
Cinquant'anni indietro
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Ecco un test molto utile. Qui a destra vediamo un numero di Epoca di 50 anni fa. Novembre 1955. Marlon Brando in copertina. Esattamente mezzo secolo. Io apro questo settimanale e vi trovo vari articoli di attualità. Allora, si scriveva in modo più serioso e le cose venivano presentate in maniera ingenua, senza doppi sensi o intenzioni nascoste. L'esercizio, che risulterà molto utile, è quello di sostituire pezzi di brani linguistici con parole o espressioni che all'occhio di oggi risultano molto più corrette. In altre parole, è come se correggessimo un nostro consimile che non è avanti come noi nell'evoluzione. Egli è rimasto a 50 anni fa, e scrive come si poteva fare allora. Voi subentrate e cercate di migliorare quello che dice. Laddove si tratti di scoprire, ci limiteremo ancora una volta a vedere com'era il mondo del passato. Un'occasione che appare interessante è quella dell'articolo sul trasloco di Marilyn Monroe in un nuovo appartamento. Una corrispondenza da Hollywood (scritto proprio cosė). Mancava poco alla mezzanotte quando, nell'ufficio del capo della polizia di Los Angeles, cominciò a suonare il telefono. Beh, qui diremmo 'squillare'. D'accordo? |
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Il funzionario rispose 'Hallo', sgranò gli occhi e subito, con tutte le dita disponibili, tenendo fermo il ricevitore con la spalla alzata, pigiò i bottoni della tastiera che aveva sulla scrivania.
Questa è una lingua da 'Gialli Mondadori' di una volta. Intanto si dice 'Hello'. Le dita disponibili, tenendo il ricevitore con la spalla, pigiare i bottoni, sono cose un tantino figurate che oggi trasformeremmo più o meno in questo modo: "Il funzionario rispose con un tantino di stupore e, tenendo appoggiato il ricevitore, si mise a digitare sulla tastiera".
Dopo pochi secondi un corteo di automobili, con la sirena d'allarme accesa, si scaraventò verso la costa del Pacifico, dalla parte di Hollywood.
Il corteo è più quello di un funerale. Scaraventarsi è azione poco consona a un gruppo di auto. "Un gruppo di auto, sirena in azione, si diresse verso Hollywood".
La telefonata era partita dal capo della polizia di Beverly, il quale chiedeva disperatamente l'invio di rinforzi perché il traffico si era bloccato a un crocevia e i suoi pochi uomini erano impotenti a disciplinarlo: quattro carovane di macchine si erano incastrate l'una nell'altra a quell'incrocio, si fronteggiavano minacciosamente, con i clacson urlanti.
Crocevia non lo diciamo più, perché oggi diciamo incrocio. 'Impotenti a disciplinarlo' è ridondante. L'intera scena qui è troppo figurata e nessuno poi immagina clacson che urlano. "Era il capo della polizia di Beverly che sollecitava rinforzi, allo scopo di liberare un ingorgo di auto che strombazzavano a corta distanza l'una dall'altra".
Gli abitanti delle case vicine, svegliati di soprassalto e allarmati dal frastuono, avevano implorato protezione alla Polizia più vicina.
Qui la lingua di allora diventava anche ridicola, poiché non s'immagina che la gente telefoni alla polizia per avere protezione da un ingorgo con clacson in azione. "I residenti, svegliati dal frastuono, avevano chiamato la polizia" e basta.
Ma questa, una volta arrivata sul posto, aveva accettato la sconfitta e chiesto rinforzi a Los Angeles.
Beh, questa sembra una frase da un articolo di calcio. Oggi solo un allenatore può accettare una sconfitta e chiedere rinforzi al presidente con nuovi acquisti al calcio-mercato. "Ma gli agenti, accorsi sul posto, non avevano potuto far altro che attendere l'arrivo di altre pattuglie".
Ci vollero parecchie ore per districare l'aggrovigliata matassa di automobili. Poi i ritardatari andarono a bussare alla porta di Marilyn Monroe, ma ormai l'attrice era a letto e la casa tutta buia.
Anche questo è molto figurato, e sembra scritto da un ragazzino. Si districa un nodo, una matassa di corda o di tela o di lenzuola, più che un ingorgo di auto.
Così, Marilyn ha inaugurato la sua nuova casa. L'avvenimento era atteso da giorni. Una settimana prima l'attrice aveva portato un autocarro con rimorchio davanti all'hotel Beverly Carlton, aveva fatto caricare quindici bauli di vestiti, quattro casse di libri, un apparecchio televisore.
L'inizio va bene. Poi compaiono relitti, che oggi non conosciamo più. Un autocarro con rimorchio oggi è sostituito da un furgone o da un autocarro, e quasi nessuno usa più bauli (soprattutto in quel numero). Allora si diceva ancora 'apparecchio', figurando il televisore quasi come aggettivo.
Poi aveva comunicato alla direzione dell'albergo, del quale era ormai ospite da alcuni anni, che si era fatta costruire una nuova casa e che sarebbe quindi andata ad abitare laggiù.
Qui suona strano 'il farsi costruire', poiché oggi diremmo la stessa frase con altri verbi o con un giro di parole. L'avverbio 'laggiù' è sempre più obsoleto (specie in questa costruzione).
Da quel momento Marilyn era sparita da Hollywood. Nessuno, né i produttori né gli agenti pubblicitari, sapeva di preciso dove si era nascosta. Qualche giorno dopo Hollywood fu invasa da centinaia di biglietti d'invito. Marilyn pregava i suoi amici e i suoi nemici di voler partecipare all'inaugurazione della sua nuova casa.
Qui va male la costruzione, poiché chi legge non capisce bene la logica di una progressione che utilizza tempi verbali differenti e non spiega in cosa consista il nascondersi. Il 'voler partecipare' oggi non lo scriverebbe più nessuno, ma allora era normale.
"Cravatta nera" specificava il cartoncino. Ma da nessuna parte era spiegato dove la casa era stata costruita.
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Particolare molto curioso: la Monroe spedisce a molte persone un biglietto d'invito per la inaugurazione della nuova casa, ma sul biglietto non è indicato alcun indirizzo. Fatto abbastanza tipico per quest'attrice, che faceva tutte le cose senza molta cura e attenzione. Tutto l'ambiente quella sera si mise in auto alla ricerca di un'abitazione di cui non si conosceva l'indirizzo. Una caccia durata quasi tutta la notte, con gente che veniva svegliata da una semplice domanda come: "Scusi, sa se abita qui Marilyn?". Così riferisce questo numero di Epoca, nell'epoca del 'Seven Year Itch', grande commedia di Billy Wilder tratta da una pièce di George Axelrod che stuzzicò le voglie di molti. Il settimanale afferma che pareva che la Monroe intendesse lasciare a ciascuno la libertà di immaginare il punto della città in cui si era trasferita. Nel frattempo, si erano sparse le voci. E così c'era chi la dava in collina, chi sul mare, e chi da altre parti. Leggiamo: Chi si dirigeva verso San Diego guardava con occhi ironici chi andava verso Santa Monica. E viceversa. Intanto, soddisfatta della beffa, Marilyn apriva le porte della nuova casa a poche decine di amici ai quali aveva telefonato personalmente l'indirizzo. Ma sotto il vincolo del segreto. |
E' la prima volta che Marilyn possiede un appartamento tutto suo. Nemmeno dopo il matrimonio con Joe Di Maggio aveva potuto avere una 'casa sua'. Se l'è fatta costruire apposta, quasi su misura, come quei suoi abiti da sera tutti scollati davanti e troppo stretti sui fianchi: una grande camera affacciata sulla spiaggia, una piccola biblioteca per raccogliervi le sceneggiature dei suoi futuri 'film drammatici', una cucina grande abbastanza perché la cuoca vi possa resistere stando in piedi, un vasto soggiorno tappezzato di grigio chiaro, con tappeti gialli e poltrone azzurre e una camera per gli ospiti. Questa - ha detto Marilyn ai suoi amici la sera dell'inaugurazione - l'ho fatta costruire nell'eventualità che il mio ex-marito venga qualche volta a trovarmi e faccia tardi".
Pagina del 26 agosto 2005