non potrebbe combinarsi facilmente con altre e dunque formerebbe una frase con molta più difficoltà. Per definire, diremo che in quel contesto la parola 'contante' ha una probabilita media 5% (che significa comunque qualcosa, rispetto allo 0,5% di 'carenza di denaro' via via fino ai più improbabili sullo 0%). Dunque abbiamo visto un caso in cui la probabilità dipende anche dalla relazione interna con le altre parole. Nell'esempio n.2 le cifre da noi riportate rappresentano un indice medio, cioè una valutazione di massima sulle probabilità che quelle espressioni hanno di poter essere pronunciate. L'insieme delle diverse combinazioni calcolate secondo una media fornisce l'indice di probabilità.

Questa pagina, che contiene scritti del dicembre 1999, fu aggiornata per l'ultima volta il 3 novembre 2002