
Esaurire gli argomenti
Possibile? Molti, abituati a un eterno dibattito o a scendere in piazza per qualsiasi cosa, resterebbero stupefatti nell'apprendere che sia bene esaurire un argomento. In un sistema di pensiero completo ogni argomento viene esaurito nel momento in cui lo si sviscera nei suoi pro e nei suoi contro. Se voi presentate una tesi e poi ne elencate le obiezioni possibili dando anche una risposta avete esaurito quell'argomento. E questo ho fatto io, mediante lo strumento frequente delle 'frequently asked questions'. Nulla è stato più utile del porsi le domande più spontanee per anticipare quel che avrebbero potuto obiettare. Immagino, naturalmente, che abbiate altre obiezioni. Anche in quel caso, vi risponderò.
Esistono ovviamente alcune questioni che restano discutibili, ma sono poche. E' discutibile soltanto quello che non possiede una conclusione certa ed è frutto solo di un punto di vista. Se quella cosa può essere legittimamente vista da tante angolazioni, significa che manca una conclusione unica e allora pensarla in tanti modi è lecito. Ma sono poche. Per quelle poche ciascuno ha il dovere di rispettare il punto di vista altrui. Se il ministro della Pubblica Istruzione prepara una riforma, questa - come tutte le riforme legislative - è discutibile. Se ne può parlare. Ma non tutte le cose che arrivano ad essere regolate da norme sono discutibili. Se un Parlamento regola il divorzio in un'ora per tutte le coppie, non è discutibile che esso sia 'impazzito' perché significa che non ha capito la 'ratio' del contratto matrimoniale. Non è discutibile nemmeno che sia impazzito se equipara le coppie omosessuali alle altre perché questo caso implicherebbe dover cambiare significato alla parola 'matrimonio', cosa che non possiamo più fare. Se matrimonio è 'unione dell'uomo con la donna' non possiamo fare tale anche l'unione di una donna con una donna o quella di un uomo con un uomo. Allo stesso modo, se io oggi vi dicessi improvvisamente di equiparare le norme per la circolazione delle auto a quelle delle biciclette voi mi direste che sono impazzito perché sono veicoli assolutamente diversi e 'non equiparabili' nell'uso.
Esaurire un argomento vuol dire soprattutto dominarlo, esserne padroni. A quel punto affronterete qualsiasi obiezioni o dubbio che venga a voi stessi facendo il ragionamento più insito nella natura dell'argomento stesso. Per ragionare di una questione di grammatica occorrerà conoscere quella questione e tutti i casi annessi. Conoscendo la norma e le eccezioni, concluderete la questione. A molti non piace, questo. E invece è bello, concludere. Quando arriviamo a una conclusione riusciamo a vivere in modo completo perché ci muoviamo dentro un sistema molto stabile di pensiero. Certo, senza dubbi non sarebbe naturale. Ma quando verranno noi risponderemo. Le circostanze mi hanno portato a smantellare l'impalcatura del pensiero religioso, eppure possiamo dire che chi viveva inte(g)ra(l)mente entro il pensiero della fede cristiana non viveva male. Quel sistema permetteva infatti di 'chiudere' questioni e dubbi, mediante il ricorso ai principi di una dottrina consacrati e stabili. Necessario dunque concludere che l'integralismo, a patto che non sia fanatismo o dogmatismo, è una cosa sana.
Chi sa esaurire dentro di sé un argomento possiede anche le chiavi per destrutturarlo, poiché si rende conto di cosa sarebbe necessario fare per tradirlo e uscirne. Ma considerando questo una semplice e insana tentazione non lo farà mai (difatti sarà tanto forte da smontare egli stesso qualsiasi tentazione oppositrice). Se io ora facessi come ha fatto Coelho (dire che la New Age sono cose volatili, che la Chiesa è il rifugio migliore per tutti ecc.ecc.) tradirei il pensiero di Memoriale. E badate che molti lo fecero, anche in passato. Se io facessi come Milingo (prima sposarsi, poi tornare pentito all'ovile del papa) agirei come uno 'sbandato'.
Alcuni pensano poi che vivere integralmente entro un sistema di pensiero sia noioso. Tutt'altro. Se voi avete un sistema completo vivrete bene perché procederete con sicurezza nelle varie questioni. Di recente, molti hanno osservato che i giornalisti non possiedono tutti i principi che io ho affermato in queste pagine. Questo lo sapevamo. Difatti essi si spostano continuamente da un argomento all'altro, scrivendo semplicemente di quello che vedono davanti a sé. Manca loro un motivo forte (dottrina, ideologia, visione del mondo) per 'essere' qualcosa di stabile. La redazione di un giornale non è infatti un'istituzione. E' solo un desk in cui alcune persone scrivono o ricevono pezzi scritti di altre persone.
Quando un argomento viene esaurito, esso deve poter essere offerto e contrapposto a tutto ciò che lo mette in pericolo. Se non avesse questa capacità, non sarebbe stato 'chiuso'. Questo significa che se voi mi chiamate a discutere delle pagine su Dio e mi portate gli argomenti della fede cristiana io ve li smonterò sempre uno per uno per riaffermare quello che ho scritto su Memoriale. Una volta aperta la porta con una chiave diversa non possiamo tornare indietro: quella porta si aprirà solo con questa chiave e non con la vostra.
Noi, per esperienza, siamo soliti assistere a un'attualità 'ballerina' in cui uno fa o dice qualcosa e immediatamente si registrano centinaia di voci contrarie e dissenzienti. Se questo accade, sono due i casi: o quella cosa era discutibile o quella persona non aveva ben chiaro il modo con cui 'esaurirla' davanti agli altri. Da qui non si esce. Punto fermo.
Pagina del 1 ottobre 2005