La parola che risiede stabilmente nel dominio

Se gli antichi avessero concepito il dominio... Questo potrebbe essere il titolo di un saggio, che affronti tutti i casi in cui il singolo studioso si mise a ripetere quello che già era scritto da altre parti senza ragionare. Anni fa, feci l'esempio della parola 'guerra'.

Su di essa esistono sciocchezze in tutti i libri, la più ricorrente delle quali verte intorno all'ordinata natura intrinseca al 'bellum' dei Romani (?). Tipico caso di incomprensione da parte di chi si interrogò sulla scomparsa del latino 'bellum' senza arrivare a capire che quest'ultima non avrebbe potuto affermarsi sia perché il campo veniva occupato dal diminutivo 'bellu' da 'bonus', che poi avrebbe dato i natali al nostro 'bello' odierno, sia perché quel suono non pareva probabilmente consono al nostro volgare nascente. Il sostantivo decadde dunque proprio per non aver trovato uno spazio. Spazio che venne preso dal germanico 'werre' (poi 'werra'), termine molto più bellicoso. La parola poi si diffuse lentamente.

Quando parliamo di guerra, nonostante il dominio virtuale sia del 100%, sappiamo che esiste un buon concorrente come 'conflitto', che nega perfino il 90%. Ma qui la parola 'guerra' suonava talmente bene che difficilmente ne avremmo trovato una altrettanto efficace. Eppure è un monopolio che non disturba, e non va dimenticato che anche il 'war' inglese è quasi certamente derivato dal germanico appena detto. Trionfo più che naturale, sancito da una comune sensibilità che mai lo mise in discussione. Nessuno poi saprebbe come sostituire 'la seconda guerra mondiale'.

Anche qui, vi sarà venuto da pensare che l'inglese 'World War' non potrebbe mai essere accolto con un nostro 'Mondo Guerra'. Il fatto è che in inglese quel 'World' vale come 'mondiale', poiché l'anticipazione vale a renderlo attributo. Sarebbe come 'guerra del mondo'.

Pagina del 17 giugno 2006, ultime modifiche il 19 giugno 2006

Il documento n°198 è un'ulteriore specificazione di cosa accade nel dominio, considerato stavolta come territorio occupato interamente da una parola sola. Quel 'baby-sitter' che un linguista ha ricordato di recente come frutto del 'baby-boom' del secondo dopoguerra ha avuto un esito tale da accaparrarsi l'intero dominio (oggi si aggira intorno al 98-99%). La giovane che si assume in cambio di una piccola retribuzione il compito di accudire o sorvegliare i bambini in assenza dei genitori è sempre stato espresso da noi con una parola di lingua inglese, nata come 'colui che assiste i bambini' (=one who sits babies). Questo significa che in 100 casi - dovendo esprimere quel concetto - ben 98 finiscono per assumere oggi questa parola. Scomparso il 'bambinaia' di un tempo, le uniche alternative sono proprio termini generici come 'badante' qualora alla persona non venga spontaneo usare l'altra parola. Con un pochino di attenzione, oggi potremmo dire proprio 'badante'. Tanto più che questa parola, nel Trapasso, si è affermata anch'essa con una certa facilità. Ma ci viene sempre 'baby-sitter'.

Primo, notate la comodità di un suono che si staglia molto chiaro nell'etere italico. In fondo, traslitterato sarebbe stato 'bebisitter'. Vaghe reminiscenze di una bibita, o magari di un carrozzino per bambini. Si dice con facilità. Secondo, badate a come suona bene in generale: non occorre essere di linguamadre inglese per sentirlo fluire anche nelle altre lingue. Terzo, non ha avuto parole concorrenti ad insidiarlo. Caso in cui tutti i fattori hanno contribuito nel decretare una prevalenza schiacciante con un dominio tutto suo. Questa parola oggi vien detta come se appartenesse a un dizionario non più nazionale bensì di tutti. La usano anche in Francia, dove aggiunsero anche il 'baby-sitting' come fenomeno collegato. E' proprio il baby, che trova un corrispondente improprio nel nostro obsoleto 'bebè', a trionfare da principio. La grande presenza di questa parola nei titoli e nei testi di canzoni ne ha fatto un suono universale. Il sitter, poi, va bene perché non dà difficoltà alcuna di pronuncia e stacca bene sul primo.

Problema: esiste un motivo specifico per cui la lingua italiana non le oppose altro? Una cosa è certa: di parole composte come questa è più pratica la lingua inglese, che ne possiede decine di migliaia. L'inglese è molto agevolato dal fatto che può comporre quasi tutte le combinazioni che desidera, come in 'baby-killer' o in 'dog-catcher'. Insomma, una miniera potenziale che ha dato frutti non solo nei territori di linguamadre ma in tutto il mondo. Sì, noi diciamo 'spaventapasseri', 'guarda-caccia' o 'segnalinee' ma volete comparare con la enorme libertà che avrebbe un soggetto che dicesse 'bambin-omicida' o 'can-accalappiatore'? L'inglese può, l'italiano no. Noi al massimo ripetiamo quello che dicono loro e così diciamo 'baby-boom'. Una cosa che non suona, da noi, non fu mai acquisita oppure - se esiste - la diciamo pensandola come un essere rozzo (acchiappa-fantasmi). La mancanza di un divieto per l'abbreviazione del complemento di specificazione in un'unica espressione ha reso quella lingua numericamente molto più ricca (in termini) della nostra. Pensate se potessimo dire 'una Beethoven sonata'.

Una parola che risiede stabilmente nel dominio lo occupa senza disturbo alcuno, ma - come spiegai - rende meno interessante l'analisi. La mancanza di suspence, derivante da un uso probabile al 99%, impedisce confronti e studi sul dominio appartenente alla parola. Diciamo quella, e basta. Noterete una curiosità: vergognandosi il più delle volte, le giovani che lo dichiarano (Faccio la baby-sitter) fanno sempre capire o dicono a chiare lettere che è solo una cosa temporanea, come a mantenersi soltanto. Lo dicono, infatti, retroattivamente 5 o 15 anni dopo quando raccontano la loro biografia agli inizi. E così il termine si sposa spesso al tempo imperfetto (Facevo la baby-sitter). Se attività contemporanea al dichiararla, trova maggiore resistenza ad ammetterla. Frequente poi un matrimonio con la congiunzione 'anche' (Facevo anche la baby-sitter), come a dire che 'guai se avesse fatto solo quello' o 'guai se quella fosse stata l'unica occupazione permanente'. Casi in cui l'orgoglio di ciascuno prevale su qualsiasi altra cosa, altrimenti anche questa attività sarebbe come tutte le altre (e io stesso non comprendo cosa ci vedano di 'diminuente').

Proviamo a verificare un caso analogo a questo. Il 'fast-food', ad esempio. Per quel genere di vendita e di consumo ai tavoli non è mai uscita in lingua italiana una reale alternativa. Quando voi dovete dire che anziché al ristorante intendete mangiare al Wimpy o al McDonald qualificate questi locali come 'fast-food' al 100%. Anche il 'pret-a-porter' della moda, ad esempio.

Potreste contrastare questi casi di monopolio? Direi di no, perché altro termine affermatosi non c'è. Potreste al limite tentare di lanciarlo voi, ma quando il dominio è occupato da uno al 99% scalzarlo è impresa proibitiva. Nei rari casi in cui riesce, occorrono 20 o 30 anni cioè un lungo periodo di conversazioni scandito dall'uso.