Dentro le foreste di suoni

La necessità di immedesimazione ci fa comprendere anche l'uso tradizionale. Basterà fare anche qui dei paragoni. Se un giorno inventano la 'saggezza' e io ci unisco le 'pillole di saggezza', la cosa può andar bene. Ma dire per secoli 'pillole di saggezza' anziché - supponiamo - 'proverbi' è abbastanza paralizzante. Se anche si accetta che la lingua non abbia fatto quel passaggio, cioé che per loro 'consiglio' sia rimasto sempre quello della 'notte che porta consiglio' allora si dovrà osservare che hanno mancato di creare in tutto questo tempo un neologismo per 'wise opinion', dal momento che anche 'counsel' è utilizzato pochissimo. La cosa è tanto più grave quanto più si pensi che 'piece' ha funzionato in tutti questi secoli come 'stampella' per casi simili. E' come se noi avessimo detto pillole di informazione, pillole di saggezza, pillole di poesia, pillole di novità, ecc. Dunque, si resta ugualmente con uno sviluppo incompiuto della lingua. Ho voluto metterlo in rilievo, proprio perché è tra le pochissime carenze di una lingua che viceversa ha trovato grande successo negli ultimi decenni e che a me piace talmente da portarmi ad esprimermi spesso con lei. Qui sono sempre rimasto perplesso, e ogni volta che mi trovavo a dover usare il 'piece' era forte il rincrescimento nel dover acquistare tutte le volte questa stampella di appoggio.

Nella lingua italiana, non si registrano casi simili. La ricchezza del dizionario ha permesso perfino di 'dare un saggio di', per dire che a tutto si ovviò col tempo. Saggio fu aggettivo ma poi anche sostantivo. E se arrivò il test, anche in italiano prese derivati sufficienti per coprire un vasto campo semantico. Se per tanti concetti fossimo costretti a dire 'un po' di' perché non abbiamo altro, ci sentiremmo un pochino a disagio. La cosa strana è che una lingua ugualmente ricca come l'inglese non abbia provveduto con neologismi.
Per il 'news', poi, è ancora più arcana. Qui parto da una considerazione ugualmente analoga. Posso pensare a un 'dare buone o cattive nuove', che avrebbe faticato certamente ad accettare numerali. Anche qui però si resta stupiti al fatto che per almeno due secoli (era della stampa quotidiana) quella parola per Inglesi e Americani sia rimasta 'collettiva', come se un evento non possa separarsi da un altro quando lo si comunica in forma di notizia. Codificare un divieto di numerazione qui significa che chi le porta o le comunica non dà loro una dignità autonoma. Cosa che lascia stupiti. Come se in fondo la lingua intendesse comunicare che sono un fascio di cose messe insieme e poco distinguibili tra loro. Si può pensare che una volta stabilizzato il plurale occorresse separarlo dal singolare ('new' come aggettivo generico) e che questo richiedesse una 'non numerabilità'. In questo caso, infatti, 'five news' sarebbe stato come dire 'five good'. "Good what?", avrebbero domandato. Ma anche in questo caso non regge. Perché in italiano, ad esempio, noi diciamo 'i grandi del passato', sostantivando l'aggettivo per 'grandi uomini', ma nulla ci vieta di numerare e di dire 'tre grandi del passato: Shakespeare, Flaubert e Leopardi'. Quindi, diciamo pure che si naviga in un mare misterioso e abbastanza insondabile.

Io credo semplicemente che la grammatica inglese qui fissò come 'regole' cose che derivarono soltanto da carenze umane, cioé vuoti del pensiero risalenti al passato. Poi, una volta adusi a quel suono, è chiaro che non vi avrebbero rinunciato. Abbiamo stampato con caratteri più grandi un pensiero, in fondo alla colonna qui a destra. Quel pensiero significa che dovete fidarvi poco di cose che vedete scritte sui libri, quando esse non reggono a un ragionamento. Chi le scrisse, infatti, potrebbe essere molto meno intelligente di voi. O voi le approvate perché le avete messe in discussione ed esse rispondono in tutto e per tutto (in questo caso la regola è sacra). O le contestate, perché un semplice esame è in grado di smontarle. In questo secondo caso, è socialmente più costruttivo che non le seguiate più, abbandonando l'uso tradizionale. Del resto, cose trasmesse erroneamente ne abbiamo a migliaia. Se le seguissimo e facessimo come fa chi parla ancora di oggi di 'purgatorio' e 'inferno' saremmo ancora alle lanterne. Il dovere di ciascuno deve essere quello di apportare una sua nota personale anche nel linguaggio, in cui - anche senza volontà - esprimiamo il nostro essere. Chi è meno forte non vi riesce, e così subisce. Una influenza molto forte di un accento locale indica ad esempio socievolezza ma in molti casi è anche un indice di debolezza.

Tornando al punto, se non volessimo conservare il 'news' la cosa migliore sarebbe stata un 'neologismo', cioé una parola inglese 'dedicata' al concetto. Un sinonimo di piece of information. Oggi, con la parola 'news' da tutte le parti è difficilissimo per non dire impossibile rimpiazzarla. Il newscast, il news bulletin, il newspaper, sono tutti derivati potenti e profondamente radicati nella realtà non solo angloamericana. Se un autore Web comincia a scrivere 'Here are the news' chi legge - tra i madrelingua - è portato a pensare che non abbia una conoscenza ottima della lingua. E invece può non essere così. Se non si inizia con una parola nuova le cose non cambieranno mai. Questo dimostra quanto 'imperialista' e 'dittatoriale' sia una grammatica che pretenda di uniformare tutti, anche all'interno di una carenza o di un errore originario. Se io leggessi che un Inglese ha scritto: "Le notizie di oggi mi piace" penserei che è un po' scarso, ma la differenza è che qui posso pensarlo, perché questo è un errore non discutibile.

Più volte ho sostenuto che la lingua inglese (EL) possiede un grado di logica più elevato rispetto alla lingua italiana (IL) e a tante altre. Una competizione tra le due, da me ideata tre anni fa, vide la vittoria della lingua inglese. Naturalmente, anch'essa possiede non solo lacune ma stranezze, risalenti per lo più ad epoche in cui il genere umano non era ancora padrone di questi suoni e dunque non poteva delinearne bene i contorni. Quando si parla di 'countable nouns' siamo nel tipico caso in cui si potrebbe dire: "Fecero di una mosca un elefante". Il fatto centrale, qui, è che mentre le lingue non elaborarono mai una teoria della questione, essendo essa un fatto di naturale concordanza tra oggetto e sue qualità, la lingua inglese si impuntò in una dettagliata quanto sterile casistica che in apparenza sarebbe stata perfetta, e che invece causò a tutti (compresi i madrelingua) confusione supplementare. Ricordo che qualche anno fa passai delle ore a discutere con un ragazzo inglese, che ogni volta telefonava col cellulare a una sua amica docente di lingua senza cavare un ragno dal buco. Quando le regole sono in più rispetto al dovuto, la gente finisce per confondersi ancora di più perché anziché lasciare libertà al proprio gioco linguistico si incatena a formule imparate a memoria. Lingua è natura, è libertà, non può essere costrizione. Fuori da noi non c'è un poliziotto che dice: "Devi dire così per l'eternità".

Uso qui termini chiari e semplici, per farmi capire da tutti. Parto dal principio, premettendo che in questa pagina parlo con la mente e in nome della lingua italiana. La qual cosa può essere tuttavia compiuta in qualsiasi lingua, perché stiamo soltanto esercitando la facoltà della logica.

Io respiro aria. L'aria è una massa informe, cioé non può essere divisa in parti numerabili (non si può dire 'tre arie' o 'dodici arie'). Tutto ciò che è informe è ovviamente una massa indistinta. Possiamo dire 'stasera esco a prendere un po' d'aria', ma non possiamo dire 'esco a prendere un chilo e mezzo di aria'.

Quel 'poco di' si esprime in inglese con il termine 'some'. Questo aggettivo serve a EL per definire un poco di qualsiasi cosa non sia numerabile. E' dunque una specie di chiave linguistica.

CHIAVE LINGUISTICA 1 - Some fresh air

La intelligenza è ugualmente qualcosa di indistinto, una qualità non divisibile o numerabile quando la consideriamo riferita a un individuo. Tutte le qualità sono in teoria non numerabili. La gioia, la fiducia, la tranquillità, sono da prendere come un tutt'uno, cioé non possono combinarsi con aggettivi di numerazione (anche se in certi casi, come in 'gioie di famiglia', le astrazioni possono estendersi su un nuovo terreno suscettibile di acquisizione). Dunque, non esistono 24 tranquillità, 34 salute, ecc.ecc. Questo però è scontato. Non esiste un'apposita regola da noi, nel senso che quel che è scontato non va sotto 'regolamentazione esplicita'. Detto questo, però, si verifica la prima discrepanza tra EL e IL. EL non tollera neppure A good health mentre IL sì. Noi diciamo tranquillamente che il babbo gode di 'un'ottima salute', anche se la frase teoricamente suona meglio senza articolo. Perché accade questo? Perché EL considera quell'articolo indeterminativo già come un attributo di numero. Ecco un principio fondamentale che separa le due lingue. IL permette quasi sempre un articolo indeterminativo anche davanti alle astrazioni. EL non lo permette, perché gli articoli per EL nacquero con un rigore e una rigidità elevatissimi. Tanto è vero che spesso neppure si possono usare, e la frase va obbligatoriamente resa senza articolo. Qui EL li vedrebbe come un abbozzo di numerazione ('a' corrisponderebbe a 'one') e dunque li vieta categoricamente.

CHIAVE LINGUISTICA 2 - Good health

Concepire le cose in questo modo significa anche non poter avere un plurale in EL. Difatti, se EL lo desse sarebbe un controsenso poiché la cosa non si può numerare. IL anche qui è più permissivo. Rese infatti possibile quel plurale in alcune situazioni, nel senso che non lo disdegnò. Noi possiamo dire che 'far fuggire all'estero le migliori intelligenze del paese non è bello', intendendo con questo i cervelli degli scienziati. Noi possiamo dire che 'l'Italia alle Olimpiadi ebbe quattro consolazioni dorate nella scherma' se negli altri sport non prese medaglie. Possiamo trasformare ugualmente al plurale molte quantità indefinite come polvere, ghiaccio, e altro. EL tollera 'a great help to me' ma non tollera Give me four helps mentre IL sì. Tante volte sentiamo i concorrenti di un quiz dire: "Per favore, Scotti, mi dia degli aiutini". Non sarebbe stato bello due secoli fa, ma l'IL di oggi lo permette. Da questo ricaviamo che IL è per suo DNA una foresta di suoni più tollerante, più permissiva, più elastica della foresta EL. Dunque

CHIAVE LINGUISTICA 3 - Suspicion

non three suspicions. Però, cosa fece EL? Fece uno strappo con la frase dipendente, la coordinata dalla principale.

CHIAVE LINGUISTICA 4 - He had a suspicion that...

Vedete quanti complicazioni? Quella foresta di suoni, man mano che si parlava, mantenne alcune regole fisse ma talvolta si allargò permettendo qualcosa. Cosa significa? Significa che uno un giorno cominciò a dirlo... poi lo disse un altro... poi un altro ancora e così via, finché il giorno (supponiamo) 3 ottobre 1822 uscì un manuale di lingua in cui era contenuto il 'permesso', cioé la regola del 'poterlo dire'. Chiaro? Questo furono le grammatiche. Gli uomini furono insieme limitati (perché i concetti non erano conosciuti appieno) e prudenti (perché il suono non sempre era gradito alle orecchie). Poi esigenze sempre più articolate della lingua resero necessari degli strappi. Noi diciamo regolarmente che 'Giovanni parla un ottimo inglese'. Questa frase in EL sarebbe blasfema. In EL John speaks a good English suona poco meno che abominevole, poiché EL dice loro: "Non è mica numerabile quel suo inglese". IL si mette a ridere, perché - come detto in precedenza - un articolo indeterminativo non numera, in realtà. EL dice inoltre che "an English" è già un'altra cosa, perché significa 'un uomo inglese". IL, a sentire questo, si mette a ridere, perché se noi diciamo che 'Giovanni parla un ottimo inglese' non possiamo intendere 'inglese' come uomo, perché non si potrebbe mai parlare un uomo. IL non creò mai regole dove la direzione era scontata. Se è il contesto a dare il senso, è inutile suggerire ai parlanti "Devi dire così".

Ogni parola, naturalmente, nacque in un certo contesto storico e in questo ebbe sue radici. Se i parlanti la intesero in quel modo è ovvio che non avrebbero potuto prevederne gli sviluppi in futuro. Se tra quattro secoli i computer faranno anche il caffè, noi non possiamo prevedere oggi ulteriori campi semantici derivanti da questa nuova funzione. Quindi, in quel caso, succederà che anche la lingua avrà delle variazioni. Ecco ridotto, in a nutshell, il problema di alcuni 'uncountable nouns'. Se 'informare' era in latino semplicemente 'dare forma a' e 'informazione' fu nel tardo Medioevo un termine rarissimo per definire l'atto indistinto del formare un atto giuridico chi avrebbe mai immaginato che sei secoli dopo un cavo portasse dentro le case decine di notizie come informazioni separate? Nessuno poteva allora. In origine, il termine 'informazione' arrivò ad EL come una massa indistinta. Un po' come se dicessimo che 'quel programma di Canale5 fa informazione'. E' chiaro che presa in questo modo la parola è 'non numerabile' anche da noi. Lo stesso per il 'consiglio' originario. Ancora oggi, se io dico che 'la notte porta consiglio' uso la parola come una massa indistinta e non numerabile anche in italiano. Ma ci mancherebbe che non avessimo anche un 'consiglio' numerabile. Mentre le altre lingue poi passarono a numerare questi termini, EL non fece mai questo passaggio. Così

CHIAVE LINGUISTICA 5 - A piece of advice

Sia detto in tutta franchezza, IL si mette a ridere. 'Un pezzo di consiglio' fa ridere. Ma per EL è proprio assolutamente normale, ma soltanto perché non fu mai compiuto secoli fa quel passaggio che le altre lingue fecero per i parlanti. EL fu funque costretta a coniugare con il 'piece' tutte quelle parole che non avessero subito una nuova iniziazione. Molte cose restarono, ma col tempo vennero abbinate a parole più specifiche. Un caso tipico è 'a piece of poetry', che esiste ancora ma viene usato sempre meno. Quando cose più specifiche non vennero abbinate, il matrimonio forzato col 'piece' rimase come un'eterna 'palla al piede'. Una sfortuna, diremmo. Per quanto riguarda la parola richiamata, EL si sarebbe scandalizzato a sentire 'an advice'. Oggi il termine viene citato dalla stampa più nel senso collettivo e impersonale di consulenza (questo va bene anche per noi, ad esempio 'To seek advice'), ma resta il problema che se lo si intende come opinione (altro non è) non si può non considerare 'numerabile'. E' infatti evidente che l'atto di informare può essere diviso in tanti segmenti separati, ognuno dei quali non è un 'pezzo' di qualcosa. 'Pezzo' si ha in una torta, perché io taglio delle parti che appartengono a un'unica entità. 'Pezzo' si ha nel pane, perché io da una pagnotta taglio parti che appartenevano alla pagnotta stessa. Ma se dò una informazione non sto tagliando un pezzo da qualcosa. Il mio atto inizia e si conclude, poi ce ne sarà un altro che inizia e si conclude e così via. In venti minuti dò sette informazioni, non dò pezzi di informazione. EL, appena l'informazione diventò 'nozione comunicata ad altri' non la trasformò, e così fu costretto a lasciarle il 'piece' davanti.

In tutti questi casi che succede? Ormai non ci riescono, da soli. Non gli suona. Se per secoli hanno detto e scritto così, non è che da un giorno all'altro (loro dicono 'overnight') si possa cambiare. Ci vorrebbe un coraggio sovrumano a pronunciare per la prima volta un 'suono combinato' che non è mai esistito presso quella lingua. Ed è un coraggio ancora maggiore di quello che occorre a noi per passare a dire 'sposarsi a' (ugualmente non facile). Cosa dicono i madrelingua in questi casi? Sempre un'unica ed eterna frase. "Quello non è inglese". That's not English. Con questo intendono dire che non concepiscono neppure di poter emettere quel suono, anche se per ipotesi fosse dimostrato loro al 100% che è più logico. La 'forma mentis' qui creò coi secoli un'idea fissa. La frase alternativa sarebbe stata errore. Quindi, cambiando, non era più la loro lingua, quel patrimonio di suoni e di combinazioni che si era formato. Immediatamente ti avrebbero corretto. La cosa più stupefacente però è che non ci fu mai un interesse del singolo, una sua convenienza. Quindi la cosa è doppiamente ammirevole. Colui che intervenga su altri per un dovere 'astratto' e 'ideale', non suo proprio (pensiamo a chi si ponga in mezzo a una via per impedire il passaggio illecito di un automobilista in senso vietato), compie un gesto da ammirare. Questo gesto indicò il matrimonio delle lingue nazionali con gli uomini che le parlavano. Tu vedi uno che improvvisamente si porta le mani sulla bocca e ti dice: "Nooooo... non puoi dire così". Come se la lingua lo pagasse, cioé come se esistesse un accordo tra ciascuno di noi e quel patrimonio di suoni. Ecco dimostrato dunque come quel patrimonio esiste, ha una sua autonomia. Ora, finché si ebbero scarsi traffici e nessuna comunicazione intercontinentale (fino all'inizio del secolo XX°) la cosa rimase inosservata. Oggi tutti incontriamo tutti, oggi le lingue stesse si incrociano tra di loro. E quindi si comincia a sorridere in certi casi. Una delle cose più assurde si verificò proprio col 'news'. Qui tutti capiscono che la cosa nacque dal 'new', nuovo. Tardo Medioevo. La parola già esisteva dappertutto (ad esempio, 'nouvelle' in francese). In inglese si stabilizzò al plurale (news) e fin qui tutto pacifico. In italiano ci sono molte parole stabilizzatesi al plurale. Condoglianze, dimissioni ecc. IL però esige la 'stringa', che significa=se me la dai al plurale devo volgere al plurale anche la frase. Non posso dire: "Presentò la propria dimissioni". Altre lingue sono rigidissime nella stringa, cioé non permettono che il periodo possieda parti scombinate nel genere o nel numero. L'inglese no. Ecco una stranezza, ed è veramente una cosa che stupisce. Con tutti i rigori che EL impose ai parlanti, mai ebbe cura di darne uno anche per le stringhe. IL sarebbe inorridito a dire: "Le notizie che più ci ha interessato oggi". Ecco un altro caso che mette in risalto le differenze genetiche, per cui una accetta quello che un'altra respinge senza appello. Ma il problema principale deve ancora venire, e riguarda anche qui il fatto del 'numerabile'. Se si danno notizie, queste necessariamente devono potersi numerare, altrimenti sarebbe un controsenso già la forma plurale in quanto il collettivo non è qui una massa indistinta. Come nel caso dell'informazione, io te ne dò una poi un'altra e poi un'altra ancora. In tutto sono tre, e non sono né parti di qualcosa né pezzi. Niente da fare. Anche qui con EL non si riuscì mai ad ottenere un nuovo passaggio, e così rimasero col 'piece of news'. Fu probabilmente un malcelato senso di colpa a determinare comunque un uso sempre minore del 'piece', e così oggi questo matrimonio (piece-news) si opera con minore frequenza che in passato. Loro dicono tranquillamente "That's great news", che in altre lingue è una frase vagante e inconcepibile. Insomma, siamo davanti a storie che gli uomini non sempre hanno controllato bene in epoca moderna. Arriviamo ora al punto.

I suoni, è vero, contano. Tutti restiamo male a sentire se uno stona le note di una canzone. E restiamo male anche se parla una lingua piena di errori. Però, attenzione. Un suono è superiore a una legge? Quando noi parliamo viviamo quel matrimonio or ora descritto con il nostro idioma nazionale. Se qualcuno lo deturpa interveniamo. Però, nel caso, cosa viene deturpato? Soltanto un suono che dentro di noi è divenuto uso costante, cioé 'abitudine'. Basterebbe cambiare abitudine. Meglio un suono buono e consolidato con una logica errata o un suono nuovo e inesplorato con una logica perfetta? Io, personalmente, non avrei dubbi e sceglierei la seconda opzione. Se nessuno l'ha mai detta... che mi importa? Io la dico, perché corrisponde a un principio. Ecco il senso di una rivoluzione individuale. E' lo stesso caso della preposizione 'a', che non sappiamo mettere nei posti giusti. Oggi tutti diciamo "andrò al cinema insieme a Marco". Si dovrebbe dire più correttamente "andrò al cinema insieme con Marco". Così per il matrimonio. Da tanto tempo si è consolidato lo 'sposarsi con'. Va bene, chi se ne importa? Basta che ciascuno cominci a dire 'sposarsi a' e in qualche anno la cosa si consolida detta in quest'altro modo. Quindi, torno a dire, non c'è un poliziotto fuori da noi. Se il tempo ha consolidato un uso corrotto o alterato, noi oggi siamo abbastanza intelligenti da potervi porre rimedio. Se dipende da noi, siamo noi comunque a controllarne una buona parte di destino. Allora, perché qui appare utile qualche riforma? Perché quel passaggio non fu mai fatto, e la stessa pudicizia nel dire 'piece of news' (e altre 'pieces') dimostra che sotto EL c'è un debito, rimasto sepolto per anni. Sia chiaro, non è una cosa fondamentale. Potete anche conservarla com'è. C'è il tale che dicono piaccia alle donne perché ha quei difetti. E va bene. Allora, mettiamola così. Chi vuole la dirà in quest'altro modo, chi non vuole resterà col vecchio. Importante è che non si dica più che unica regola, inderogabile, è quella. Perché questo non è vero. E' scritto su alcuni libri, ma non è così. Non lasciatevi ingannare, ragionate sempre.

1) Quando l'oggetto non è divisibile in parti, nel senso che non se ne può numerare una sua quantità dal punto di vista pratico, nessun dubbio. Ma la cosa è talmente ovvia che non ci sarebbe stato neppure bisogno di esprimerla in regola. Esiste la felicità di ciascuno, ma nessuno di noi ha 3 o 12 felicità al giorno. Quindi, tutto quel che non ha una suddivisione in parti autonome è ovvio che non sia mai numerabile. Qualche lingua accetta dei plurali qualcun altra no. Nessuna comunque numera le cose astratte. Questo è il principio generale.
2) Quando l'oggetto (nella vostra lingua, secondo gli usi) è divisibile in parti, ma queste parti non hanno un loro termine, è chiaro che la cosa presenta una doppia faccia. Finché lo prendo come un tutt'uno lo considero 'non numerabile', così continuerò a dire che 'la notte porta consiglio' e non dirò che 'la notte porta sette consigli'. Se invece mi occorre dividerlo in quelle parti devo necessariamente nominarle. Quindi dirò che non riuscendo a dormire 'ho ricevuto due consigli'. Uno di Piero che mi ha consigliato di 'contare le pecore', l'altro di Paola che mi ha consigliato di 'bere del latte caldo'. Lo dirò anche se la mia lingua non possiede quel termine. Se non facessimo così, conserveremmo per sempre gli errori del passato.

3) Quando l'oggetto (nella vostra lingua, secondo gli usi) è divisibile in parti, e queste parti hanno un loro termine, ancora meglio. Qui non c'è neppure difficoltà, e si deve necessariamente numerare. Laddove esistessero problemi, occorre superarli in modo ancora più disinvolto che nel punto 2. Qui è ancora più assurdo conservare il 'news' al collettivo non numerabile, perché la parola non è neppure nata tale (come collettivo). Del resto, anche in italiano si diceva (e si dice talvolta) "Ti ho portato una buona nuova". Poi la cosa diventò notizia, e ci mancherebbe che non potessimo numerarla.

Pagina pubblicata originariamente il 10 novembre 2003 su Memoriale - Ripubblicata su Grammatiche nel 2005