Il dominio


Allora, in termini che tutti possono capire, cosa è il dominio?

In termini semplici, possiamo dire che è quello spazio di universo - che si esprime nel dizionario di ciascuna lingua - in cui quando serve un determinato concetto io che parlo vi trovo quello che mi serve. Esempio: devo indicare nel mio discorso una persona fuori dalla società? Il dominio di quel concetto mi dà una decina di possibilità: emarginato, uomo di strada, disadattato, immaturo, ecc.ecc. Di volta in volta, attraverso un rapidissimo meccanismo di selezione automatica del nostro cervello (roba di centesimi di secondo, quando parliamo) noi prendiamo una soltanto di queste parole esistenti. Ma ci sono casi in cui prendiamo anche parole che ancora non esistono o che non conosciamo.

Per le necessità linguistiche, siamo soggetti anche ad esprimere fonemi che non esistono nel dizionario?

Certamente. A parte la continua creazione di 'incisi' fonici (come wow, yeah, mmmh...), uno dei fenomeni più interessanti nella lingua è proprio la creazione di nuove parole. Per l'oggi ci riferiamo a parole come 'lib-lab', D.J., dietrologia, custodialismo, ecc.ecc. Per il passato, basta pensare alla situazione nei primi secoli del Medioevo: esistevano pochissime parole nel dizionario comune, e ogni volta che se ne creava una veniva occupata una nuova parte di dominio 'ex nihilo'. Naturalmente, allora il campo era quasi vuoto, cioè era sfruttabile al 70-80%, mentre oggi il campo è per gran parte occupato dalle parole cioè dai fonemi che già esistono, con la conseguenza che c'è una possibilità molto più ridotta di conio. E' lo stesso fenomeno che si verifica con Internet, quando una persona deve trovare un dominio, cioè un nome non occupato da altri, per il suo sito.

Ma questa possibilità non era già ridotta allora, data la relativa scarsità di oggetti e di conoscenze?

Certo. Il 95% della popolazione nel Medioevo non arrivava neppure a 'conoscere' in vita le parole che si creavano. Tutto il processo ci venne tramandato soltanto in epoche successive, mediante testi scritti e talvolta testimonianze indirette giunte da fonti non sempre verosimili. Il grosso di questo lavoro in epoca medioevale venne compiuto nei monasteri, in cui gruppi di copisti passavano intere giornate a compilare e trasferire il contenuto di leggi, editti, papiri, documenti vari. La situazione divenne più semplice dapprima con le università, e poi con la stampa dalla seconda metà del XV* secolo.

Come si fa a teorizzare un unico dominio per tutti? Il pronunciare o meno non dipende dal dizionario individuale di cui ciascuna persona dispone nella propria testa?

A questa domanda si deve rispondere sì e no. Sì, perché se io non conosco il significato della parola 'palindromo' è chiaro che non la userò mai di mia iniziativa. No, perché è possibile comunque (ed è quello che più frequentemente capita) che una persona inizi a pronunciare una parola mai usata prima 'intuendone' semplicemente il concetto. Nessuno ha bisogno di consultare il dizionario per comprendere il concetto di 'dietrologia'. A maggior ragione se la parola ha un immediato successo: in questo caso tendiamo a subirla più che a metterla in discussione.

Facciamo un esempio. Hai detto che abbiamo remore a pronunciare la parola 'fango'. Allora perché hai assegnato alla parola un dominio dell'83%?

Sembra una contraddizione e invece non lo è. Il numero alto dipende dal fatto che la parola ha comunque una probabilità altissima di essere scelta per il concetto. Siamo quasi al 100%, perché quasi nessuno tornando a casa dice alla moglie: 'Sapessi la melma (o la sostanza vischiosa o il limo o il pantano) che ho preso!'. Tutti ci riferiamo inevitabilmente al 'fango'. Ma la parola subisce una 'diminutio' psicologica di varia natura. Anzitutto, non ha una buona combinabilità generale né con verbi né con aggettivi e dunque resta isolata coi soliti (prendere, cadere, rimanere invischiati). Inoltre non è 'palatalmente' piacevole, nell'ambito del discorso. Di qui la riduzione, che da un possibile 99% la porta a poco più di 80.

Che rapporto esiste tra quel campo (dominio) e la probabilità - che risulta dal nostro parlare - di prelevarvi una certa parola piuttosto che un'altra?

Se una parola ha un indice molto basso non parte, e può essere che non parta neppure la frase. Diciamo dunque che la probabilità ha un effetto trainante - positivo o negativo - anche sul concetto e per esteso sulla intera frase che stiamo per pronunciare. Per principio molte persone rifiutano di entrare in un certo dominio. E' come quando sentiamo dire: 'Ah, non farmi parlare di quella cosa perché non mi va'. E' molto interessante per es. osservare che quel 17% che manca alla parola 'fango' per monopolizzare il suo dominio, praticamente si disperde e fa sì che la frase non venga emessa. Avviene cioè qualcosa di molto simile al fenomeno di chi vedendo un conoscente per strada ma non trovando le parole per accoglierlo si volti e proceda in un'altra direzione senza neppure salutarlo. All'opposto, ci sono parole e concetti che una volta evocati stimolano e ravvivano il dominio stesso. La parola 'trasformismo' è orrenda, però ha generalmente un effetto trainante, cioè quando viene pronunciata ha un discreto lancio nell'ambiente. Questo avviene soprattutto con le parole del momento, con quelle che fanno tendenza.

Con quelle superate come dobbiamo comportarci?

Non ha senso emettere un suono che non trova più immagini nella vita reale. Anche la lingua vive. Finora abbiamo cercato di dimostrare, anche mediante esempi che le parole pur vivendo una logica diversa dalle nostre azioni vivono i medesimi eventi degli esseri umani. Nascono, muoiono, si sposano, traslocano, ecc.ecc. E naturalmente subiscono anche rovesci, dopo aver riportato grossi successi in certi periodi della nostra storia (abbiamo visto il trionfo della parola 'impegno' una trentina di anni fa). Qual è oggi il giovane ventenne italiano che ha bisogno di pronunciare la parola 'arrendersi' in un discorso serio? Quante volte in un anno un giovane universitario americano usa il verbo 'approve' in un discorso serio?

In questo caso, abbiamo analizzato un dominio in cronache di giornata del 13 marzo 2005. Dovevamo trovare la parola migliore e la prima frase da noi scelta la mostra. Ma la pagina si rivela anche come un ritratto inquietante della nostra società.

1) Il controllo scoprì un 30 febbraio e alcuni morti tra le firme comprese nella lista della Mussolini, e la escluse dalle candidature per le elezioni regionali nel Lazio

Il controllo trovò un 30 febbraio e alcuni morti tra le firme comprese nella lista della Mussolini, e la escluse dalle candidature per le elezioni regionali nel Lazio

Questo dominio ha uno 'scoprire' all'80%, perché solo lo scoprire rende conto del trovare senza sapere prima. 'Trovare' (che ha un 40%) da solo non avrebbe la stessa efficacia. Cifre molto piccole per 'accertare', che avrebbe un significato ulteriore (scoprire più essere sicuri di).

2) Bossi ha annunciato che dopo di lui verrà suo figlio Renzo. Nessuno aveva dubbi, perché se non si hanno idee si dà sempre la precedenza ai parenti

Questo dominio ha una 'precedenza' al 90%, perché esprime il concetto di 'far venire prima', 'privilegiare rispetto a'. Cifre molto piccole per il 'posto', che qui sarebbe usato impropriamente, e 'poltrona' che avrebbe solo un senso di carriera.

3) La Lega è contraria alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Finalmente un punto in cui la visione del partito è la stessa di Giovanni Monni

La Lega è contraria alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Finalmente un punto in cui la linea del partito è la stessa di Giovanni Monni

La Lega è contraria alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Finalmente un punto in cui l'idea del partito è la stessa di Giovanni Monni

Qui 'la stessa' era femminile e istradava già su un sostantivo al femminile. Ma c'è un pochino di lotta. Diremmo che vince la 'visione', perché è l'unico sostantivo che include in sé un singolo pensiero e la concezione/ideologia generale. La 'visione' ha un 65% e la spunta di misura su cose come 'linea' (55%) e 'idea' (40%). Piuttosto, rileviamo la brutta scelta del Corriere nel dare Ponte come maiuscolo. Tale sarebbe se esistesse già, se fosse un dato della realtà geografica. La condizione solo potenziale fa ritenere più logico che un'entità ancora ipotizzata venga resa minuscola (=il ponte che il governo vorrebbe costruire sullo Stretto di Messina).

4) Condoleezza Rice, in un'intervista al Washington Post, ha risposto a domande che anticipavano un supposto duello nel 2008 con la democratica Hillary Rodham

Condoleezza Rice, in un'intervista al Washington Post, ha risposto a domande che ipotizzavano un supposto duello nel 2008 con la democratica Hillary Rodham

Condoleezza Rice, in un'intervista al Washington Post, ha risposto a domande che prevedevano un supposto duello nel 2008 con la democratica Hillary Rodham

Qui era difficile dire. La costruzione della frase implicava il concetto del 'dire prima su, anche se non è ancora successo'. 'Prevedere' avrebbe vinto se non ci fosse stato il 'supposto', che indebolisce anche l'ipotizzare. Vedete come la relazione interna rafforza o indebolisce a seconda dell'accordo. Ma è probabile che mi sfugga qualcosa di meglio. Ho detto quello che mi è venuto immediatamente. Diciamo: 'anticipare' all'80%, 'ipotizzare' al 60%, 'prevedere' al 60%.

NOTA - Sì, avevo sbagliato in un primo momento. 'Ventilare' richiama a sé l'ipotesi di, la possibilità di.

5) La delibera degli studenti non fu ritenuta vincolante dal Senato accademico dell'Università Roma 3, e l'offerta di Coca Cola fu ripristinata

La delibera degli studenti non fu ritenuta determinante dal Senato accademico dell'Università Roma 3, e l'offerta di Coca Cola fu ripristinata

Caso ancora interessante (oltre che difficile), perché si deve trovare un aggettivo che esprima il concetto dell'esser determinanti al punto da condizionare una decisione altrui e al tempo stesso da esser degni di esser presi in considerazione. 'Vincolante' vince di stretta misura (65% contro 60%) perché il vincolo esprime meglio l'azione diretta a indurre altri ad agire in un certo modo. 'Determinante' perde, perché non trova il suo contesto (verbi essere, risultare) e rimane un pochino sospeso e generico.

6) L'Inter colse a Roma l'ennesimo pareggio della sua infelice stagione 2004-2005

L'Inter colse a Roma il solito pareggio della sua infelice stagione 2004-2005

Questo era abbastanza facile. Caso tipico in cui 'ennesimo' non trova concorrenti, perché è l'unico aggettivo che riesce a dire 'solito e prevedibile, non nuovo di una sequenza'. 'Ennesimo' ha 85% mentre 'solito' non più del 50% perché combina meno bene con il prosieguo della frase. Da escludere 'un nuovo', che però avrebbe fatto la sua lotta (con possibilità di vittoria) se la frase avesse contenuto un locativo 'nella' anziché 'della'.

7) Ormai ogni giornata del campionato 2004-2005 era diventata un tiro al bersaglio nei confronti degli arbitri, perché puntualmente si rimarcavano errori che condizionavano le partite

Caso abbastanza facile, in cui 'condizionare' ha il 95%. Cifre minime hanno 'viziare' (eccessivo, poco usato), 'rovinare' (eccessivo). Se avessimo avuto 'sulle partite', il posto sarebbe stato preso senza contrasti dall'influire. 'Alterare' avrebbe partecipato solo con la presenza del compagno 'risultato'.

8) 'Music Farm' ebbe circa 3 milioni di telespettatori, una cifra che fa spesso parlare di 'flop'

'Music Farm' raccolse circa 3 milioni di telespettatori, una cifra che fa spesso parlare di 'flop'

'Music Farm' riunì circa 3 milioni di telespettatori, una cifra che fa spesso parlare di 'flop'

Qui il dominio registra i seguenti arrivi: 'avere' all'80%, 'raccogliere' al 50%, 'riunire' al 30%. 'Avere' arriva così in alto perché è l'unico che intenda dire 'ottenere, guadagnare da zero'.

9) Lo scontro tra Berlusconi e Prodi riecheggiava temi già ampiamente dibattuti e sfruttati

Lo scontro tra Berlusconi e Prodi riecheggiava contenuti già ampiamente dibattuti e sfruttati

Finalmente una bella lotta. Vittoria di stretta misura del 'tema', che rispetto al 'contenuto' ha l'idea del saggio, della narrazione (anche in politica si ha l'arte del racconto, del narrare, dello scontrarsi su temi). 'Contenuto' va bene, ma è più crudo perché è lo stesso di quello delle scatole, delle tasche. Diciamo: 'temi' all'80%, 'contenuti' al 70%. Gli aggettivi al maschile restringevano il campo (altrimenti avremmo detto 'tematiche', 'idee', e perfino 'cose').

10) Enzo Biagi, in pratica, scriveva sempre il solito pezzo da una ventina d'anni. Non era per nulla interessante, però era ancora popolare

Enzo Biagi, in pratica, scriveva sempre il solito pezzo da una ventina d'anni. Non era per nulla interessante, però era ancora letto

Qui era da mettere in evidenza che nonostante lo scarso interesse dei suoi articoli, il giornalista veniva letto ancora dal pubblico medio in virtù di un nome. Questo concetto è meglio espresso da un aggettivo che da un verbo, perché si aggancia al resto di una frase che già contiene un altro aggettivo (interessante). Ecco perché vince 'popolare', anche se di stretta misura. Qui siamo rispettivamente al 70% e al 65%. Ci sono poi, intorno al 40%, altre soluzioni come 'leggibile', 'in auge', ecc.ecc.

11) Riccardo Muti, che veniva chiamato 'maestro' da circa 15 anni, annunciò con una lettera che non avrebbe diretto l'orchestra della Scala perché mancavano le condizioni per fare musica

Riccardo Muti, che veniva chiamato 'maestro' da circa 15 anni, comunicò con una lettera che non avrebbe diretto l'orchestra della Scala perché mancavano le condizioni per fare musica

Abbiamo dato le due soluzioni che raggiungono almeno il 60%. 'Annunciare' vince perché rappresenta meglio di tutti il fatto della novità che si comunica mediante quel mezzo. Ugualmente felice, ma più parziale la seconda soluzione. Diciamo nell'ordine: 'annunciare' all'80%, 'comunicare' al 70%.

Non ho fatto altro che prendere notizie (si fa per dire) delle ultime 24 ore. Ricapitoliamo: un parlamentare che presenta una lista supportata da firme di fantasia (gente che non esiste, così leggo sul quotidiano); un partito che dice di non volere la costruzione di un ponte che però è stata decisa dal governo al quale il partito stesso partecipa; un direttore d'orchestra comunica di non poter dirigere l'orchestra perché non è il caso; il primo ministro si rimbecca con il candidato che gli si oppone con insulti reciproci; il Senato (si fa per dire) di una università ripristina il servizio di Coca Cola nonostante una delibera contraria degli studenti; il segretario di Stato americano risponde a domande dei giornalisti sull'aborto (sarà un punto di vista?) e su un'eventuale candidatura del 2008 (mancano ancora tre anni!). Questa è la nostra società. Queste erano le notizie più recenti.

Chiariamo anche qui. Il concetto è quello, esattamente ciò di cui abbiamo parlato in questa pagina. Per esprimerlo occorre dire delle parole e delle frasi che lo rappresentino con chiarezza a chi ascolta. Se parlassimo della gente dovremmo precisare delle varie probabilità in ciascun luogo e di tante altre cose che sottostanno a una probabilità di emissione. Sono tanti lati di un unico problema: usare dei suoni per comunicare dei concetti. Possiamo farlo al meglio oppure possiamo farlo male. In questa pagina abbiamo fatto una simulazione, dicendo quello che teoricamente è la soluzione migliore.

FAQ - Al meglio cosa vuol dire?
Due cose: senza fare errori (la parola deve indicare con chiarezza e univocità il concetto a chi ascolta) e al tempo stesso scegliendo soluzioni efficaci. Un binomio che non è semplice a trovarsi. Oggi mi ha colpito l'espressione ironica che Claudia rivolge all'attore che le sta facendo uno scherzo nel programma di Canale 5. Lei è contornato da idioti. Mi colpisce perché è una soluzione imprevedibile. La maggior parte degli Italiani adulti avrebbero detto circondato. Il verbo 'contornare', in quella situazione, è molto curioso. Esce per ben due volte, segno che probabilmente fa parte del DNA dell'attrice più di altri. Ecco un caso interessante.

La colonna sinistra, i cui contenuti risalgono a scritti dell'autore del dicembre 1999, è del 4 novembre 2002 - Ripubblicata con leggere modifiche il 26 febbraio 2005 - La colonna destra è del 13 marzo 2005