Qui troviamo l'accezione più bella della parola. Giornale come registrazione di fatti o note dell'attualità, come nel francese journal. Cosa assai diversa dal 'giornale' come lo intendiamo noi, in quanto oggetto che arriva in edicola.
La pagina va letta dal basso verso l'alto.

Qualcuno ha pensato che fosse giusto prima o poi fare in modo da avere 'interattività' o una forma di 'diretta'. Sembra normale e scontato osservare che telepatia (provate anche a voi a eliminare articoli quando non sono necessari) si sviluppa a distanza, e se due persone stessero sempre insieme non ne avrebbero bisogno. Non è così.

LA DISTANZA VIVIFICA E TI AIUTA A RINFORZARE I SENSI - La sensibilità è forte proprio perché viene stimolata. Se la persona amata sta sempre con voi non riuscirete mai a capire quanto conti, perché non potrete sperimentarne la mancanza. Per capire quanto si abbia desiderio o necessità di una cosa è fondamentale provare cosa significa non averla.
Con le percezioni (extra)sensoriali è la stessa cosa. Misurarsi in condizioni più difficili rafforza. Telepatia si ha ugualmente, anche a due metri di distanza. Essa agisce a prescindere dalla misura della distanza tra persone. Però se non vi mettete alla prova con l'assenza non la stimolerete. E' come se uno dicesse di saper nuotare ma stesse sempre dove si tocca. L'abilità natatoria si sviluppa meglio dove non si tocca più con i piedi (7 agosto 2005)

L'autonomia di un organo non può essere disgiunta da responsabilità che pendono pur sempre su individui. Quando noi diciamo che un organo è indipendente, questo non significa che esso sia insindacabile se si comporta in modo non conforme a prescrizioni o a un codice interno.

NESSUNO E' INSINDACABILE - A questo principio dovrete abituarvi. Nessuno, nessuno uomo per i suoi comportamenti può essere ritenuto esente dall'applicazione di norme e principi. Quando noi diciamo che un organo è autonomo, intendiamo dire che sopra di sé non prevede altro organo che possa decidere su di esso. Tutto questo si contempera con un ovvio principio: se voi 'sgarrate', anche se siete autonomi (anzi, proprio perché lo siete e dovete dunque dare l'esempio) dovrete valutare voi stessi il vostro comportamento e la vostra posizione. L'autonomia vi venne concessa proprio in considerazione del fatto che si supponeva che a un tale organo salissero persone responsabili. Chi la diede aveva presenti forse Einaudi, forse i giovani Carli o Baffi. Non poteva avere la palla di vetro per scorgere il mandato conferito nel 1993 e il sèguito. In tal caso, forse, avrebbe fissato paletti in più (7 agosto 2005)

Ssssshhh...

La vacuità di coloro che fanno discorsi su ordine pubblico e criminalità stupisce. Se un ministro sulla cinquantina fa ogni giorno dichiarazioni su chi delinque ci si può tranquillamente chiedere perché faccia il ministro e che cosa abbia maturato nella sua vita.

RICAPITOLANDO - Per chi avesse perso la testa (e sono parecchi, da quel settembre 2001). Le azioni proibite dal codice penale (uccidere, rubare, rapinare per strada ecc.) si dicono 'reati'. Due organi cercano di prevenirle oppure le puniscono nel dopo: polizia e carabinieri, nell'immediato; magistratura, per le conseguenze. I primi dipendono - almeno in parte - dal Ministero dell'Interno. La seconda è un ordine indipendente e autonomo (e dunque non può interloquire con esso il Parlamento). Reati se ne compiono da sempre. Da che esiste genere umano sulla Terra. Discutere della materia non ha alcun interesse. Chi infatti compie quei reati non ha un cervello e un'integrazione sociale pari a comprendere il livello di esistenza di chi non li compie. Noi oggi abbiamo solo due possibilità: educare dal principio queste persone, considerato che la loro famiglia non lo fece o che quella famiglia nemmeno ci fu, oppure riservare a queste persone il minimo di attenzione e di chiacchiera possibile (7 agosto 2005)

Tra le cose che più stupiscono, l'entusiasmo di alcuni quando leggono di improvvisi provvedimenti contro immigrati fiancheggiatori del terrorismo o essi stessi dediti alla guerriglia. Questi provvedimenti sono SEMPRE esistiti, in tutte le nazioni del mondo.

COSE ESISTENTI DA SEMPRE - Qui gli individui non capiscono che il loro cervello prepara suggestioni fittizie e del momento. Se un premier strombazza ai quattro venti che d'ora in poi i permessi agli stranieri verranno valutati dice una cosa di fantasia, perché i permessi di residenza sono sempre stati valutati. Non solo: a chi vive con regolare lavoro in Italia, da anni, non viene nemmeno concessa la cittadinanza. Il foglio di via e l'espulsione esistono in Italia da sempre. L'espulsione dello straniero esiste da sempre (7 agosto 2005)

G.W.B., T.P.S., P.I., sono solo alcune tra le persone di cui l'autore ha espresso un apprezzamento negativo. Questo non implica un vincolo a continuare a parlarne male. Non significa che si diventi nemici (allontanate quest'ultimo pensiero!). Se queste persone compiono azioni positive e apprezzabili, l'autore parlerà bene di G.W.B.,T.P.S., P.I.

PER CAMBIARE, DOVRETE ANNULLARE ALLA RADICE I CATTIVI PENSIERI - L'autore non è mai anti-qualcosa o filo-qualcosa. I miei occhi leggono, osservano e alla fine valutano.

Talvolta l'autore ha perfino assunto, temporaneamente, i vostri cattivi pensieri per poterli distruggere. Quando ha visto che i lettori si fissavano con idee o convinzioni errate, le ha puntualmente smentite. Non c'è cosa peggiore che dover constatare la presenza di idee errate di te nella mente degli altri.
E una delle cose più divertenti è trovarsi ogni volta a polverizzarle, in un attimo. Poterlo fare non dipende da qualifiche, ecco il punto. Chi è in grado di polverizzare false opinioni o idee altrui ha una grande potenza, perché significa che domina da solo la realtà e ha la forza di farla corrispondere alla verità quando occorra (6 agosto 2005)

Uomini del vecchio mondo. Non conoscevano il passaggio ad altre attività, se guadagnavano una facile ribalta. Se non avete fatte cose belle e altri reclamano un cambio / Se vi hanno fischiato / Se l'opinione pubblica pensa che dovreste dimettervi... vuol dire che è già tardi. Se aveste dignità avreste già dovuto farlo... voi stessi, da soli.

Abituarsi a questo è come abituarsi a giornate di sole e giornate di pioggia. La natura stessa che parla.

PER LASCIARLO, QUEL VECCHIO MONDO, DOVETE SAPER LASCIARE ANCHE LA POLTRONA - Io capisco che un impiegato, con uno stipendio basso, si trovi costretto a tenersi stretto l'impiego per mancanza di risorse. Ma se avete svariati milioni in banca, non ha senso che teniate stretta una poltrona. Qualcuno vi ha detto 'picche'. Questo qualcuno possono essere: un superiore o un organo della vostra corporazione, i fischi della gente, i commenti sui giornali, le opinioni, la realtà. Se succede questo, è bello che vi dimettiate. Perché significa che avete capito. Poi, il futuro potrebbe riabilitarvi... in tanti modi. Per il momento, se avete una vostra autonomia, lasciare la poltrona è una cosa normalissima. Di cosa vi lamentereste? Avete tutto il denaro che volete, avete tutto un mondo intorno a voi da visitare, avete tante altre cose. Se la federazione vi ha radiato, ci sarà un motivo. Altrimenti, non lo avrebbe fatto. Certo che se voi pubblicate le foto di 40 parlamentari perché hanno votato contro la spedizione in Iraq o se dedicate pagine alla pedofilia in modo non corretto, questo non è consentito a un giornalista professionista. Se lo avete fatto, siete caduti. Accettatelo, e dimettetevi. Altrimenti, sarebbe inutile che esistesse un organo e che questo emettesse sanzioni. Pensate che un tribunale condanni una persona a detenzione: questa deve sottostare a quella decisione (altrimenti, sarebbe inutile che esistesse il tribunale). Senza capacità di dimettersi, l'uomo diventa la peggiore bestia del pianeta. L'esistenza si ridurrebbe solo a uno 'stare seduti'. Essa è fatta invece di alti e bassi, conquiste e crolli, salite e cadute (6 agosto 2005)

Uomini del vecchio mondo. L'interesse di ciascuno veniva considerato ogni volta, come se valutare qualcosa fosse un fatto di favore o sfavore. Abituatevi... Ricevere una valutazione non ha a che vedere con le relazioni umane. Tra l'altro, in futuro potrebbero essercene altre positive. Tu hai fatto quella cosa... quella cosa non è venuta bene... e noi, se dobbiamo parlarne, lo diciamo. Se fosse venuta bene avremmo detto: "E' venuta bene, bravo". C'aggia fa'?

PER LASCIARLO, QUEL VECCHIO MONDO, DOVETE ESSERE VOI DIVERSI - Uno dei verbi che viene usato, quando mi rivolgo direttamente a loro, è avercela. Io dico: "Quella cosa non è adatta a te, sarebbe meglio che facessi quest'altra". E ti spiego perché. Questo non vuol dire 'avercela', con te. Anzi, ti ripeto: se vuoi usciamo insieme e facciamo una chiacchierata. Io ho fatto una valutazione e questa per te è stata negativa. Non era scritto da qualche parte che dovesse essere positiva. E non vedo neppure perché questo debba causare dispiacere. Magari farai di meglio, in futuro.
Guardate Zucchero come se l'è presa (bastava mettere insieme tutto quello che è accaduto nelle ultime quattro settimane, perché poi reagiscono... e da quello capisci che ci sono rimasti male). Nel mese di luglio 2005 avete fatto un sacco di cose, avete scritto un sacco di cose su di lui. Tutte cose non necessarie, cose in più. Il fatto è che si abituano talmente a quelle altre cose che la minima osservazione viene presa male, perché l'essere insorge. Cosa c'era di male a dire che ho ridotto lo spazio? (6 agosto 2005)

Visto quanto sta costando la presidenza Bush agli Stati Uniti? Voi fate un calcolo - a partire dal primo 2001 - e non troverete somma uguale in tutta la storia degli Stati Uniti.

UN DISASTRO IN VITE UMANE - In Italia si usa dire: contenti voi... Se voi siete contenti di veder morire ogni giorno soldati americani in un territorio sul quale non hanno sovranità, se voi siete contenti di far passare il tempo con armi ai giovani meno istruiti...

Noi diciamo che uno Stato decade, nel suo insieme, quando le strutture politiche - guidate da persone non capaci - decadono. Il popolo può soltanto ignorare oppure capire senza poter fare alcunché. Io aggiungo: purtroppo. Non sono certo contento. L'inglese americano è diventato ormai la mia lingua stabile e in molte occasioni precede perfino l'italiano, nei miei pensieri. Dovrete essere voi Americani, che mi state leggendo in grande afflusso, a capire dove e come modificare il vostro sistema politico 'ingessato' (5 agosto 2005)

Il 'Codice da Vinci' è un romanzo del 2003, che ha spopolato nelle vendite negli ultimi 20 mesi. Un caso letterario che ha fatto parlare di sé. L'autore ne parlerà il 5 agosto, cercando di dare indicazioni. Egli racconterà, in dettaglio, la cronaca intera della sua lettura dell'opera (comprendente osservazioni sul testo, sui suoi significati e anche sulla traduzione in italiano). Avremo dunque una pagina che sarà sia recensione sia cronaca personale.

4 AGOSTO 2005 - RITORNO ALLA REALTA' - Ho posto fine a un intero ciclo, comprendente almeno venti secoli. Oggi quel che è successo non si può più cancellare. Esso è già storia. Necessario però porre a questo punto una pietra e ri-cominciare. Ricominciare in tutti i sensi, quindi a partire dalla fissazione di gerarchie che tali non sono più. All'opera di riconversione di quella parola (alternativa, come abbiamo spiegato, alla sua completa abolizione) si legherà per logica una necessità di ristrutturare tutta la società. Siccome ciò non può essere fatto tutto in una volta, la realtà cambierà probabilmente per ciascuno in un momento diverso entro un tempo continuato di parecchi anni. L'importante è stato avere posto quella pietra. I valori (nuovi o meno) che scaturiscono da questo ri-cominciare sono già emersi nella trattazione di queste due opere. In pratica chi mi ha letto, giorno per giorno, li ha appresi senza necessità di avere un 'libretto rosso' o un 'vangelo'. Questa pagina stessa è intrisa di valori da osservare (impliciti anche nella critica di quelli da abolire).

Chi decise quell'incarico? Se non aveva egli stesso competenza per decidere perché non si opposero dall'esterno a quella nomina? E così pian piano tutta la società riprenderà a funzionare, senza dover constatare di volta in volta la presenza di gente incompetente o al posto sbagliato. I danni? Se potete, domandateli anche a chi fece la nomina

LA QUESTIONE NON CAMBIA - G.A.S., uno di quelli che vorrebbe non dover considerare terminata la funzione del suo gruppo, scrive oggi un articolo di 'smontatura' di un uomo. La 'smontatura' è quel procedimento con cui si distrugge in pratica la (presunta) reputazione di un uomo (che il più delle volte è solo quello che egli crede o mette in giro di se stesso) descrivendo la totale inconsistenza del suo percorso e lo scarso valore del suo essere, in base a un semplice esame della realtà. Quando fa queste cose, un quotidiano si rivela ovviamente incisivo. Ma non posso che ripetermi: se lo 'smontato' aveva assunto incarichi o funzioni importanti, dovrete sempre verificare - se potete, e se non si trattava di normali elezioni - chi lo ha nominato (2.8.2005)

In alcuni casi non esiste una regola fissa, e proprio questo determina la regola. Potremmo dire: oggetto che si allunga o si accorcia a seconda del letto in cui si ritrova.

ALCUNE COSE VANNO DEDOTTE - Il ristabilimento di Americani con la maiuscola ormai l'avete capito. Ma nelle mie pagine trovate sia un Sud sia un sud, sia un southern sia un Southern, sia un Western sia un western. Cosa vuol dire? Qui non esiste una regola? Al contrario: la regola è proprio il fatto che quelle iniziali possono variare, a seconda del contesto. In uno vanno scritte in un modo, in un altro nell'altro. Chi legge dedurrà la regola di quella frase (2.8.2005)

La sofferenza degli immigrati di etnia araba è implicita, naturale, poiché sta nel fatto stesso di dover immettere il corpo a una certa età in un ambiente per loro estraneo e spesso anche ostile. Di questo dovete tenere conto. Se George W.Bush fosse andato a vivere stabilmente in Siria nel 1970, senza denari di famiglia, come avrebbe campato? Già questo paragone deve darvi l'idea.

COME DUNQUE SI TROVANO A VIVERE - Non essendoci spazio per dare il massimo (possibile) a tutti, molte conseguenze discendono da questo. Essendo tale il quadro (vedi due note precedenti), si è formata durante il corso degli ultimi 15-20 anni una condizione etnica 'a parte', che è quella degli emigrati all'estero. Essa è differente da quella degli emigranti di un secolo fa, che andavano una volta per tutti negli Stati Uniti e là si sistemavano per sempre sfornando cibi da una cucina o servendoli nei ristoranti. Oggi, tutto il mondo (ad Ovest, specialmente) ospita residenti che appartengono a un'etnia diversa da quella tradizionale del luogo. Essi hanno quasi sempre mentalità lontana e riti propri, ma vivono inseriti nelle medesime strutture di vita dei residenti (2.8.2005)

L'immigrato di lingua araba che diventa autonomo con un suo esercizio commerciale (aziende, negozi, macellerie ecc.ecc.) fa certamente una cosa bella, che vale di per sé una certa considerazione da parte di tutti. Ma sappiamo anche che non c'è spazio per tutti. Chi rimane ai margini farà l'ambulante con i classici tappetini per terra o - se non ha solidità umana - si darà ad azioni varie di guerriglia. Queste ultime non possono essere prese molto sul serio, e comunque non possono diventare oggetto sistematico di commenti sui media. Fare ad esempio molti discorsi su Al Qaeda è come discutere per ore sulla malvagità di coloro che commettono una rapina in banca

UNA VISITA CREA GLI SPAZI CHE TROVA - Sempre meno si usa una visita in casa altrui, oggi. Al massimo si esce, anche per coppie. Per un ricevimento, occorrerebbe avere un appartamento molto bello e ambiente adatto per intrattenere in un tempo continuato (cosa che appunto fanno alcune signore, che poi vengono definite 'quelle dei salotti'). Era un uso molto radicato, fino a una ventina di anni fa. Tramontata l'era-Craxi, fu difficile anche formare o combinare dei gruppi. Il 'fare una visita' è diventato così espressione della vita politica (il presidente visita oggi il mausoleo dei caduti, la visita del capo di Stato americano, ecc.).
Un cittadino del Medio Oriente che fa una visita a una città dell'Europa occidentale trova naturalmente un tenore di vita e una facilità di operazioni meccaniche che la sua nazione potrebbe solo sognare. Ma è difficile vederlo fare il turista. Se è in giovane età, profitta (soltanto) cercando un'attività remunerativa. Di più non può fare perché non c'è uno scambio effettivo tra la nostra gioventù e quella degli immigrati del mondo arabo. Questi ultimi, all'inizio, usufruiscono delle nostre strutture (supermarket, Tv, radio, mezzi di trasporto ecc.) senza un'integrazione effettiva dal punto di vista sociale. Qualcosa di diverso si è visto quando alcune Regioni hanno permesso loro - con i vari Statuti - di votare, insieme con i cittadini veri e propri. Tutte queste cose dovrebbero essere prese in modo neutrale e realistico, senza mai esasperare i toni né da una parte né dall'altra (2.8.2005)

Voi leggete di 'alto tenore di vita' o di 'livello tecnologico' solo sulla carta. Poi, quando andate sul posto, mica parlate con la gente usando quei termini. Si tratta di vivere, di integrarsi, di interessarsi a realtà umane che non possiedono standard di avanzamento del progresso. Chi si interessa alla società 'dal vivo' scambia comunque relazioni che investono il corpo, fisicamente inteso. Non va al Cairo per contare quanti computer pro capite sono presenti in città.

UN APPROCCIO ERRATO - E così anche l'approccio in termini di 'civiltà' è sbagliato, ed è proprio quello che determina ancora separazioni e rancori. Una civiltà araba o islamica esistevano nel tardo Medioevo. Da due secoli, quel mondo non offre più apporti che facciano lievitare l'onda del progresso. Allo stesso tempo, però, è inutile metterlo in comparazione con l'Occidente. Anche un cieco capisce che su un campione di popolazione l'Establishment occidentale e le strutture più avanzate delle nazioni più sviluppate sono immensamente più avanti delle classi dirigenti e delle strutture sociali dei paesi del Medio Oriente. Chi non ha tecnologia allo stesso livello resta a uno standard di vita più primitivo. Ma neppure questo può fare una 'hit parade' delle civiltà. Un più alto livello tecnologico non necessariamente rende più interessanti gli individui o la vita sociale entro l'agglomerato urbano. E così questo si concilierà con la mia osservazione (vedi pagina 'Eurabia') sul maggiore interesse sociale di una visita al Cairo rispetto a una a Milano o Stoccolma. Il pensiero, qui, non stilerà mai classifiche. Ciascun individuo, ciascun agglomerato, ciascuna nazione hanno caratteristiche. Impariamo a rispettarle (2.8.2005)

Two or three successul operations, among thousands of unsuccessful ones, can never make up for the outrageously expensive investment (both in time and money)

THE MOST VICIOUS TRICK - From now on, every time police arrest a criminal suspect after using an electronic listening device (bugs) or surveillance cameras they're likely to address their thoughts to my page condemning this kind of strategy (by the way, one of the most visited). Lately, we've been listening even to press conferences boasting the strategy by declaring it as 'the most efficient'. I'd like to assure them I've no intention of changing my mind (1.8.2005)

Tenzin Gyatso (did I write his name well?) is a clever man, although his clothes may appear more suitable to a simple monk. The point is that joining one's hands to pray had become too easy.

THE OLDEST KING - The temporal head of Tibet, in power since 1940, went today to Trentino Alto Adige, a semiautonomous Alpine region of Italy. After being welcomed by the president of the Trento province, he honored the former enclave by calling all citizens 'our elder brothers'. Then he went to a theater to make a speech before 1,000 people. I gather every day the same number of people in a few hours, for free. And it seems that there was no need of Dalai Lama to disclose the true character of god (1.8.2005)

Gloria Macapagal Arroyo, good-looking woman in power in the Philippines, is still fourth on the power list of women (that must sound different to them as it would be for a female steeplechase). There are maybe 30,000 US women that are more influential than her, but if you think that the Associated Press covered in 2004 Arroyo's aversion to unwanted kisses in the street you can easily find out how the positions of prominency are given.

THE LATEST FAD - Forbes magazine has been one of my frequent targets, although I cannot say it may be other than a pleasant periodical transforming even industrialists and businessmen into showbiz stars. Its maniacal interest in carrying on power rankings of the top 100 celebrities, with cardboard evaluations, is sort of true-life cartooning the current Establishment by giving each one a suitable rank among the others. The people holding most of the power may not be the most influential of the year. So they would need a refreshing course on how to evaluate everyone's importance (1.8.2005)

Dettaglio fondamentale: i Sauditi non concedono nemmeno visti, per soggiorno turistico, salvo che siate in mezzo a un gruppo di pellegrini oppure abbiate un invito di natura commerciale da parte di un'azienda locale. Potete riuscire a 'strappare' al massimo un'autorizzazione di transito se vi è necessario. In quest'ultimo caso (ci hanno raccontato) potrebbero anche smontarvi l'intera automobile a scopo di controllo.

RE FAHD - Occasione importante, quella di quest'oggi. Muore un monarca, non un capo di Stato. Coloro che mettessero il naso sull'Arabia Saudita, dopo aver appreso la notizia della sua morte resterebbbero di stucco davanti a un paese interamente costituito da sostanza religiosa e non politica. Credo che i Sauditi non possiedano nemmeno una Costituzione, poiché dicono di basarsi interamente sul Corano. Decidono sempre pochissime persone, da quelle parti, e tutte appartenenti alla famiglia reale. Dall'esterno appare come un 'regno' solido ma solo perché questo Stato ha avuto i pellegrinaggi alla Mecca da una parte e il petrolio dall'altra a sostenere. Ogni volta che si pensa a loro si ha l'immagine del ricco possidente che conta banconote e se ne sta tranquillo nella sua fortezza, proteggendosi dal mondo. Estintosi anche l'Islam, cosa diventeranno? (1.8.2005)

Probabilmente tutti noi assumiamo germi della cultura di un luogo. Ma sono cose invisibili, sepolte in una memoria genetica antica. Nessuno le nota, perché noi ci mettiamo a parlare e non possiamo essere dentro un corpo per individuare come partono idee, pensieri e parole. Per individuare germi entrati nella persona dovremmo possedere ad esempio un sistema anti-virus incorporato, fin dalla nascita, e ad ogni singolo apporto proveniente dall'esterno un bip segnalerebbe un tentativo di accesso simile a un'intrusione di sfondamento in un firewall di protezione. Troppo complicato, e materialmente irrealizzabile. E' invece possibile, se avete una grande sensibilità dentro il vostro corpo, 'sentire' le vostre difese in azione quando vi hanno trasmesso dall'esterno infezioni sessuali. Ma è una dote rarissima, per la quale occorre un organismo perfetto e integro che non abbia mai contratto vizi o impurità

ESISTE UN GERME DEL LUOGO? - Finora è accaduto due o tre volte, di spiegare perché nulla mi appartenesse della Sardegna. Vi sono nato, semplicemente, e vi ho vissuto per un certo numero di anni. Ma non ho mai avuto radici, né affettive né - suppongo - culturali. A 17 anni leggevo di jazzisti americani e seguivo uscite discografiche del Giappone. Se quindi mi identificate con l'isola, leggendo quelle tre pagine, siete fuori strada. Se fossi nato e vissuto nella prima parte a Udine o a Bari, a Marseille o a Bordeaux, a Birmingham o a Glasgow, direi esattamente la stessa cosa.
Io mi faccio prendere da cose molto diverse, che sono 'scienza' attorno al mio corpo. Etere, particelle solide o gassose, sogni, coincidenze, ricorrenze, eventi, inter-relazioni anche minime del vivere quotidiano. Dentro questo mondo, che poi è quello che racconterò, non esistono Toscana o Sardegna perché i concetti vivono in un universo globale che non ha frontiere di luogo. Una volta osservati e compresi caratteri che fuori da quei confini cambieranno, la mente è portata ad osservare altre cose ben più interessanti. E così il luogo (perfino quello nazionale, chiamato Italia) pian piano sparisce. E' lo stesso che dire: "In nulla ricorda la sua famiglia. Vi è soltanto nato". (1.8.2005)

Quanto alla desuetudine nell'imparare testi a memoria, non direi che questo abbia contribuito al suo indebolimento. La mente oggi spazia in un universo più vasto di quello della letteratura da imparare a memoria. Semmai diciamo che quella dei giovani non viene più addestrata a valori sacrali del vivere. Essi trascorrono giornate 'a caso', come se una fosse uguale all'altra. E proprio in questo senso urge che essi entrino nel mondo di Memoriale.

LA PERDITA DI MEMORIA STORICA - Trovo spesso questa notazione, nei giornali. Molti commentatori - come F.A. oggi - ritengono di attribuire a questa tante manchevolezze. Però non potete pensare che conoscendo le date di Garibaldi e Mazzini si risolvano i problemi o si acquisti una coscienza. Coloro che non conoscono la storia certamente non hanno dentro di sé quel filo continuo che lega il passato al presente, ma è più che altro educazione civica che dovrebbe essere data dalla scuola prima dei 15 anni.
Nel 2005 è un po' azzardato continuare a vedere il pianeta diviso in tante civiltà: l'avvento del personal computer e di una rete mondiale a disposizione di tutti hanno riallineato tutto e tutti. Se parliamo di una 'civiltà del digitale' sarebbe giusto decretare la sparizione delle civiltà geo-territoriali. Quando sono passato a Hong-Kong e poi a Bangkok non mi sono accorto che esistesse una civiltà diversa dalla mia (1.8.2005)

La nota qui a destra parla di due diversi tipi di rappresentanza. La prima è quella rispetto a un culto. Un'autorità suprema lo rappresenta - rispetto ai fedeli - quando quel culto è nato con quella. Se il culto non la prevedeva, crearne noi 1400 anni dopo non ha senso. Così, i vari presidenti delle varie associazioni (Musulmani d'Italia, di Francia ecc.) non si sa cosa presiedano. La seconda è quella dinanzi allo Stato. Questa è una cosa più concreta, poiché nel caso di accordi occorrerebbe avere un soggetto (autorità di rappresentanza di una comunità) che li sottoscriva. Però, tutte le menzioni fatte nelle Costituzioni riguardano principi generici di tutela e di garanzia. Soltanto questo. Se voi siete Musulmani, non avete bisogno che eventuali accordi abbiano una firma piuttosto che un'altra.

L'EQUIVOCO DELLA RAPPRESENTANZA - A.P. - riprendendo un pensiero di M.A. - sostiene in data odierna che nel corso degli anni, per motivi di debolezza, abbiamo permesso che la rappresentanza dell'Islam italiano venisse sequestrata dai Fratelli Musulmani e dai Wahabiti, pericolosi gruppi fondamentalisti. Ecco idee da estirpare. Intanto, non esiste una rappresentanza. L'Islam, che nacque come culto senza pontefici e senza autorità di imposizione nemmeno sacerdotale, non possiede una rappresentanza ufficiale nei vari Stati. Esistono solo piccole associazioni, magari con un presidente, che si assumono il nome del culto. Nelle moschee si prega ciascuno per sé, nonostante la presenza dell'imam (ma anch'esso, figura informale). Essendo queste le condizioni, non ha senso vedere in quei gruppi violenza collegata al culto se all'interno di un gruppo di 800 persone si registra una presenza quasi fisiologica di 46 criminali, 180 ignoranti, 121 figli di prostitute, 285 inetti. Tutto questo ha nulla a che vedere con l'Islam. Se voi andate in un gruppo che ruota attorno a una parrocchia di un grosso comune dell'Italia, su 500 persone troverete 34 deficienti, 13 semi-analfabeti, 111 ignoranti, 186 disperati, 144 donne vergini perché non hanno trovato alcuno che le penetrasse. Tutto questo cosa ha a che vedere con il cristianesimo? Siccome quelle persone sono confluite lì direte che quel culto è culla di inabilità? Quanto poi alla rappresentanza, farete sempre il ragionamento 'a contrario'. Se in Arabia Saudita vivono e risiedono - supponiamo - 200.000 cattolici a che scopo dovrebbero avere una rappresentanza? Se una chiesa c'è (come per le moschee occidentali) essi osserveranno i loro riti. Laddove chiesa non vi sia, li praticheranno per conto loro. Dimenticate questa storia della rappresentanza. Ciascuno di noi è responsabile di se stesso, delle sue azioni (1.8.2005)

I agree that an explosion causing dozens of victims is one the most awful things that we may experience, but it cannot reward the authors with such an absorbing presence on the papers of the day after. How can your magazines or newspapers figure on an interest aroused by outcasts like these? It's up to you. Don't forget...

SUCH A POOR PRESENCE DEFLATES TERROR ITSELF - As I said, the crime-reporting on the dailies is getting more and more indecent. The new century is producing significant changes that affect the press too. The acts committed by mad or irresponsible people shouldn't be worthy of respect or noticeable as we had always thought. Tell me what's so special in one's attempting a bombing on the transport system of one city. (31.7.2005)

It is not interesting to read on the Web only two articles about one single event. Of course, the efforts of those sending (or receiving by) a correspondent - instead of repeating the text by the two press agencies - are to be appreciated.

HITCH-HIKING SENTENCES - As I said, most events are covered by two or three people that write a piece going around the Web, more or less with the same text. The Associated Press and Reuters established a circular route that leads every reader to the same version of the thing, regardless of different viewpoints on the matter. Thousands of Web magazines pick up an only version. I often criticized this monotonous circuit that doesn't help the makings of free-lance writers (31.7.2005)

Se non è successo, vuol dire che la realtà non lo ha previsto. Se tu lo racconti con una tua versione, descrivi un altro frammento di realtà.

SE NON E' SUCCESSO QUELLO, NON INVENTARE MOTIVI - Tra coloro che non la raccontano, anche quelli che per giustificare quello che non è accaduto rivestono la realtà di cose della propria mente. Quello che non è accaduto è già un valore, un grande valore. Esso descrive già le cose. Basterebbe, perfino (31.7.2005)

Se infatti tu raccontassi una cosa non vera (che non era quella successa), allora parliamo di un altro frammento temporale o di un altro individuo. Cosa talmente semplice da capire...

SE E' SUCCESSO QUELLO, RACCONTA QUELLO. ALTRIMENTI DI CHE PARLIAMO? - In contrapposizione, la verità non ha quell'alone rivoluzionario che le diedero tanti. Se diciamo che essa è nient'altro che corrispondenza a ciò che è o a ciò che è realtà non facciamo che ricondurre le nostre affermazioni alla normalità. Tu hai avuto quel fatto? Dillo, qualunque esso sia. Noi dobbiamo valutare solo la realtà (quello che è successo), non come questa è vista in anticipo dalla tua mente. Molti si trovano in difficoltà nel raccontare la realtà, e così la nascondono (31.7.2005)

A un certo livello, ci si vergogna perfino di usare questa parola. 'Bugia' sa di favola per bambini, di linguaggio infantile. E la cosa dovrebbe già mettere in sospetto. Perfino la lingua si rifiutò di dare una parola seria. Andrete, col pensiero, proprio all'infantilismo non solo di chi le dice ma di chi addirittura pensa che dicendole si viva meglio.

NESSUNO HA CAPITO - Tra le cose più difficili da spiegare, le pagine sulle bugie. Intanto premetto che questa parola non rende un concetto che è ben più ampio e complesso. Soltanto esoteristi e filosofi possono abbracciarne una parte. In sintesi: quando noi diciamo una cosa non vera, non è che violiamo l'etica. Non esiste un giudice esterno a noi che inarca le sopracciglia. E non è nemmeno vero, al contrario, che dicendole si viva meglio (come alcuni dicono). Il problema è solo di realtà. Servirà un paragone: provate a pensare di presentarvi in una casa con la voce di un altro, cioè mimando con le labbra parole che escono da un piccolo registratorino che avete in tasca. Oppure, provate a dare a un astrologo serio la data di nascita di un altro. Questi analizzerà non più il vostro tema, ma quello di un'altra persona. Ecco, se avete capito, è tutto qui (31.7.2005)

Maybe they would also expect something different from the usual 20-hit package that we all learned by heart. Former Rocket Man had better being more down-to-earth toward his audience. Why not perform in a different way?

THE ULTIMATE JOHN - A follow up to the Grammatiche page 'For you'. Elton John, spendthrift popstar, after learning of the general comments on the exorbitant price of his live concerts, has made an agreement with the city council of Rome for a free concert before the Colosseum in early September 2005. A lot of people will certainly attend it, camping there from the morning as it happened with Paul McCartney years ago. (31.7.2005)

The bus should run on vegetable oil. Very interesting. Notice the opposition to former Bush's devotion to oil.

THE ULTIMATE JANE - A follow up to the Grammatiche page 'For you'. Jane Fonda, US actress-turned-activist from time to time, announced she will take a cross-country bus tour to urge a withdrawal of the US troops from Iraq. This wouldn't amount to a new 'Baghdad Jane', but it is certainly a demonstrative act that is worth our attention (together with the one from the families involved in the military operation). Thanks, Jane (31.7.2005)

Those doing it obviously could never aim at somebody in particular (some 100 passers-by can never be known in advance). So any police source had better avoid giving such a nonsense to the public. And we all, instead of giving a front page, had better organizing good rehab programs for outcasts like these

IMPOSSIBLE AND NEVER ENGAGING - The Somali-born man, believed to be one of the authors in the failed attacks on July 21, after being arrested yesterday in Rome declared that his gang didn't aim to kill anyone. They allegedly wanted to scare only. A groundless statement, that nobody might take into consideration. Either a foolish one or one of the things declared by police sources. You should go back to the page I wrote on that day, for explaining why such a criminal act (putting explosives somewhere for attempting a bombing) cannot be filed or defined within a serius context of life (30.7.2005)

With good sense of humor, president Bush undergoes a general checkup every year. After that, he's declared 'fit for duty'. Unfortunately, in politics one's knowing the rules of International Law is more important than possessing good health.

MAYBE ENGAGING, NOT IMPOSSIBLE - Some Americans asked me two years ago what would have happened to all of us with a full respect of the above-mentioned rules. This would picture, of course, a series of international developments without the Bush family. Bush sr. had already infringed the treaties, after Saddam himself. Nothing particular: in the mid-nineties, an International Court would have brought Saddam Hussein into trial after a judicial warrant authorizing his arrest. Of course, we should have overcome some resistance from his gang. We would have needed a cooperative country, completely different than it was at that time (30.7.2005)

La diversità, per la gente che è fatta tutta in modo uniforme, è sempre qualcosa da indagare. Chissà cosa credono di scoprire.

UN TEMA MISTERIOSO PER TUTTI - Dopo la morte di Einstein, più d'uno chiese se sarebbe stato possibile analizzare il suo cervello per capire se aveva qualcosa di diverso da quello degli altri. Chissà perché, la grande intelligenza provoca queste reazioni. Non si pensa mai che contatti neuronali, in vita, sono come scariche elettriche. Nessuno chiede mai di poter guardare dentro i fili della corrente (30.7.2005)

La nota qui a destra ha un contenuto occulto. Nessuno ha mai saputo di preciso: a) Perché senza imbecilli non saremmo esistiti; b) Perché l'imbecille tenda sempre a sminuire le imprese altrui. Quanto invece alla conclusione, essa è razionale. Io temo quella cosa, perché se la leggessero soltanto loro non avrei modo di verificare chi - tra i miei lettori - non lo sia.

UN TEMA INTERESSANTE. MA PER CHI? - G.B., lo scooterista che gira il mondo, ha scritto di recente un'imprecazione contro gli imbecilli sul suo blog. In genere, quando si fa questo, c'è sempre che qualcuno che ti dice: "Va bene, ma lasciali perdere". No, io invece credo che non si debbano lasciar perdere (P.C. ha scritto un paio di mesi fa un bell'articolo su Repubblica). Io nutro molto interesse per il mondo degli imbecilli, e lo seguo con molta attenzione perché so che senza di loro il mondo non esisterebbe. Se mi chiedessero oggi su quale tema vorrei scrivere un libretto sceglierei proprio questo. Una delle prime cose dell'imbecille è sminuire quello che uno fa (quando è notevole) sostenendo che "però... beh, grazie tante... eccetera eccetera". Se tu dai la dimostrazione che Dio non esiste egli direbbe che lui lo sapeva da sempre, altrimenti avrebbe scritto lui un'opera per dimostrare che esiste davvero. Sto seriamente pensando di scrivere una pagina su di loro. Temo però una cosa: che la leggano soltanto loro (30.7.2005)

Messo più volte davanti alla visione di quel film, non ho tenuto e l'ho abbandonata dopo qualche minuto. Questo non vuol dire che non sia un'opera apprezzabile. Se però lo sia io non posso saperlo: sempre l'ho abbandonata dopo qualche minuto. Un motivo ci sarà.

ORSONOLOGIA - I. B. sponsorizza ancora una volta la grande reputazione di Orson Welles e - parlando del prossimo Locarno - stende un panegirico nei suoi confronti. Queste cose si fanno in genere utilizzando la parola 'straordinario'. Un'opera straordinaria, un contributo straordinario al patrimonio del cinema, un uomo straordinario. Ecco, non vorrei che ogni anno i festival rinnovassero un omaggio a Welles dicendo che la cinematografia è stata inventata da lui. Questo non è vero. Su Memoriale un suo film ha l'icona più alta perché riuscì molto bene. Non tutte le sue cose però sono memorabili. Sarò originale ma ho sempre lasciato il suo Citizen Kane dopo qualche minuto. E il cinema teatrale degli ultimi anni era soltanto istrionico (29.7.2005)

Se una persona definisce il protagonista del suo romanzo come 'ornitologo', che studia in particolare anche le rondini, io direi che basta e avanza. Abbiamo poi osservato che purtroppo la lingua qui permette alcune costruzioni e altre no (nessuno scrive di prosa bevilacquesca). Così il campo è già stato esaurito. Le parole non sono decisive: se qualcuno si presenta a voi come 'irundologo' voi farete un sorrisino. Certamente non cambierà la vostra giornata

ORSOLOGIA - L'onnipresente T.D.M., ricordando che il protagonista del romanzo di Maggiani è definito 'irundologo' in quanto studioso di rondini, fa presente che la parola non è registrata da alcuna parte ma che esiste da qualche parte poiché viene raramente utilizzata da qualcuno. 'Orsologo', dice, andrebbe già meglio. Io direi che il problema vero non è stato toccato. Riprendiamolo brevemente: ciascuno di noi ha possibilità e diritto di mettere in giro un termine mai utilizzato. In questo caso la 'ratio' è ottima perché se ne utilizza l'etimo latino. Ma con questo criterio potremmo anche dire 'cassettologo' per uno che indaghi sui cassetti o 'lampionologo' per uno che faccia uno studio sui lampioni delle nostre città. Il problema è soltanto che si presume esistano studiosi di uccelli (ornitologi) e non solo di rondini, poiché il campo è decisamente limitato e poco coinvolgente. Chiunque ha la libertà di pensare tutto il giorno alle forme varie dei cassetti. Da qui a dirlo 'cassettologo' ne passa. Maggiani, lo sappiamo, fa da sempre il saltimbanco della lingua e noi più che osservare i suoi eccessi non possiamo fare (29.7.2005)

Come volevasi dimostrare: in data 2 agosto abbiamo già letto di una lettera di F.C. a una delle massime istituzioni dello Stato. Pubblicata naturalmente da alcuni quotidiani. Proprio come quelli che non riescono a smettere di fumare...

SECONDO STILE - A parte i tanti annunci già fatti e mai mantenuti, la lettera con cui F.C. ha annunciato un suo abbandono della scena attuale manifestava ancora una volta il suo stile, molto pesante. Sarebbe bello che chi non interviene più con pareri sull'attualità lo facesse... così, semplicemente... senza sbandierarlo. E all'uopo, considerata la maniera, bastava che il senatore declinasse le varie richieste che riceve quotidianamente sul suo cellulare. Io, quando non parlo più di una cosa, non mando un articolo di cinque colonne a un quotidiano (29.7.2005)

Una volta dato l'argomento dell'Islam non riuscivano più a distaccarsene, e così videro frange di diverso tipo fino a quelle moderate. Con queste ultime non solo si doveva trattare, ma esse avrebbero dovuto adoperarsi con quelle più violente per farle desistere.

NON CAMBIAMO IDEA - E' inutile che facciate queste cose, tra Camera e Senato. Oggi abbiamo sentito una serie di sciocchezze. Chi ha ideali di pace non cambierà mai idea, sostenuto anche dal diritto dei trattati: quella occupazione dell'Iraq non si poteva fare. Punto e basta. Inoltre, non c'è alcun legame tematico tra quella e i recenti atti terroristici. Caro premier, non si capisce quale sia la connessione tra un culto di quattordici secoli fa e qualcuno che piazza esplosivi. Se coloro che piazzano gli esplosivi, mediante comunicati, si dichiarassero 'interisti' quale sarà la connessione tra la squadra dell'Inter e il terrorismo? Boh. Direte forse che i tifosi o i giocatori dell'Inter più moderati dovrebbero fare qualcosa verso quella gente? (28.7.2005)

E' di un certo interesse fare l'amore con una donna intelligente. Se però non avreste dovuto farlo perché questa donna era sposata, è fondamentale - qualora colti in flagrante - saper venirne via nel modo migliore.

LA EXIT STRATEGY - F.M. ha scritto un articolo interessante sull'Espresso, per dire quanto sia difficile anche soltanto il pensare di uscire dall'Iraq. Mancherebbe - egli dice - una strategia razionale per uscirne. Beh, qui il problema è che non ce ne fu mai una per entrarvi. Voi, mentre penetrate una donna, lo fate perché avete avuto un motivo per farlo. Altrimenti, se arriva tra capo e collo un'idea o una notizia che priva di quel motivo, capirete che era sbagliato farlo e leverete immediatamente il vostro organo dalla vagina della donna. Senza pensare che debba esistere una spinta per farlo (26.7.2005)

Abbandonare una religione non implica alcun atto esplicito che lo dichiari. Si tratta dunque di una delle cose più semplici. Chi ha una coscienza molto alta ha compiuto questo atto avendo delle crisi e dei conflitti interiori. Questo va bene. Quel che non va bene è continuare a rimanervi perché davanti a casa vostra c'è una chiesa.

E CONFERMARE, PER TUTTI (ISLAM COMPRESO) - L'autore di Memoriale, avendo già posto in archivio tutte le cose precedenti, non può discutere con muftì o con imam vari attribuendo loro un'autorità spirituale. Le cose dette per i Cristiani valgono anche per i Musulmani. Non c'è sottomissione a un unico Dio (=Islam) perché Dio non esiste e non è mai esistito. Non vedendo una sostenibilità attuale di quei culti, dovrete semplicemente abolirli. Nemmeno Islam esiste più, a questo punto. Certo, lo farete gradualmente. Nessuno vi impone una scadenza, perché riguarda soltanto voi. Ciascuno di voi, appena pronto, considererà (anche nell'Islam) tutte quelle cose come appartenenti solo alla storia. Lo farete nel modo che deciderete. Ma lo farete! (26.7.2005)

Le crociate di molti di questi giornalisti, in occasione di questi atti, lasciavano di stucco. Non si ricordava in passato chi scrivesse editoriali in prima pagina dopo una rapina in banca o un uxoricidio. Dopo quel settembre 2001 hanno tutti perduto la testa. E i giornalisti che difendevano ogni volta l'azione degli Americani sembravano come quei tifosi che vedono un rigore per la propria squadra anche quando non c'è. Per replicare a tutta questa gente (spesso rimasti come immagine allo sbarco Usa in Normandia), sarebbe bastato ricordare l'ingente numero di vittime causato sul pianeta da iniziative di militari americani. Ricordando alla fine che non esiste un diritto del più forte. Quella americana è soltanto una delle etnie presenti sul pianeta. Lo stato federale degli Stati Uniti è solo uno dei 190 delle Nazioni Unite.

MA REPLICARE SEMPRE CON CIVILTA' - V.F. le ri-cerca anche lui con un editoriale da ragazzi, e noi ripetiamo ancora una volta civilmente (sperando che giovi). Quando un ignoto lascia un esplosivo che causa da qualche parte molte vittime, non esiste una reazione 'mirata' contro qualcuno in particolare. Questa si può avere quando si coglie in flagrante un omicida, quando lo si processa dopo la cattura, quando si individua l'autore di qualcosa. La giustizia esiste per perseguire il responsabile (o i responsabili) di qualcosa, avendo certezza che sono stati loro. Non può dirigersi contro un intero Stato, con truppe armate che seminano altra morte, sulla base di semplici supposizioni o indizi. Quegli atti sono grandi crimini, ma dobbiamo sempre scoprire chi li ha commessi per approntare delle reazioni. E per questo esistono polizia e magistrati. Basta. Secondo: chi lascia quell'esplosivo fa un gesto che chiunque, se riesce a farlo di nascosto, può fare in qualsiasi posto. Da sempre, non dall'11 settembre 2001: da che esiste genere umano sulla Terra. Se per stanarlo dovessimo piazzare una telecamera nascosta ogni cento metri di strada e due poliziotti ad ogni duecento per pattugliare il territorio non vivremmo più. Terzo: se date molta importanza e spazio (con tante discussioni) a chi fa quelle azioni, quello le rifarà. Inutile quindi imbastire discorsi o riprovazione su un gesto che trova d'accordo tutti. Nessuno (sano di mente) può elogiare l'atto di un folle che fa esplodere auto per uccidere. Quarto: quelli che scrivono editoriali come quello di Vittorio sono gente che vive tutti i giorni sulla carta e con notizie di agenzia. Non si accorgono che tutt'attorno abbiamo natura da valorizzare, opere di artisti da ammirare, bagni termali da fare, cibi anche genuini da mangiare, camminate nei boschi (vero, Aldo?), viaggi da compiere (anche con il corpo). Dovete un pochino distrarvi da quella atmosfera (26.7.2005)

L'allegra disinvoltura mediatica di questo signore corrispondeva esattamente all'assenza di una vita vissuta. Pensare di vivere al centro degli avvenimenti riferendone o discutendone non è viverli.

CHI COMINCIA AD AVER PAURA - Tra tutti, G.F. è quello che più sembra avere paura. Lo sentiamo tutti, ormai. Il suo mondo, trascinato in giro con un amichevole 'darsi del tu' tra colleghi e gestito sapientemente in banca, comincia a crollare miseramente in pezzi (25.7.2005)

Bastava rispondere come faccio io qui a destra... e così farete per ciascuno che vi ponga queste stranissime domande. Ogni oggetto del passato, che sia vissuto in epoche diverse, non può essere visto con gli occhi di oggi. Il concetto di 'copia originale' poi non si sa cosa voglia dire. Qual è la copia originale dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni? Dov'è la copia originale di quel libro o di quell'opera? Non c'è una risposta. Se esiste una copia sola, che non ha simili, l'originale è quella. Un quadro a olio ha un originale perché la tela, come dipinta, è un esemplare unico. Già le litografie non lo hanno.

UNA QUESTIONE INCOMPRENSIBILE - Un lettore di Catania domanda oggi a S.R. (quando ti vedono rispondere su quelle rubriche ti chiedono anche sull'aria che respirano loro): 1) Dove sono le copie originali della Bibbia e del Corano? 2) Che importanza possiamo dare alle copie che si trovano in commercio? Le classiche domande il cui autore nemmeno si rende conto di quello che dice. Pare che 1400 o 2500 anni fa non esistessero la SIAE o organizzazioni incaricate di ricevere in deposito una copia originale dell'opera. Credo che non ci fossero editori, librerie. Quelle che questo signore chiama 'copie che si trovano in commercio' non sono altro che riproduzioni di un testo elaborato in una civiltà precedente a quella della stampa. E' evidente, poi, che come per tutti i testi anche questo assume un valore per il suo contenuto (=quello che c'è scritto). L'importanza che possiamo dare alle copie in commercio di un libro scritto da Kafka è uguale: esse, nella ristampa, non hanno alcun valore eccedente quello del prezzo mentre le prime della serie (40 o 50 anni fa) conservano il solito valore antiquario che viene valutato dagli esperti e dai collezionisti del settore. Questo vale anche per i testi sacri delle religioni (che rivelati non sono, questa fu una grandiosa balla somministrata per secoli agli ignoranti), con la differenza che essi valgono per il pubblico anche per la cura e il commento che viene ad essi fatto in ciascuna edizione (25.7.2005)

Tra le ultime persone che avremmo immaginato stabilire un amcihevole dialogo a-tu-per-tu o un articolato scambio di idee era proprio questo anziano giornalista ormai settantenne. Allora a che serve dare il proprio indirizzo?

PUBBLICANO L'INDIRIZZO - Nel generale 'freezer' di comunicazione dei giornalisti verso l'altra direzione (essi sono capaci solo di ricevere, messaggi) continua a colpirmi il fatto che qualcuno di loro pubblichi a pie' di articolo il proprio indirizzo di posta elettronica. Tra questi P.O. Ogni volta che lo vedo resto perplesso e non capisco cosa significhi. Se voi non sapete nuotare o reggervi a galla, non serve che andiate ad acquistare le pinne. Prima dovreste imparare ad avere relazioni, anche epistolari. Signor Piero, perché lei pubblica quell'indirizzo? (25.7.2005)

Nel ragionamento confuso di molti stava la strana convinzione che lasciare le truppe in Iraq servisse come deterrente della violenza. Era esattamente il contrario. La violenza aumentava proprio perché c'erano quelle truppe.

MOSTRARE LA CIVILTA' A CHI OFFENDE - Non vale nemmeno la pena di rispondere a chi dopo aver elencato oggi dieci presunti motivi insulta chi vorrebbe ritirare le truppe dall'Iraq. Diciamo soltanto che 'dare del cretino' con quei motivi è offesa. Raccomandare di studiare il diritto internazionale contemporaneo, nelle convenzioni e nei trattati, è un consiglio (25.7.2005)

Le iscrizioni su tavolette, stele e altri materiali attestano sempre della conoscenza di un concetto, di un'idea, di un geroglifico, di un carattere grafico presso coloro che vivevano in quell'epoca. Ma non possono chiarire oggi dove queste cose ebbero origine. Chiunque faccia affermazioni a proposito rischia sempre di essere smentito appena un altro trovi gli stessi caratteri o simboli presso iscrizioni più antiche.

AFFERMARE SENZA DIMOSTRARE - G.S. era un ricercatore fuori strada, semplicemente. Dando spazio alle idee estreme, si possono anche credere cose del passato che non sono. Aggiungo però che non è una materia facile. Per fare un esempio, da una delle ultime pagine, nessuno potrebbe dire oggi da cosa derivi la parola 'nuovo'. Eventi risalenti al pensiero e datati da 2500 a 4000 anni fa appartengono a una 'notte dei tempi' in cui è quasi impossibile far luce. Qualora si portino conclusioni che non trovano fondamento razionale - vorrei dire - non è che si affermi eresie: semplicemente si dice cose infondate. Che è quanto dire: rispettiamo il lavoro e la ricerca di chi la fa. Se non vengono date dimostrazioni, diciamogli semplicemente che sta sbagliando... senza dare altri attributi... (23.7.2005)

Vi pare che si debba arricchire la tematica terribile di un'esplosione che causa decine di vittime con discorsi sociologici che vanno alla ricerca di radici?

NESSUNA RADICE SERIA DEL MALE - La nuova strage di Sharm el Sheikh certo colpisce di più, perché diretta su un centro vivo del turismo in cui si sapeva di poter 'prendere' gente. Essa parla tuttavia nel senso da me già detto (file 1335), e solo in quello. Diffidate sempre di quelli che, interpellati pubblicamente, iniziano il discorso in modo serio affermando che occorre andare alle radici. Alle radici di che?

Qui ho dovuto affrontare un argomento molto spinoso, ma interessante. Far passare un intero concerto esibendo soltanto il proprio talento (vocale o su uno strumento) non è una cosa bella. Perfino in questo caso, al termine di un recital molto bello e coinvolgente, avrei dovuto esprimere delle riserve. Non è che vi si richieda una conferenza, perché sarebbe tutt'altro genere e tutti sappiamo che occorrono altre doti. Occorrerà, tuttavia, parlare. Chi si esibisce davanti a un pubblico deve fare un minimo di presentazione, non fosse altro che per un fatto di civiltà e di educazione. Non esiste alcuna cosa che possa prescindere dalla presenza della oralità come mezzo di comunicazione.

VANNO A SENTIRLO E PIACE, NONOSTANTE - Ascoltare dal vivo Van Morrison - come ho fatto io 24 ore fa, a Lucca - è un'esperienza che ha pochi uguali al mondo. Ecco qualcosa che scuote profondamente e lascia un segno. E parliamo di un uomo piccolo, con un cappello bianco calato in testa, che non parla mai né della sua musica né della sua vita. Non è certo un piacere non sentire in 95 minuti di concerto nemmeno una parola rivolta al pubblico (se non è record, poco ci manca: le uniche parole di lingua orale pronunciate dal cantante sono state le cinque o sei per dire a un certo punto che stava per cantare un brano dal nuovo album). Però è musica live senza uguali al mondo. Non si sa da dove viene una voce che a 60 anni è ancora così forte, così potente, così lacerante nel suo famoso 'effetto gutturale a cascata' che lancia note per l'aria. Nei suoi concerti, in cui suona anche sassofono e armonica, egli arriva perfino a cantare 'soffocato' con la bocca sul sassofono. Ieri avevo a fianco una donna scozzese, che mentre lo guardava rideva non riuscendo a capacitarsi che avesse raggiunto questa età. Le ho chiesto: "What would you call this kind of music?". Mi ha risposto: "Impossible to call it. It's a mixture". Parliamo di un fenomeno assolutamente misterioso. Alcuni tratti della musica di Van Morrison sono probabilmente tra le cose più sublimi che la musica moderna abbia prodotto. E certo guardiamo ad essa con un misto di ammirazione e di stupore, considerata la ritrosia e la scarsa commestibilità fisica del personaggio. La grande presenza di pubblico americano ha sottolineato la serata con inusuale carica, avvitandosi in poderose danze e scandir di piedi sul pavimento della piazza (22.7.2005).

Chi accetta di far parte di un'associazione di quel genere deve comunque affidarsi alla parola e all'insegnamento della persona che coordina il centro. Se quest'ultima sbaglia oppure precipita moralmente in una sua involuzione personale, non è certo una denuncia all'autorità giudiziaria che ristabilirà gli equilibri. Chi infatti seguiva i corsi ha sempre libertà di distaccarsene, in qualsiasi momento. Basta non andarci più.

C'era sempre chi si vendicava, poiché la denuncia alla polizia qui aveva il sapore di una delazione. Purtroppo, l'iniziativa di aprire questi centri - trovando ignoranza molto diffusa nella società - subiva spesso anche conseguenze dovute proprio a quella ignoranza.

MA LE AUTORITÅ NON CONOSCONO QUELLE PRATICHE - Profonda costernazione e stupore per l'arresto a Milano di R.B., che tutti gli addetti del settore astrologico (serio) conoscevano come uno studioso e un interprete molto affidabile del meccanismo astrobiologico. Tengo a dirlo, perché egli era proprio dottore in Scienze biologiche, oltre che membro del C.I.D.A. ai tempi in cui anch'io insegnavo in un centro. Da ragazzo avevo letto di lui anche alcune cose molto serie e interessanti sulla revisione dello schema zodiacale di corrispondenza. Mi è spiaciuto leggere oggi questa notizia su Repubblica. Per una volta ho capito cosa significa restare di sasso, quando si legge la notizia dell'arresto di qualcuno. Se è vero che esercitava forti pressioni psicologiche e che consigliava psicofarmaci, può essergli accaduta un'involuzione profonda. Io penso tuttavia che chi emette questi provvedimenti dovrebbe sempre tenere presente che: a) Chi fa quell'attività fondando un centro per insegnarla ha necessità di quote da parte degli iscritti per tenere su l'attività stessa; b) Chi aderisce a quei centri in cui si insegna lo fa per sua libera scelta. Se in seguito accetta consigli dall'insegnante, anche questo rientra in una reciproca libertà di farlo.

Chi ha letto questa notizia (così come altre simili) non tragga mai deduzioni o conclusioni sulla materia. Essa è forte, solida. Gode e sempre godrà in in tutto il mondo dell'apporto di maestri seri. Non bastano queste piccole cose a poter screditare le persone serie che la insegnano (21.7.2005).